Questo sito utilizza diversi tipi di cookie, sia tecnici sia quelli di profilazione di terze parti, per analisi interne e per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze manifestate nell'ambito della navigazione.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se chiudi questo banner o prosegui la navigazione acconsenti all'uso di tutti cookie.

| |

Mettete un segnalibro a questa risorsa! (è sufficiente andare sul logo per vedere il nome del servizio):


BlinkList: AssistentiSociali.org Blogger: AssistentiSociali.org Bloggers: AssistentiSociali.org Blogrolling: AssistentiSociali.org co.mments: AssistentiSociali.org Connotea: AssistentiSociali.org
Del.icio.us: AssistentiSociali.org De.lirio.us: AssistentiSociali.org Digg: AssistentiSociali.org Furl: AssistentiSociali.org Google: AssistentiSociali.org LinkaGoGo: AssistentiSociali.org
Ask Italia: AssistentiSociali.org YahooMyWeb: AssistentiSociali.org Ma.gnolia: AssistentiSociali.org Onlywire: AssistentiSociali.org Segnalo: AssistentiSociali.org Smarking: AssistentiSociali.org
Slashdot: AssistentiSociali.org Taggly: AssistentiSociali.org Technorati: AssistentiSociali.org Windows Live: AssistentiSociali.org Facebook: AssistentiSociali.org

Una nuova risorsa per gli assistenti sociali: una raccolta di siti selezionati, legati al mondo del sociale e divisi per categoria.

SocialDIR
Segnala gratis il tuo sito!

Scopri come seguendo questo link »
petizione per la tutela dell'immagine pubblica degli assistenti sociali

AssistentiSociali.org si fa promotore della petizione per la tutela dell'immagine pubblica degli assistenti sociali. Invitiamo tutti gli ospiti del sito a visitare la sezione relativa seguendo questo link.


Partner

I.T.A. Solution

Licenza del sito

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5 License.

Questo sito adotta la Creative Commons License, salvo dove espressamente specificato. Per maggiori informazioni consulta la pagina Copyright.

NEWSLETTER

Ultimi inserimenti nel Blog

Ultimi inserimenti nel Forum

Libri di servizio sociale

RSS

Ricerca sul web

Novità, Avvisi, Utilità

CAOS CALMO... O QUASI: contenere il senso di urgenza nei servizi sociali

Solitudini esistenziali

L’operatore che si dedica alle persone tratta sempre di più con persone fragili, con uomini e donne irrisolti, con bizzarrie dovute a problemi mentali, con bambini soli e mal accuditi, con popoli feriti nell’identità... Quelli in gioco sono allora mondi emotivi che hanno bisogno di esser compresi - cioè presi dentro - ed ospitati prima di tutto nella mente dell’operatore. Agire impulsivamente può dunque significare liberarsi frettolosamente del dramma umano anziché fargli posto. Accettare il dolore significa perciò non sapere a priori come alleviarlo e non essere convinti di conoscere cosa si deve fare in quella situazione specifica. Sarebbe utile invece tollerare che non si capisce subito il problema portato dall’utente e darsi un tempo per avvicinare l’ignoto. Ci vuole coraggio, perseveranza, forza d’animo per avvicinarsi allo sconosciuto. Significa predisporsi ad ascoltare la persona che ha bussato alla porta assumendola come il proprio "miglior collega".

L’agire precipitosamente senza comprendere e secondo convinzioni assunte a priori è dunque un liberare celermente la propria mente da vissuti inquietanti. Evacuare il dolore è umano. Forse non vi è altra possibilità se si è soli. E’ davvero insostenibile per un singolo individuo ospitare nel proprio mondo interiore così tanta devastazione umana. Perciò la responsabilità dell’agire con prassi frettolose, burocratiche, ispirate dalla paura dell’autorità giudiziaria non è del singolo operatore, bensì di un sistema che lo lascia solo e smarrito di fronte al dolore di una moltitudine umana che, spaventata, va allo sbando.

Il primo passo per arginare l’urgenza è dunque avere accanto qualcuno che la fermi proponendo di parlarne, discuterne, analizzarne le cause. Qualcuno con cui condividere il problema. Quel qualcuno può essere un responsabile d’area, un coordinatore di servizio, un collega anziano, un operatore di un’altra istituzione... Ma la via migliore è quella dell’incontro con un gruppo di lavoro. Certo che emotivamente l’equilibrio tra "perdere tempo" in questi dispositivi collettivi e l’agire in maniera solitaria per il bene di qualcuno è sempre precario. Perciò sarebbe più utile che le prassi fossero pre-definite. Sono auspicabili procedure di lavoro che impediscano la scelta tra l’agire d’impulso e il fermarsi a pensare. E’ obbligatorio remare contro la corrente che vorrebbe utilizzare l’urgenza come via di fuga dal pensare. E’ però necessario che il lavoro di rete, le commissioni istituzionali, le unità valutative, i gruppi di lavoro, le formazioni, le supervisioni diventino luoghi di vero pensiero. Luoghi dove cercare il senso delle cose appassioni, diverta, paghi! Ma questa è un’altra storia. Il rischio per il quale varrebbe la pena di darle forma è che questi spazi istituzionali diventino non solo inutili, ma anche nocivi poiché privati del piacere del confronto.


indice


Creation date : 2008-09-14 - Last updated : 2009-12-20

Spazio libero per la tua pubblicità,
contattaci »