Siamo sempre alle solite..................
IN UN MONDO NORMALE (ma ormai l'Italia non lo è più da un pò di anni, comunque da quando l'Università forma -al ribasso- gli assistenti sociali) esisterebbe per ogni allievo un curriculum di studi, in base al quale ed in relazione alle attitudini/interessi/passioni/abilità dello studente il tirocinio diventa sperimentazione o segmento coerente col curriculum. A garanzia di ciò un' università seria, dei referenti certi, supervisori preparati e strutture concepite come zone di crescita delle professionalità. Ma ciò non è: occorrerebbe citare per danni queste università, perchè vi stanno rovinando, nel senso che non vi preparano per nulla al lavoro. Su ciò bisognerebbe scendere in piazza, cari studenti,................
SI TRATTA DI ARRANGIARSI, purtroppo, e ciò dipende da te, cara Sekywa, specialmente se ti approcci nel modo giusto. Da quel che scrivi (faccio la baby-sitter, gli altri mi guardano con un punto interrogativo,...) ti stai muovendo male o, secondo lo stereotipo corrente da "assistente sociale autocentrata e con la puzza sotto il naso". Vedi invece le cose positive, anche il lavoro di cura dei bambini può essere un'esperienza di apprendimento nel tirocinio. Raccomando grande umiltà, ma anche chiarezza da parte tua, specialmente perchè -fino a prova contraria- tu sei loro ospite e sta a te mettere in chiaro che ci stai a fare. Dire "questo non mi spetta" ma non proporre alternative è deleterio. Dire invece "in queste tot ora faccio questo e quello e voglio imparare a, b e pure un pò di c " mi pare opportuno.
LO SFORZO TUO è quello di codificare il piano di tirocinio, cioè tradurre in obiettivi la tua permanenza in struttura. Ti consiglierei di dividere in due in tirocinio, uno sulla gestione dell'utente, l'altro sulla gestione della struttura. Sulla gestione dell'utente ci può stare un tuo lavoro diretto come referente di un minore: rapporti con la scuola, con i genitori, con i servizi, col minore stesso, redazione e gestione del progetto educativo del ragazzo (condivisa in equipe). Sulla gestione della struttura ci può stare un affiancamento del coordinatore per capire la procedura di autorizzazione e quella di accreditamento, la selezione e gestione del personale, i rapporti di convenzione con l'Ente che paga, ecc. IL FINE del tirocinio è quello di osseravare-fare-imparare delle competenze, competenze che poi ti verranno attestate dalla struttura con un certificato e che, sicuramente, ti serviranno nel mondo del lavoro.
Spero di averti dato delle indicazioni utili.
Ugo Albano