Che i servizi alla persona si stiano privatizzando è sotto gli occhi di tutti, anche se nessuno ne parla (perchè politicamente non conviene). Per non parlare delle chiacchiere che vi insegnano all'università sul welfare-mix e sulla sussidarietà....Un esempio: il ricorso alle badanti. Se non è privatizzazione quella................nel senso che, se la gente mette mano al portafoglio, allora più o meno va, se hai pochi soldi, hai voglia a morire!!!
Io sostengo però che la privatizzazione è un fatto anche positivo, in quanto, mettendo in rapporto diretto chi paga e chi eroga, si induce responsabilizzazione e qualità. Chi ha letto il mio libro "servizio sociale e libera professione" sa che io non solo insisto sulla privatizzazione, ma pure segnalo la necessità di noi aa.ss. di "esserci" nell'impresa privata (e spiego pure come si fa).
Quello che segnala Zuccherina (da noi in Emilia-Romagna il problema è assai diffuso....) è il semplice fatto che il "privato"-mano longa del pubblico funziona come il (cattivo) pubblico. Non a caso non ci sono controlli: l'esternalizzazione è un fatto pure "clientelare". Basta vedere l'assenza di sistemi di accreditamento: nel privato tutti aprono imprese sociali (dai preti agli ex-tossicodipendenti, dagli albergatori ai veterinari...), gli assistenti sociali no.
Io non credo ad un "pubblico" inefficiente ed un "privato" efficiente. Credo che sia pubblico che privato funzionino meglio se gestiti in chiave aziendalistica, e ciò richiede bravi "dirigenti". Speriamo in futuro: la Laurea Specialistica serve proprio a questo!!
Ugo Albano