Fa fede il Codice di protezione dei dati del 2003 e l'ordinamento degli EE.LL. La legge sul segreto professionale non ci azzecca nulla (riguarda l'A.G.).
Il problema di base è che la Normativa gestisce il trattamento dei dati TRA Enti e non NELL' Ente. In tal senso ci vorrebbe un regolamento interno, a recepimento del Codice, sulla disciplina dei dati. In tutto ciò occorre inoltre distinguere tra politico e dirigente: sono due cose ben diverse. Al secondo è permesso l'accesso ai dati, al primo no.
Sto parlando di "accesso ai dati" e non di "valutazione sulle situazioni", la cui seconda cosa dovrebb'essere tutta in capo al responsabile del procedimento (a mio modo di vedere l'a.s., ma non è detto......).
Nelle mie esperienze pregresse ho "risolto il problema" (dell'ingerenza del politico) con una formale comunicazione in cui segnalavo la mia intenzione di denunciarlo per abuso d'ufficio. Ed il problema si è risolto................