Io non credo. Lo dico per esperienza: fare da tutor è una fatica boia.
Dipende poi come lo si fa.
Se si fa da "babysitter" e magari si usa il tirocinante per fotocopie o altro, è una cosa.
Se invece si decide di fare un buon percorso di affiancamento, addestramento, sperimentazione, in cui il tutor deve modulare a più livelli il proprio ruolo (e rintagliarselo nel poco tempo che ha), insomma, è un'altra cosa.
Dipende, in buona sostanza, se l'università si aspetta il "numero di ore" o la "valutazione". Dipende poi se lo studente "accumula le ore" o se segue un percorso secondo un preciso piano. Sono cose ben diverse.
Io, nelle mie esperienze, ho scelto la seconda strada. Poveri studenti, li ho rivoltati come un calzino. Ma a distanza di anni mi ringraziano. Qualcuna (iperspremuta, cioè messa a confronto con i suoi limiti) ha interrotto gli studi. E mi ringrazia pure.
Quindi DIPENDE DA NOI TUTOR, come gestiamo quest'ESPERIENZA FORMATIVA. Non dal numero di ore o dal numero di anni di servizio.
Ma di ciò non si parla mai.................