Supervisione...Urgente!

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

Io non credo. Lo dico per esperienza: fare da tutor è una fatica boia.

Dipende poi come lo si fa.

Se si fa da "babysitter" e magari si usa il tirocinante per fotocopie o altro, è una cosa.

Se invece si decide di fare un buon percorso di affiancamento, addestramento, sperimentazione, in cui il tutor deve modulare a più livelli il proprio ruolo (e rintagliarselo nel poco tempo che ha), insomma, è un'altra cosa.

Dipende, in buona sostanza, se l'università si aspetta il "numero di ore" o la "valutazione". Dipende poi se lo studente "accumula le ore" o se segue un percorso secondo un preciso piano. Sono cose ben diverse.

Io, nelle mie esperienze, ho scelto la seconda strada. Poveri studenti, li ho rivoltati come un calzino. Ma a distanza di anni mi ringraziano. Qualcuna (iperspremuta, cioè messa a confronto con i suoi limiti) ha interrotto gli studi. E mi ringrazia pure.

Quindi DIPENDE DA NOI TUTOR, come gestiamo quest'ESPERIENZA FORMATIVA. Non dal numero di ore o dal numero di anni di servizio.

Ma di ciò non si parla mai.................

Ugo sono più che d'accordo...

Uno dei compiti del tutor è, secondo me, mettere il tirocinante di fronte ai propri limiti.

Durante il mio periodo di tirocinio ricordo di non aver avuto un attimo di tregua, venivo messa costantemente alla prova e questo mi spronava ad andare sempre oltre!

Odiavo la mia tutor perchè ogni volta mi distruggeva certezze e mi faceva scontrare con la realtà quando fantasticavo, ma non riuscivo a non stimarla.

Oggi ho con lei un rapporto stupendo e penso che sia così perchè c'è un perfetto equilibrio tra vita privata e contesto professionale. :)