Cara Elisa,
la valutazione, come sai, è un processo di verifica, che però non prescinde dall'oggetto. Il problema è nel servizio sociale proprio questo: qual'è l'oggetto?
L'ingegnere, per esempio, verifica un ponte (oggetto) nel collaudo verificandone gli indicatori (quanti tondini? Quanto cemento?). Idem il biologo, il quale, per esempio, verifica un liquido (oggetto) nell'analisi di laboratorio registrandone gli indicatori (fisici e chimici).
Veniamo a noi. Se bisogna verificare un servizio domiciliare, devo definire cos'è l'oggetto. E' la prestazione in sè l'oggetto? Secondo me no.
L'oggetto è il PAI. Cioè l'insiene dei bisogni rilevati a cui connettere azioni (tra cui l'assistenza domiciliare, appunto).
In soldoni: se io stabilisco un PAI e da questo faccio discendere degli indicatori (non solo di gradimento -quelli li esprime il cliente- ma anche di efficacia -e quelli li esprime chi imposta il progetto), è dalla verifica degli indicatori che effettuo la valutazione.
L'indicatore è il valore "al di sopra del quale e al di sotto del quale" il valutatore dice "si" o "no".
Per esempio, indicatori di valutazione di efficacia possono essere:
1) coerenza tra servizio erogato e pai;
2) esecuzione delle azioni concordate;
3) pulizia dell'anziano e dell'ambiente;
4) attivazione dell'anziano su abilità potenziali.
Insomma, dipende dal PAI. Per mia esperienza (scrivo dall'Emilia-Romagna) si lavora spesso per prestazioni e non per progetti. E ciò è un problema, perchè poi è impossibile fare valutazioni su indicatori prima non posti se non (quando avviene) fare un PAI su prestazioni già in essere. Ora ci viene richiesto (meno male!) per un contenimento della spesa.
Se ti può interessare, scrissi quattro anni fa un articolo al riguardo: “la progettualità sociale nel campo dell’handicap” su “rassegna di Servizio Sociale n.2/2006 – EISS, Roma.
Saluti.