Non sono d'accordo.
Ogni sistema di selezione serve a selezionare le persone migliori. Migliori però per chi?
Il problema è semplicemente questo: spesso si pensa che la selezione sia meritocratica, mentre può pure non esserlo, dipende da chi assume. Dipende cioè da COSA stanno cercando, e ciò non vuol dire cercare il migliore.
Faccio un esempio: un Comune che ha bisogno di un assistente sociale - bambola, cioè di una persona che "sappia tappare i buchi" ed "essere servizievole" verso il sindaco. Ho bisogno cioè di una persona che "voli basso" e che veda questo lavoro come occasione di stabilità. Il candidato ideale dev'essere un precario (che pensa di vincere al lotto se ha il posto fisso), meglio se con carico familiare (così si adatta meglio alla stabilità "piatta"), meglio ancora se ignorante, appunto perchè voglio un esecutore. Competenza? E che ci importa, non è quella che si cerca.
Faccio lo stesso esempio al contrario: un Comune che ha bisogno di un assistente sociale attivo, cioè di una persona che "sappia scovare le risorse" ed "essere propositivo" verso il sindaco. E' proprio il caso che io cerchi competenze: conoscenza, flessibilità, creatività, capacità di mediazione, ecc. Sempre un assistente sociale cerco, ma questo è di tipo diverso.
TENDENZIALMENTE le organizzazioni pubbliche hanno bisogno del PRIMO tipo di colleghi. PIU' PROBABILMENTE per gli apicali cercheranno il secondo. Se invece si preferiranno i soliti ignoranti/raccomandati, si metteranno le solite persone sbagliate al posto sbagliato.
Ora però stiamo ragionando -mi pare- su che strategia mettere in campo per venire considerati. Quindi, se è il caso di adattare il curriculum a seconda dell'interlocutore (se devo fare l'impiegato al catasto è meglio glissare sulla nostra creatività), io non posso non puntare su competenze da mettere più o meno in risalto a seconda di chi valuta.
Faccio un esempio: se a me piace ballare il tango e la samba e mi candido ad un Ministero, devo sapere che queste mie abilità non sono richieste. Se invece mi candido per una cooperativa di animazione della terza età, forse è davvero il caso.
Quindi: 1) bilancio di competenze (che quelle fanno la qualità); 2) connettere le competenze all'interlocutore; 3) scindere competenze da esperienze lavorative: sono cose diverse, seppur collegate.
OK??