Avrei bisogno di un consiglio: quando i dati oggettivi dimostrano su carta (ISEE) una situazione di completa indigenza e dall'indagine professionale effettuata non è possibile smentire la povertà dimostrata, (anche se tutti sappiamo non essere reale) e se il soggetto accetta un progetto ( es. impegno giornaliero per la ricerca di occupazione...) come è possibile legalmente negare un contributo economico?
Gli utenti presentano una domanda protocollata, alla fine della fase istruttoria cosa scrivo nella lettera per giustificare che il contributo è negato?!
Es. Uomo solo di 56 anni rimasto privo di occupazione, vive in alloggio popolare ed è moroso. Ha una figlia maggiorenne che non vuole coinvolgere ( e solo e non i servizi potrebbe rivalersi sui tenuti per legge), ha una minima invalidità, presenta isee pari a zero. Riferisce di cercare con impegno un occupazione ma vista l'età...nemmeno lavorare non regolare gli è possibile visto i problemi di salute! prende il pacco viveri da un associazione di volontariato. E' sempre vestito benissimo, scarpe lucide improfumato e curato, mie colleghe ( non A.S.) lo vedono spesso a mangiar fuori , nonchè, in più di una occasione io personalmente l'ho visto in un bar a giocare ai videopoker. La mattina fa colazione al bar. I colleghi del paese, che lo conoscono bene, mi dicono ma cosa ci fa lui qui??? mica vuole un contributo!!??