85enne senza coniuge nè figli

Sezione: Anziani · Aperta il

Salve a tutti. Ho una zia, sorella di mia madre, che è sola, non essendo mai stata sposata. Più di un anno dopo una visita neurologica è stata sottoposta a vari esami ed accertamenti presso il reparto di Neurologia di un importante ospedale nazionale. Le è stato diagnosticato un deficit cognitivo di medio grado su base organica (multiinfarti cerebrali) e a detta dei medici non può assolutamente vivere da sola. Purtroppo non accetta di trasferirsi in una struttura, proprio ieri ho dovuto rifiutare la chiamata da parte di una residenza dove avevo fatto domanda perchè lei si rifiuta categoricamente di spostarsi. Nonostante i suoi problemi è molto forte fisicamente, spesso aggressiva nei miei confronti e non è certo possibile costringerla.

Alcuni mesi orsono ha fatto la visita pe ril riconoscimento dell'invalidità ma non abbiamo ancora avuto comunicazione dell'esito e l'assistente sociale competente, da me contattata, mi ha risposto che senza il riconoscimento dell'invalidità lei non può assolutamente fare nulla.

Io sono molto preoccupata anche perchè tende a lasciare il gas aperto (e ovviamente rifiuta la sostituzione della cucina) e quindi temo il peggio. E' possibile che nessuno possa intervenire? Tutte le mie telefonate sono state respinte, palleggiate, non so più che cosa fare.

Tra l'altro io non abito nella stessa città e ultimamente ho avuto un importante intervento chirurgico per cui non posso assolutamente garantire assiduità nell'assisterla, devo anche lavorare e seguire la mia famiglia.

Ringrazio anticipatamente chi mi vorrà dare qualche consiglio.

Mah non capisco il discorso della collega sull'invalidità, cosa c'entra? Mistero. Quello che volevo capire è questo, sarebbe possibile prendere un'assistente privata? Magari introducendola pian pianino nelal vita di questa sig.ra per qualche ora al giorno? Per il gas suggerisco l'acquisto dell'apparecchietto che blocca la fuoriuscita di gas se il rubinetto viene lasciato aperto.

[quote="MonicaB"]Mah non capisco il discorso della collega sull'invalidità, cosa c'entra? Mistero. Quello che volevo capire è questo, sarebbe possibile prendere un'assistente privata? Magari introducendola pian pianino nelal vita di questa sig.ra per qualche ora al giorno? Per il gas suggerisco l'acquisto dell'apparecchietto che blocca la fuoriuscita di gas se il rubinetto viene lasciato aperto.[/quote]

Grazie.

Abbiamo già provato con le badanti, anche se per motivi economici è impossibile optare per una persona fissa. Purtroppo mia zia ha un carattere infernale e le varie assistenti private non hanno resistito o meglio, lei le ha cacciate dopo un paio di giorni; come già detto io abito lontano e non posso sovrintendere come sarebbe opportuno e necessario.

Essendo in perfette forze fisiche e perfettamente deambulante mi impedisce ogni iniziativa, le avrei già sostituito da tempo la vecchia cucina a gas ma lei si oppone arrivando ad essere violenta e a farsi venire delle vere e proprie crisi ipertensive.

Come accade in questi casi non mi ascolta su nulla, sostiene che io voglia mandarla in residenza per anziani per "liberarmi e fare la mia strada" ma questa sarebbe la logica soluzione suggerita e caldeggiata dai medici.

Io mi ritrovo sola e a non poter far nulla, il neurologo mi ha detto di rivolgermi al giudice tutelare ma l'avvocato mi dice che prima di tutto dovrebbe intervenire l'assistente sociale, la quale però dice che potrà occuparsi del caso solo dopo che avremo il riconoscimento dell'invalidità perchè "la legge è cambiata" in questi ultimi anni.

Volevo capire proprio questo, come mai in presenza di un'anziana sola e senza parenti diretti ( o meglio, ci sarebbero la sorella e il fratello ma entrambi anziani) nessuno a livello di istituzioni si occupi del problema.

Gentile signora, buongiorno.

Mi suona strano che l'ass.sociale affermi di potersi muovere solo dopo l'accertamento dell'invalidità...

Io lavoro in comune e in questi casi "difficili" di persone anziane poco collaboranti nell'accettare varie forme di aiuto, trovo sia essenziale collaborare con le persone di riferimento della persona e coinvolgere il medico di base. Quindi non esiti a ricontattare la collega per un aiuto nella valutazione gestione dei bisogni e dei rischi dell'anziana zia.

Spesso funziona una visita domiciliare congiunta in cui (con la scusa di proporre telesoccorso, assegno di cura, etc) si riflette assieme all'anziana circa le opportunità e i rischi di accettere o meno supporto assistenziale (pubblico o privato). In caso non funzionasse, ci si potrebbe rivolgere al giudice tutelare per richiedere una misura di tutela (per esempio la nomina di amministratore disostegno) per evitare situazioni di pericolo per l' anziana e metterla in condizioni di essere adeguatamente assistita.

Gabriella

Gentile Sig.ra Gabriella, la ringrazio. Eppure ho contattato più volte l'assistente sociale competente, la prima volta 3 anni fa ed effettivamente aveva fissato un incontro, purtroppo il giorno fissato mia zia si è rifiutata di aprire la porta o meglio non si è fatta trovare in casa, dopo aver fatto sfuriate varie poichè sosteneva che la stavo "ammazzando" con questa storia.

Quando poi l'ho ricontattata in seguito mi ha detto che le cose erano cambiate nel frattempo e che l'intervento avrebbe potuto avvenire solo a invalidità riconosciuta.

Ora la ricontatto nuovamente per iscritto e vediamo che cosa mi risponde.

Purtroppo il medico di base è molto sbrigativo, sostiene che non può stare da sola e che ha un carattere impossibile... ma l'ultima volta che mi sono recata da lui proprio per avere un sostegno in questo senso mi ha liquidata velocemente con un "auguri signora...". Addirittura altre volte al telefono mi ha detto chiaramente che è stufo perchè mia zia lo chiama spessissimo e senza motivo, è vero, ma è anche vero che lui non le ha mai fatto una visita a domicilio, tanto che poi lei finisce sempre per chiamare la guardia medica o addirittura il 118.

Desideravo aggiungere che avrei bisogno di sostegno perchè anche qualora accettasse una badante, essendo io lontana (tra l'altro a breve mi trasferirò a 70 km da lei) non ho modo di supervisionare...

A mio avviso è necessaria una presa in carico di più servizi per capire qual è la soluzione migliore (assistente sociale del comune, medico di base, ecc.), con la collaborazione dei familiari.

L'unica familiare che se ne interessa sono io. Mia madre (sorella) ha 87 anni, il fratello è anche lui ultraottantenne, il figlio di quest'ultimo potrebbe dare una mano a maggior ragione essendo single e libero da impegni familiari ma se ne disinteressa completamente.

Io faccio tutto il possibile a scapito del mio stesso lavoro e della mia famiglia, ma non ho trovato alcun sostegno nelle istituzioni finora. E sono anche preoccupata perchè mi accorgo per esempio che ha una vicina di casa che approfitta della situazione, prende incarichi di pagamenti bollette e incassa assegni, nonostante io le abbia già chiesto di non fare nulla del genere perchè me ne occupo io. Al momento sta spendendo mensilmente ben di più di quanto riceva di pensione, attingendo a un conto corrente dov'è stata depositata una somma derivante dalla vendita di una parte di un'immobile che aveva ricevuto in eredità. E' denaro che secondo me doveva servire per garantirle assistenza anche in attesa che le venisse riconosciuta un'indennità di accompagnamento.

Ma purtroppo lei, non rendendosi nemmeno bene conto del valore del denaro, fa spese immotivate di sua iniziativa, per es. si è appena rivolta a un dentista e ha fatto un lavoro che non era necessario spendendo una cifra ingente per il suo menage oppure chiama operai vari a fare riparazioni anche queste non necessarie. Ha certamente bisogno di un amministratore di sostegno ma anche qui mi è stato detto che senza invalidità non se ne può chiedere la nomina se lei non è d'accordo.

Gentile signora,vista la complessità del caso, riconsiglierei di rivolgersi alla collega del comune perchè anche attraverso il medico di base valuti se è il caso di richiedere una valutazione multidimensionale (UVMD) per la presa in carico dell'anziana zia. E' un progetto che necessita di un lavoro a più mani. Oltre che dell'amm di sostegno.

saluti, Gabriella

Per l'amministratore di sostegno non è necessaria l'invalidità, nè che la persona sia d'accordo, infatti se uno fosse tanto in gamba da capire di aver bisogno di un amministratore di sostegno secondo me non ne avrebbe bisogno! :D. A questo punto del racconto credo che sia assolutamente indispensabile la nomina di questa figura che se non altro amministri i beni della sig.ra. Io comunque chiederei all'assistente sociale i riferimenti di legge in base alla quale lei rifiuta di intervenire. Concordo con Gabriella e con Nazg, chieda all'assistente sociale e al medico di medicina generale la convocazione di un'unità di valutazione multidisciplinare e chieda di essere presente, è necessario che il caso sia preso in mano da tutti i servizi coinvolti, non solo dal famigliare