L’Ordine degli Assistenti Sociali esprime da un lato un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti del regolamento governativo di attuazione della delega sulla riforma degli ordinamenti professionali prevista dalla legge n. 148 del 2011 approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, però dall’altro una profonda delusione perché non è stata presa in considerazione la richiesta di un capo dedicato alla professione.
“Il testo ha colto buona parte delle osservazioni fatte dal Consiglio di Stato e dagli Ordini professionali – dichiara Edda Samory, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali. Esprimiamo soddisfazione per i punti che riguardano il principio dell’accesso alla professione libero e non discriminatorio, dell’effettività del tirocinio e dell’obbligo di formazione continua permanente del professionista, così come per il principio della separazione tra gli organi disciplinari e gli organi amministrativi nell’autogoverno degli ordini.”
“Resta grande però la delusione – continua Edda Samory - per l’assenza di un capo dedicato alla professione dell’Assistente Sociale - così come vi è un capo dedicato alla professione di avvocato (II) ed un capo dedicato alla professione di notaio (III) - che avrebbe consentito di accelerare il processo di riordino delle professioni, e in particolare della nostra, in un crescendo di professionalità e competenza. Il varo di questa normativa rappresentava l’occasione per una modernizzazione ed una liberalizzazione delle professioni che si facesse carico di superare le criticità esistenti al fine di migliorare la qualità delle prestazioni professionali nell’interesse degli utenti dei servizi professionali e, in questo senso, abbiamo perso un’occasione”.
http://www.cnoas.it/_allegati/%5B541%5D%5BARC%5DRiformaOrdini_3agosto12.pdf