Dipende cosa intendi per professione sottovalutata, Dubbioso.
Per quanto riguarda il nostro stipendio sicuramente, e le ragioni sono molteplici. La principale però, secondo me, è stato il tardivo accesso alla formazione universitario (fine anni '80) e poi la formazione a livello triennale (nei servizi le professioni che hanno una formazione universitaria recente e triennale - es. educatori, infermieri ecc.- guadagnano come noi, e comunque tutti con stipendi equivalenti a chi accede con titolo medio superiore, perchè i contratti non hanno di fatto riconosciuto le lauree di primo livello; altra storia invece per chi ha la laurea quinquennale; inoltre le lauree triennali preparano a quelle che ancora oggi sono considerate delle semi-professioni, mentre i professionisti da sempre riconosciuti - avvocati, medici, psicologi,commercialisti,farmacisti, biologi - hanno la laurea quinquennale o più). E purtroppo questo sembra non essere compreso da tutta la comunità professionale che, in parte, ha contrastato la proposta di formazione quinquennale come in passato l'accesso alla formazione universitaria. In particolare gli studenti hanno contestato in modo molto deciso l'attuale proposta dell'Ordine di formazione quinquennale , probabilmente non rendendosi ben conto che (cercando di evitare ulteriori due anni di studi) così si cristallizzanoprobabilmente in un futuro (circa quaranta anni) di sottovalutazione economica e professionale a fronte di una competenza richiesta sempre più elevata e probabilmente non più garantita come in passato dai soli tre anni di formazione.
Per quanto riguarda le nostre competenze non lo credo. Diversamente non riuscirei a comprendere perchè le nostre sale d'attesa siano così piene, perchè ci lamentiamo dell'eccessivo carico di lavoro. Se i cittadini pensassero veramente che non siamo competenti e siamo solo dei ruba bambini, i nostri uffici dovrebbero "avere le ragnatele". Il problema, secondo me, è che siamo invece sopravalutati, anzi ritenuti/e dotati di poteri speciali, quasi sovrannaturali e competenti in tutto ( più o meno come la mamma quando siamo piccini). Ognuno di noi potrebbe raccontare di quanto svariate e complesse sono le richieste che ci vengono poste non solo dai cittadini, ma anche dagli stessi amministratori che ci fornisce di risorse limitatissime come fossimo in grado di creare dal nulla anche gli oggetti ( il cibo, le case, il denaro, il lavoro ecc.) oppure da altri professionisti quando non riescono a risolvere i problemi delle persone ( es. quando un paziente non risponde/accetta le cure psichiatriche/tossicologiche = è un caso sociale). Se accettiamo questi super poteri in breve pof! le persone scoprono che non siamo delle fate/maghi e si arrabbiano svalutandoci (la mamma ha la caramella e non vuole dramela perchè è cattiva, incapace ecc.) e noi ci arrabbiamo con loro ( pretendono e basta,ci sbolognano i casi difficili, ci considerano gli esecutori dei loro progetti irrealizzabili ecc.)e li trattiamo male ( la tipica assistente sociale becera)
Se invece lavoriamo bene rifiutando di essere onnipotenti , accettando di affrontare i problemi senza mollare mai,aiutando le persone (utenti, amministratori, professionisti) a comprendere che hanno gli strumenti e le competenze per risolvere le difficoltà, li convinciamo a mettersi in gioco tutti assieme e, attraverso il sostengo, l'orientamento e l'intervento mirato riusciamo veramente ad aiutarli a risolvere i loro problemi o quello dei loro pazienti cosa succede? Ci sarà l'articoletto sul giornale dove la signora Rossi ci ringrazierà di avergli salvato/cambiato la vita ( ai medici succede sempre, accidenti) o il professionista ci farà l'encomio per averlo aiutato ad indirizzare in altro modo il suo intervento professionale?. No non ci sarà , perchè se abbiamo lavorato veramente bene la signora Rossi, l'amministratore Verdi e lo psichiatra Bianchi sarà talmente orgoglioso del suo successo nella risoluzione del problema che si dimenticherà di noi ( ovviamente) e poi è anche molto seccante ammettere che c'è stato bisogno dell'aiutino di qualcun'altro per accorgerci che potevamo farcela da soli ( è anche un pochetto umiliante, sarebbe stato meglio essere salvati da superman).
E allora che fare, accettare passivamente questo ruolo sempre un po' "sfigato". Bè non credo.Dovremmo sempre dedicare parte del nostro tempo ( nei primi colloqui con gli utenti, nelle progettazioni con gli amministratori, nelle riunioni con altri professionisti) a raccontare la nostra professione ( scriviamolo noi l'articoletto raccontando il successo del nostro lavoro). Così forse riusciremo ad educare i cittadini all'utilizzo corretto della nostra professione presentandolo nel suo aspetto umano e non sovraumano.
Scusate la lunghezza.
Per Nagz evviva la password funziona! Grazie
Nuvoletta