il problema non è il "carico", bensì la "qualità".
Non basta dire "x casi", bisogna che iniziamo a mettere in evidenza "x situazioni che si risolvono" oppure "x evoluzioni verso determinati obiettivi".
Le metodiche ci sono, basta solo applicarle, ci vuole però una "testa". Il problema è infatti in Italia una dirigenza che non è abituata (direi "formata") a "misurare" l'efficacia di un'organizzazione.
Secondo me è un problema "italiano". Io quando lavoravo in Germania, per esempio, avevo un sistema di monitoraggio: quanti casi in carico; quanti casi intensivi; disgiunzione tra "casi" ed "interventi"; ecc. Da quando lavoro in Italia nessuno mi chiede cosa faccio. Mi ricordo che i primi anni in Italia facevo dei report alla dirigenza in cui dimostravo l'attività annuale, con tanto di grafici. Nessuna risposta. Una volta un dirigente mi disse "ma non hai proprio che c... fare?" e mi caricò di altro lavoro.
Insomma, se in Italia oggi (2012) il mondo del lavoro è ancora tayloristico, è normale stare lì ancora a parlare dei carichi, come se fossimo somari da soma. Insomma, se il numero di persone seguite è come il numero di bulloni avvitati, ciò fa capire in che cavolo di Paese viviamo.
Ma è un problema pure del "pubblico". Se io penso ai report della Caritas, in cui annualmente quest'ente (di volontari) dice quante persone hanno seguito e con quali prestazioni e al "vuoto" del settore pubblico, ciò conferma la "capacità manageriale" di chi ci guida.
Io, in tutto questo casino, DIFENDO I COLLEGHI. Non c'è chi lavora di più e chi di meno: ciò, solo a dirlo, è offensivo. Anzi, se pure c'è chi s'imbosca, ciò non è un "fatto privato", ma "economico": è un'organizzazione che non sa usare le persone.
Quel che manca, come detto, è un "modello efficace" di lavoro sociale. Se il medico, per esempio, sa che per un'appendicite ci vogliono x ore ed x spago di sutura ed x mg di antibiotico ed x giorni di degenza, noi DOVREMMO DIRE CHIARAMENTE cosa ci vuole per PORTARE A SOLUZIONE UN CASO SOCALE: x colloqui, x risorse, x obiettivi.
Lo studio che segnalavo a Marianna sopra infatti questo fa. Ma dipende da noi, non dai dirigenti. Anzi, con questi dirigenti non aspettiamoci stimoli. STA A NOI dire alla gente "per fare un buon lavoro sociale ci vuole questo, questo e questo". Il resto (le chiacchiere) ce le facciamo fritte......
Troppo forte come provocazione???