dottori??

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

Beh, si tratta di questo:

1) presentarsi come dottori significa avere autorevolezza e riconoscimento;

2) il "dottore " (docere, dal latino) è un professionista che "fa" e "riflette", cioè porta pratica supportata da teoria.

Siccome nei servizi la tradizione vuole la scissione tra chi pensa (il capo) e chi fa (gli operatori), ecco che "essere tutti dottori" significa "pensare assieme".

La stessa "equipe" è infatti un lavoro tra pari, quindi i "teorici" (dottori) sono il medico, lo psicologo e (scusate se mi permetto.....) pure io.

Poi, scusate, ma se l'Università mi dichiara "in nome del popolo italiano" dottore, perchè non dovrei usarlo?

Ma se anche il cane, in Italia, laureato in chissachè è dirigente del Comune e non capisce niente (caso diffuso.....), perchè mai io devo nascondere la mia competenza a saper programmare e gestire i servizi alla persona??? E poi ci lamentiamo del "non mercato" dello specialista???

Si tratta di un orgoglio normale e più che presente in tutte le professioni. Perchè mai voi giovani non lo capite? Trasformare i corsi in servizio sociale in corsi universitari ci è costata tanta fatica a noi sugli "anta", perchè si fa fatica a coglierne ora i frutti?

Se vedete anche tutti i contributi di questo sito, essi sono bellissimi frutti di chi riflette e ricerca, di chi è dottore. Possediamo un capitale teorico che ben ci giustifica come professione intellettuale, mi pare. Abbiamo la consapevolezza di essere noi per primi gli "scienziati" del servizio sociale.

Saluti

Ugo

.......pardon: Dottor Ugo :lol: :lol:

Grande dott. Ugo,

mi affascina davvero quello che dici...beh ho tanto da imparare...e oggi che è una giornata un pò triste rifletto a quello che dici e corro a lavoro...

a presto bye bye

[quote="ugo.albano"] Abbiamo la consapevolezza di essere noi per primi gli "scienziati" del servizio sociale.
[/quote]

questo concetto mi piace molto, mi fa pensare che possiamo costruire nuove forme di servizio sociale come protagonisti senza arenarsi nel passato.

mi piacerebbe sapere quanti sono consapevoli di questo...

tra vecchi e giovani colleghi a volte non c'è differenza, è così facile incastrarsi nella quotidianità e far diventare il lavoro sociale un lavoro meccanico e standardizzato.

secondo me, bisogna imparare a vedere ogni cosa con occhi nuovi, solo così si possono esplorare nuove frontiere.

ciao ciao

Dott.ssa Nazg :lol:

a me a servizio civile ormai mi presentano come l'assistente sociale dottor Cisco :lol: e vi assicuro che la gente è più contenta!

io tra un pò di giorni mi laureo e sarò la prima apresentarmi come dottoressa..ci tengo e mi sembra giusto far valere il titolo..anche se ad essere sincera mi sentirò dottoressa a tutti gli effetti quando avrò un'esperienza alle spalle..solo col titolo son dottoressa a metà..

Come sapete, noi maschi siamo un pò imbranati a scegliere regali per il gentil sesso. E' un nostro limite.

Eppure è un pò che ho risolto i problemi, quando qualche collega si laurea: le regalo un timbro con su scritto: l'assistente sociale Dott. nome e cognome, oppure, se specialista: l'assistente sociale specialista Dott. magistrale nome e cognome.

Ho visto che le colleghe gradiscono tanto. Io risolvo il "problema" con pochi soldi, invece di impazzire con i mazzi di fiori ed altre diavolerie.

Che ve ne pare dell'idea? Potrebbe essere una "pubblicità" lanciata da assistentisociali.org .....................

Ugo Albano

(sempre dottore, pure magistrale)

Efficace davvero come idea, però immagino il neo-laureato che inizia a lavorare in un'organizzazione e usa il suo timbro, ci sono alte probabilità che venga un pò considerato con la puzza sotto il naso vista la mentalità che c'è! :D :D :lol: :lol: :shock:

Nel senso che molto spesso la formalità a cui ricorrono gli altri professionisti, per noi as viene vista come qualcosa di superfluo, di non necessario!

Ci tengo a precisare che questo non rientra nel mio modo di pensare, ma spesso il sottolineare certe NON usanze può far apparire come persone attaccate alla forma e non alla sostanza e quindi superficiali!

:D :D :D

Non concordo affatto, cara Butterfly: l'uso del titolo è tutt'altro che fatto superficiale nelle organizzazioni, e gli assistenti sociali lo sanno più che bene. In Italia più che altrove, devo dire: io che ho lavorato all'estero ve lo posso attestare. Scusate, ragazzi, ma dove vivete? Ma lavorate in Italia per affermare certe cose, o che rappresentazione avete del mondo del lavoro?

Ognuno poi decida per sè: sta di fatto che la Legge dà facoltà ad ogni laureato di fregiarsi del titolo di dottore, chi non reputa di farlo "sono fatti suoi" (e pure i cocci). Però sono pure "fatti nostri": non è più tollerabile che, a fronte di immani sforzi da parte di tutta la categoria di legittimarsi ci siano resistenze interne anche sugli aspetti di forma. E dietro la forma c'è sempre la sostanza. Ricordo che siamo una professione normata, siamo quindi chiamati a rispondere non solo per noi, ma "in quanto aderenti ad un gruppo".

Però, mi pare, chi lo fa (pure il caro Cisco lo diceva) riceve non solo "riconoscimento" da parte della gente, ma si sente pure costretto ad essere competente. Perchè no? L'essere professionista è specialmente questo.

Buona giornata a tutti.

Ugo Albano