Questo dipende dall'orientamento del modello di servizio sociale. Per esempio, il modello del case-work deriva dal modello medico-clinico tradizionale, dove il professionista é l'esperto che conduce il processo. I modelli umanisti, che derivano da Carl Rogers, vedono il professionista come facilitatore e catalizzatore delle risorse dell'utente. L'assistente sociale che usa questo modello non prescrive mai, ma cerca di chiarificare con l'utente quello che vuole e puó fare, avendo la convinzione che egli possiede le risposte al suo problema. Infine, i modelli sistemico-relazionali e quelli di rete considerano imprescindibile coinvolgere il sistema dell'utente: il modello sistemico basa sul coinvolgimento dei sistemi dell'utente la valutazione o assessment della situazione e il piano di lavoro (dove l'utente é partecipe), i modelli di rete addirittura vedono un utente e la sua rete sociale che COLLABORA attivamente con il professionista per la risoluzione del problema.
Io conosco libri molto chiarificatori ma un pó vecchiotti: Metodi e tecniche del processo di aiuto (Milena Lerma), per esempio. Un libro che esce un pó dal tema peró aiuta a sistematizzare tutti i avri modelli é "Elementi di psicologia per il lavoro sociale" (Briante-Brustia-Fenoglio), ma magari gli altri ti potranno consigliare manuali aggiornati!