E' purtroppo così solo in Italia, ahimè, in cui vince chi prima arriva (o chi meglio conosce) e non chi è competente.
La stessa Normativa non impone vincolo sul personale, salvo qualche sponda regionale
Ma c'è pure una colpa della categoria. Per esempio (tu lo dici, Chiara) "arrangiarsi perchè il pubblico è bloccato". Cioè la nostra è una professione che si concepisce solo nel pubblico, quando invece da venti anni non è più così. Questo è un "vizio identitario" che ci sta portando alla morte. Nè gli Ordini l'hanno capito, da quel che leggo.
Pure all'estero i principali datori di lavoro sono del no-profit. Se il no-profit nostrano non ci vuole, è pure perchè noi non ci proponiamo. Al di là del fatto che questa (maledetta) università forma ad una "professione pubblica". Che, se non c'è, che la si forma a fare?
La fatica di questi nostri giovani colleghi è proprio questa: scoprire dopo lo studio che la realtà è ben altra. Occorrerebbe fare la rivoluzione, ragazzi,.....