Welfare italiano

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

Il nostro si può definire un welfare society? erro? Grazie.

In questo settore si dice tutto ed il contrario di tutto, spesso senza cognizione.

Per esempio già usare i termini inglesi "welfare society" è fuorviante. Tradotto significherebbe "società del benessere".

Ma io di benessere ne vedo poco in giro in Italia.....

Il problema è che, dietro le parole, ci sono fatti all'estero: per esempio "welfare" significa diritto al minimo vitale.

Ora io non so come si possa parlare in Italia di welfare quando i diritti sociali non esistono. Enunciarli non significa che esistono.

Io non capisco perchè l'Università insista con questi termini, creando in voi studenti confusione sul fatto che, così com'è all'estero, è pure qui.

quindi vuoi dire che non esiste il welfarestate in italia?

L.B.

Quindi il welfare non è ben definito non si può dire se ci sia un welfare society o un welfare mix.

Definire lo stato sociale italiano non è facile, io proporrei residuale: la solidarietà sociale è demandata sopratutto alle famiglie che magari talvolta riescono a compensare due bisogni diversi (ad esempio la pensione del nonno disabile e il tempo del figlio disoccupato), quando le famiglie non ce la fanno interviene il privato sociale laico e religioso e solo in ultima istanza lo Stato.

Il termine welfare mix indica la collaborazione tra Stato e privato (sociale o meno) per la realizzazione e l'implementazione di un sistema di welfare, può indicare anche la crescente importanza che il privato ha assunto nel sistema italiano.

le politiche sociali vengono adottate e attuate dallo Stato?

Le politiche sociali sono di competenza Regionale a partire dalla riforma costituzione del 2001, lo Stato fissa i livelli minimi di assistenza, per quanto riguarda l'implementazione delle politiche sociali la competenza è delle Regioni attraverso le ASL (o ASP (Emilia Romagna) o Società della Salute (Toscana), potrebbero esserci anche altre denominazioni regionali che io non conosco) degli Enti Locali (Comuni e Unioni di Comuni) e del Terzo Settore che non dovrebbe essere un mero esecutore di decisioni prese altrove (Partecipa anche ai Piani di Zona). Il controllo spetta all'ente accreditante (Regione)