Salve a tutti avrei bisogno di un aiuto, guardando le varie domande per l'esame di stato albo a, mi sono imbattuta su quali sono i compiti dell'ass.sociale come dirigente del servizio e come coordinatore?? onestamente ho una gran confusione
assistente sociale come dirigente e come coordinatore
Eh, si, sei proprio confuso assai. La LM serve appunto a formare assistenti sociali coordinatori.
E' come chiedere all'esame ad un infermere se sa fare l'iniezione, e desumere che non sa neanche cos'è.
Scusa, ma che avete imparato nel biennio, a pelare le patate? :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Devo spezzare una lancia a favore di starnoir, sono coordinatrice del servizio presso cui lavoro da alcuni mesi e ho terminato la laurea magistrale l'anno scorso a marzo. Devo purtroppo ammettere che la mia ex università non mi ha preparato bene a ricoprire questo ruolo poichè, fatta eccezione per uno o due esami, tutti gli altri esami erano di fatto una ripetizione della triennale (un esame in particolare fu scandaloso, con gli stessi testi e le stesse domande di quello della triennale). Le competenze (per quanto me ne manchino ancora tante) che sento di aver acquisito e che mi permettono di svolgere questo ruolo le ho accumulate molto con lo studio personale, con l'esperienza e con il confronto con altri colleghi. Se dovessi provare a elencartele, direi innanzitutto competenze di leadership e di gestione del gruppo di lavoro, coordinamento delle riunioni di equipe, organizzazione del lavoro dell'ufficio (suddivisione dei compiti, orari di lavoro, ferie, aree di competenza..), rapporti con la dirigenza e con i politici (il coordinatore sostanzialmente è il responsabile dell'attuazione delle linee di indirizzo proposte al servizio, sta a lui portarle nel gruppo di lavoro e renderle operative). Sicuramente ce ne sono moltissime altre, ma x ora direi queste.
Esistono delle pubblicazioni sul tema?
Ciao Emy, puoi dirmi in quale università hai conseguito la laurea magistrale.
Grazie
Scrissi per Carocci un libro "il professionista dell'aiuto - tra identità ed organizzazione". Allora fu un mio sforzo di "sistematizzare" diverso materiale sul managementi riguardo ai servizi alla persona e dal punto di vista dell'assistente sociale. Fu adottato in diversi insegnamenti, ma poi finì per essere dimenticato.
Il problema in generale (cioè della scarsa formazione per un profilo invece chiaramente codificato) si connette poi alle regole del mondo del lavoro. Vale a dire: se il mondo del lavoro non contempla l'assistente sociale specialista - parlo dei Contratti Collettivi - resta poi il PROBLEMA che a concorrere su queste posizioni ci arrivano tutti.
Al di là degli "altri laureati magistali", quì c'è un problema grande quanto una casa di assistenti sociali "triennali" che da decenni occupano posizioni di coordinamento/dirigenza senza aver competenza. Ahimè, è una tragedia!
Su questo non vedo stimoli. lo stesso "progetto" dell'Ordine di voler portare la formazione a cinque anni, ma "sanando" il pregresso (la maggioranza ), pur nelle buone intenzioni, sacrifica tutta la dimensione di management.
E' come se l'università avesse già disinvestito rispetto ad assistenti sociali che vogliono restare "sul singolo caso".
Io mi chiedo chi ve la fa fare a fare la magistrale.....
Il post iniziale è proprio èmblematico: due anni per capire che non si sa cosa si farà alla fine.....
L'unico motivo per cui secondo me oggi varrebbe la pena fare la magistrale, sarebbe l'interesse ad accedere a un dottorato. Altrimenti.... ha ragione Ugo.
Chiara
io ho studiato a Bologna. In realtà credo che in altre università la magistrale sia molto più utile! ho sentito parlare molto bene di trento..
Io mi sono appena iscritta ad un master universitario sulla direzione dei servizi socio sanitari...spero sinceramente che mi sia più utile della magistrale...
Se in Italia non é prevista la carriera specifica dirigenziale e nemmeno il coordinamento per la figura dell'a.s., perché fate questi master?
Non esiste ad oggi (come invece nel resto d'Europa) una strada specifica perché l'assistente sociale possa progredire a livello di carriera dedicandosi al coordinamento o dirigenza. É possibile, ma alla pari con chi non ha questo titolo; di fatto puó concorrere un ragioniere e credo, almeno per come funziona la pubblica amministrazione, che in tal caso da piú punti la durata degli anni di servizio e l'esperienza specifica che il master. Di fatto io anni fa rifiutai di fare un concorso per la posizione organizzativa perché mi dissero che poi uno sarebbe stato a disposizione dell'ente, non era sicuro restare nel sociale, potevano anche mandarti a dirigere il settore dei vigili urbani o i tributi... Dunque io rifiutati di macinarmi una quantitá inverosimile di diritto amministrativo per poi andare a fare cose che non avevano nulla a che vedere con i miei studi. E non per coordinare colleghi, bensí quasi solo a far quadrare bilanci e gestire relazioni politiche. Comunque c'e' a chi piace, ma allora forse avrebbe dovuto studiare giurisprudenza!
[quote="pallaspina"]Se in Italia non é prevista la carriera specifica dirigenziale e nemmeno il coordinamento per la figura dell'a.s., perché fate questi master?[/quote]
Io lo faccio perchè sono eternamente curiosa :D , ci tengo a potenziare le mie competenze a prescindere dal riscontro economico/di progressione.
Inoltre ho iniziato a lavorare a stretto contatto con la sanità, quindi può essere l'occasione per saperne di più e costruire ponti tra le professioni...insomma sta famosa integrazione socio-sanitaria.