Chiedo scusa se ritiro fuori questo vecchio post it ma è da poco che navigo su questo forum e da poco lavoro in ospedale e mi viene l'orticaria a leggere una simile"richiesta d'aiuto".
Per quanto ammiri e rispetti la risposta diplomatica e misurata che Fraver aveva dato allora e per quanto possa riconoscere che il problema degli anziani non autosufficienti che vengono dimessi dagli ospedale sia pesantissimo per la persona stessa e i familiari (quando ci sono)....sono impietrita di fronte alla sfrontatezza di un figlio che su sua ammissione ha abbandonato il padre in un'altra regione (tant'è vero che è stato un altro parente a doversi occupare delle dimissioni) e che ha la faccia tosta di dire che un operatore, un perfetto estraneo con una sua vita e problemi suoi (magari anche lui ha un anziano a casa o un disabile o semplicemente dei figli da mantenere), DEVE AVERE IL CORAGGIO DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO pur di non creare problemi a lui che pensa di liberarsi la coscienza dicendo "E io l'ho lasciato davvero da solo perchè semplicemente non volevo impazzire con Lui".
Caro Luigi, se proprio vogliamo generalizzare senza approfondire il contesto e le motivazioni di ciascuno dei protagonisti di questa storia, allora io dico che tuo padre è morto solo e senza cure principalmente perchè solo l'hai lasciato tu che sei il figlio!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' chiaro e palese agli occhi di tutti che non ci sono soldi per contrastare la povertà e i problemi di non autosufficienza degli anziani, è una situazione tragica e inaccettabile che andrebbe affrontata a partire dai piani alti, ridistribuendo in maniera sensata le risorse, cambiando tutto il sistema, appoggiando realmente e concretamente queste persone non con un'ora al giorno di assistenza domiciliare che non serve a niente se un anziano è davvero messo male ma con interventi radicali e risolutivi!
Ma a parte queste considerazioni: visto che le dimissioni le decidono i MEDICI, che cosa può fare un assistente sociale in ospedale, sdraiarsi davanti all'auto del medico in questione minacciando il suicidio se dimetterà l'anziano?
Vorrei davvero ( e non solo spinta da spirito polemico) avere una risposta su questo punto: cosa deve e può fare un assistente sociale in queste situazioni, sia nei confronti di medici che a volte sono spietati ma a volte hanno solo bisogno di non trasformare il reparto in una corsia di casa di riposo, sia nei confronti del territorio che non offre aiuto ( e quando lo offre ha dei tempi davvero assurdi, aspettare il posto in RSA a carico del comune in ospedale significa che il più delle volte l'anziano muore in ospedale)?
Aspetto consigli e suggerimenti da chi ha più esperienza e competenze di me. Grazie