beh, in via teorica, allora, io posso essere amministratore degli utenti del mio collega e viceversa............
certo, l'ossequio alla legge c'è, ma il fatto stesso che io ed il collega siamo dello stesso ente appunta inficia lo stesso contenuto del codice...
Insomma, cara butterfly, io porrei il quesito allo stesso giudice tutelare, in capo al quale stanno le amministrazioni di sostegno. E' lui che, dovendo interpretare la legge non "alla lettera", ma in senso giurisprudenziale, opera poi la scelta se e chi investire degli incarichi.
Io capisco che sul bisogno del giudice, a fronte di assenza di persone disposte, c'è solo il Comune, ma la questione può essere affrontata anche in maniera diversa. Il problema è che spesso i dirigenti comunali non sanno dire di no erroneamente percependo l'AG come a loro gerarchica. E questo è una cazzata!
C'è modo e modo di affrontare la questione. Per esempio proponendo al Comune un corso di formazione per cittadini disposti a svolgere questo ruolo, istituendo un elenco e comunicando questo al G.T.
Possibile mai che, quando una competenza non è definita, ci casca sempre l'a.s.?? Anche per il tipo di lavoro (contabile), non è meglio l'ufficio ragioneria?? Insomma, abbiamo certe competenze e non altre. Quelle contabili ce l'hanno i ragionieri, è possibile mai che non si riesca ad essere così chiari oggi nel 2008 nei Comuni??
Saluti.
Ugo Albano