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29 novembre 2011

Lettera al CROAS Lombardia sulla riforma degli Ordini Professionali

Spettabile Ordine Regionale,sono un laureato in Scienze del Servizio Sociale L39, guardando nel sito del CNOAS e leggendo sui vari forum dedicati sia agli Assistenti Sociali già operanti che agli studenti, sono venuto a conoscenza della Proposta di legge sulla riforma dell'ordinamento professionale fatta dall'attuale Consiglio Nazionale, sono rimasto (e non sono l'unico) sbalordito in particolar modo sul punto relativo alla istituzione della laurea quinquennale a ciclo unico con conseguente soppressione della triennale (da me e da tante migliaia di studenti conseguita con sacrifici economici e non)!!!

Se la cosa andasse in porto, sarebbe incostituzionale, nel momento in cui quando ci si era iscritti alla triennale lo stesso ministero evidenziava (e anche oggi lo fa) che tale laurea è requisito per la partecipazione all'esame di stato sez B ed abilitarsi all'esercizio della professione; della serie ci si iscrive e si studia perché ti veniva detta una determinata cosa e poi in corso d'opera si cambiano le regole,a questo punto ti vien da pensare di essere stato preso in giro!!!

Senza contare il fatto che l'obbligo del ciclo unico andrebbe contro le direttive europee che ormai, per uniformare l'istruzione superiore, attraverso i diversi trattati (Bologna,Lisbona) han previsto le lauree di primo e secondo livello.

Altro punto controverso è dato dal fatto che il CNOAS introduce tale laurea a ciclo unico in applicazione della famosa manovra estiva (legge 138/2011) nel quale appunto è prevista sì la riforma degli Ordini entro 12 mesi ma applicando dei principi ben definiti e tra questi non è assolutamente prevista la questione della soppressione della triennale per passare alla quinquennale a ciclo unico anzi, nel principio relativo ai tirocini viene dato grande risalto alla organizzazione di questi tenendo conto della distinzione tra laurea di primo e di secondo livello.

Praticamente tutti gli altri paesi europei prevedono che per esercitare la professione di assistente sociale sia sufficiente la laurea più che professionalizzante di primo livello,non vedo perché proprio in Italia ciò non deve essere così, sarebbe più opportuno invece impegnarsi affinché si costruisca una laurea magistrale (biennale) che veramente miri a far ricoprire cariche dirigenziali.

Spero veramente tanto che il vostro ordine regionale si batta contro tale tentativo, che si impegni veramente per difendere le migliaia di studenti che con sacrificio si accingono a conseguire una ambita laurea triennale L39 con il forte desiderio di diventare un giorno ASSISTENTI SOCIALI senza che qualcuno (CNOAS) cerchi di impedirglielo obbligandoli a proseguire gli studi (sempre che possano permetterseli) e obbligandoli quindi ad entrare nel mondo del lavoro sempre più tardi, con tutto ciò che ne consegue.

Gian Luigi Carrus
Creation date : 2012-01-13 - Last updated : 2012-01-23

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