le mie preoccupazioni in realtà sono di diversa natura. ho paura, diciamo certezza, che l'università sia troppo distante dalla realtà lavorativa e pratica e che non prepari affatto a ciò, ecco perchè chiedo di tutto e di più in continuazione!!non voglio essere l'ennesimo incompetente che lavora, preferisco starmene a casa.cerco di fare quante più letture posso, di informarmi di capire la realtà: secondo te quei 4 libri di metodi e quello di politica sociale mi basteranno per lavorare??ovviamente no, non sono neanche un millesimo di quello che mi serve!
io vorrei arrivare al mio primo giorno di lavoro con delle competenze professionali (di cui abbiamo già parlato e in base alle quali io ragiono anche se poi l'utente credo voglia toccare con mano il servizio, sarà brutto dirlo ma è così, andrebbe cambiato anche questo forse..) abbastanza sostanziose ma anche con un senso di realtà che ora non ho, purtroppo è mio grande limite!se non so da chi vengono fornite le prestazioni, chi le paga e così via dove vado??ecco perchè ho il cruccio del welfare mix..se non capisco i rapporti tra stato, mercato, famiglia e terzo settore posso essere anche la più brava del mondo a fare i colloqui con gli utenti, a coinvolgerli nel percorso ad applicare metodi innovativi con un alta centralità della persona..ma se poi, per dire, non so neanche dove sta di casa un voucher il mio aiuto si ferma alla "chiaccchierata"!quando il mio intervento richiede di passare all'attivazione di risorse presenti sul territorio non posso avere un perenne punto interrogativo in testa, nè andare a chiedere ai colleghi!anche perchè, se mai mi dovesse capitare la disgrazia di lavorare nel pubblico, più ne sai e più riesci ad arginare tentativi indegni (al limite dell'illegale, oserei dire) del politico di turno di fare ingerenze nel tuo lavoro!!
forse il mio modo di pensare e di conseguenza di fare è sbagliato..però io tendo a prendere quante più informazioni possibili prima di fare una cosa e questo in tutto..negli esami, nei viaggi, anche nell'imminente corso di formazione prima del quale sicuramente ripasserò per avere idee più chiare!!non ci si deve far cogliere alla sprovvista per quanto possibile, soprattutto se si sanno i propri limiti!e dato che il mio limite è non captare il senso di realtà che sta dietro alle politiche mi sento altamente impreparata al lavoro!un testo per l'esame non esaurisce informazioni o curiosità in merito, ecco perchè ne chiedevo uno!tartassare di domande te o chi di turno può andar bene, ma vorrei informazioni ricavate da altri tipi di fonti (testi riviste etc etc).
anche un domani quando finirò l'università di certo non correrò a fare la specialistica finchè non vedrò una razionalizzazione dei programmi!e contestualmente, mi preoccuperò di scegliere bene il mio lavoro se non sarà subito come as perchè poi appare sul curriculum e dipende da chi lo leggerà in seguito (in pratica dovresti sapere prima dove andrai in futuro per poi scegliere il lavoro): secondo te vengono valorizzate abbastanza le competenze che una persona acquisice nei diversi lavori svolti??la cassiera ti permette di stare a contatto con le persone e di manovrare denaro quindi un posto di responsabilità, per cui il tuo caporeparto deve esser sicuro di avere una persona fidata; se fai volontariato probabilmente entri in contatto con altre associazioni, con il comune in cui ti trovi (un pezzetto di welfare mix).ma tutte queste cose quando mai le leggono??quanto si analizza l'esperienza che sta dietro alla mera dicitura??io assumerei un as che ha fatto esperienza di welfare mix in tutt'altro lavoro nel senso di essere abituata ad avere contatti con soggetti di diversa natura; se in italia ci raccontiamo la storia della teoria che viene messa in pratica distorta e contorta, ci raccontiamo quella della notte dei tempi!
secondo me, come dici tu, le competenze sono fondamentali, sono quele che distinguono un as dall'altro (anche perchè, a mio avviso, ognuno le approfondisce in base a personalissime propensioni e quindi saranno competenze sentite, profonde e radicate) però ogni as fin dalla formazione deve essere in grado di avere un panorama più ampio possibile dei metodi, degli approcci di riferimento e delle politiche, anche se poi in italia queste non vengono messe in atto..è proprio qui che secondo me sta la forza dell' as che le conosce, poterle mettere in atto in parte, nel suo piccolo, migliorando il servizio di cui fa parte o semplicemente offrendo, in prima persona, una migliore qualità ai suoi utenti.va bene la teoria che deriva dalla pratica, e questo in qualsiasi lavoro..però anche fare una teoria per la pratica non è male, no?poi se è pessima o impossibile da attuare la scarti, se trovi congeniali alcuni tronconi li metti in atto e li adatti al tuo metodo, se è perfettamente adattabile il gioco è fatto.
però mentre una teoria che riguarda la professione un as, secondo me, può o meno degnarla di considerazione a seconda dei valori e delle considerazioni che guidano il suo operato, una realtà, per quanto castello di carte o carrozzone sia (come del resto tutto in italia) va affrontata: il mercato c'è, la famiglia è fondamentale, lo stato con i suoi casini è pregnante e il terzo settore viva dio c'è anche se potrebbe esserci meglio...ecco se non capisco i collegamenti tra queste sfere, io un domani con l'utente posso chiacchierarci quanto voglio..quando poi devo implementare con lui il progetto concordato dove metto mano?anzi, mi vien da pensare, quale progetto se non so i livelli superiori e inferiori al mio, a chi mi devo rivolgere etc etc??
un prof una volta liquidò tutti dicendo che non era possibile fare un elenco di tutte le risorse che un as può usare (complimenti x lo sforzo!!) e che tanto ci sarebbe stato chiaro con il tirocinio..ecco appunto..
capisci ora perchè voglio capire, sapere, sviscerare il tutto PRIMA di lavorare??