Ciao Saria, anche io devo sostenere l'esame di stato.... inizio domani con gli scirtti. Tenterò di riflettere sul tuo interrogativo, anche per esercitarmi ulteriormente. Il termine Piano può far riferimento ad un livello decisionale macro( si pensi al piano nazionale o ai piani di zona) laddove si analizzano i bisogni complessivi di un territorio, si definiscono le priorità, gli obiettivi e le azioni, compatibilmente con le risorse disponibili. Il Piano indica un approccio volto alla definizione di principi e orinativo che poi si traduce nella pratica. I termini progetto e programmazione spesso sono associati, ma volendo fare una distinzione, la programmazione può esser riferita alle strategie organizzative di ogni Servizio ( ex: programmare le attività, definire i ruoli, i tempi e le procedure), mentre il progetto può riguardare il lavoro sociale sia individuale che di comunità. Si parla infatti di "progetto di aiuto individuale" per indicare quella scansione, anche metodologica,delle azioni intraprese da un operatore per affrontare una difficoltà di un utente (ovviamente con la collaborazione di quest'ultimo). Noi abbiamo studiato le fasi di un progetto o processo di aiuto: contatto, contratto, realizzazione e verifica. Stessa cosa vale per il fronteggiamento di problemi che riguardano l'intera comunità di competenza del servizio. Al di là delle distinzioni teoriche, io credo che il valore aggiunto degli orientamenti volti alla pianificazione, programmazione e progettazione, sia la riflessione, la concertazione (tipica del welfare mix) e la costante connessione tra teoria e pratica. Ciao e in bocca al lupo!!!