Caro Walter e cari tutti,
mi rendo conto che "scrivere su un forum" è cosa facile, sia per l'anonimato, sia per l'immediatezza della comunicazione. Il "problema" è cxhe questo forum è professionale: quando si passa dal "sito delle lavandaie" (per fare un esempio) a questo sito, il linguaggio, forse, dovrebbe un pò modificarsi. Ci si dovrebbe sforzare (almeno) di comunicare in termini un pò (solo un pò....) professionali.
"Professionale" per me significa razionalità, conoscenza, merito, appartenenza di gruppo.
"Professionale" non significa tutto quello che scrivi, Walter: il "tono", il "chi fa l'esame di stato è comunque impreparato", ecc.... Anche dire che "superare l'esame di stato per fortuna o casualità" è vergognoso. Può essere vergognoso (per chi lo permette) che ciò succeda, è però vergognoso richiamare queste esperienze per dire "va beh, ma che vuoi?" La differenza tra le lavandaie ed i professionisti è proprio questa
"Professionale" vuol dire essere professionisti, e ciò significa serietà, scientificità, oggettività sulle cose che si dicono. Tra professionisti c'è dibattito: questo forum è un forum di professionisti. La regola (e chi l'ha stabilita, poi?) in base alla quale se non si è d'accordo si tace, vale forse tra amici o nella comunicazione tra ragazzini nelle chat, non certo tra professionisti. Sennò che confronto è?
Essere professionisti vuol dire confrontarsi e crescere, anche da una diversa visione nascono belle cose.
Essere professionisti significa saper comunicare. Io dico sempre in giro per conferenze che questo è un nostro grande problema: noi comunichiamo noi stessi, invece essere professionisti significa comunicare il gruppo. Ciò richiede che "ci mettiamo d'accordo" su come comunichiamo noi stessi.
La prima cosa da comunicare è la competenza. Si può essere pure ignoranti su qualcosa, ma c'è modo e modo di chiedere: il mio appunto era solo questo, non altro.
Il mio resta un invito alla prossima dottoressa "tremenda86" a sforzarsi di comunicare come dottoressa. Non altro.
Diamo senso alle parole. Noi assistenti sociali siamo criticati dagli altri proprio perchè ne produciamo tante, ma con poco senso.
E non sentiamoci offesi se qualcuno ci vuole (forse...) far notare qualche nostro neo.
Sentirsi offesi e non voler cambiare è tipico degli adolescenti capricciosi. Ma noi siamo maturi, ci siamo laureati, svolgiamo un lavoro prettamente intellettuale ed in contatto con tante persone: non possiamo permetterci di essere immaturi (professionalmente, intendo, se su questa parola finalmente ci capiamo).
Ugo Albano