Cara Assunta,
sono tutte domande legittime, però sono "materiale grezzo" su cui occorre lavorare col tuo relatore.
A mio parere metti assieme troppe cose, dal PAI al lavoro di rete, dando per scontato che tutto sia così, MA NON E' COSI'.
Chi ti scrive lavora da anni con l'handicap, sul tema ci teorizza, la Lega del Filo d'Oro la conosco pure, quindi parlo con cognizione di causa: non diamo per scontato quel che scontato non è.
Per esempio il PAI. Ma gli assistenti sociali sanno cos'è? Lo sanno fare? Che modelli di PAI ci sono, e quali SPECIFICI del servizio sociale? Dal mio punto di vista io vedo da parte dei colleghi una bassa competenza a ragionare "per PAI" e non "per prestazioni". Ciò per tanti motivi, ma specialmente perchè le giovani leve vengono addestrate dall'Università a mediare richieste e risposte, NON a connettere i percorsi a progetti. Di conseguenza, quando ci si interfaccia con la Lega del Filo d'Oro, si fa la figura dei polli: loro sono costretti a ragionare in termini di PAI/PEI (fanno riabilitazione, non possono non farlo), mentre noi (purtroppo) no. E capita quindi che, quando nella "rete" si parlano linguaggi diversi, non ci si capisce: il pluriminorato esce con un PAI che va implementato sul territorio, ma lì ci vuole chi ne capisca ed abbia le risorse (che spesso non ci sono).
Quindi, visto che sei in un ambito di tesi, resta su un tema generico e non così specifico. Io non capisco come mai vi vengano certe idee MEGA quando mancano i presupposti generali. O forse la tesi serve poi al relatore per "fatti suoi" e quindi ti sta usando?
Saluti cari