Sfoghi e conflitti personali dati dal lavoro

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

ho iniziato a parlare con Kristal di alcune problematiche che ho avvertito durante il mio tirocinio con gli utenti.

ho pensato di aprire questa sessione per tutti, per raccontare esperienze e collusioni, un metodo per confrontarsi, sfogarsi e capire meglio i problemi che il lavoro provoca. se non si lavora continuamente su se stessi il nostro lavoro non sarà efficiente e credo, che questo spazio possa aiutare qualcuno, con me sta riuscendo.

Con la abitudine e con un pò di maturità lavorativa si arriva anche a stemperare e non lasciar trasparire i sentimenti che gli utenti ci suscitano, positivi e negativi che siano.

Siamo umani ed è normale che sentiamo delle sensazioi, l'importante è che non condizionino il rapporto con l'utente o il processo di aiuto. Qualche volta capita di arrabbiarsi un pò, di commuoversi, di rattristarsi, ma sempre nei limiti, senza far trasparire troppo.....

Io trovo molto peggio il rapporto con una collega che ( educatrice) ha un cattivo rapporto con le utenti, grida, si arrabbia, e poi tutti noi che lavoriamo all'interno della struttura ne siamo comunque influenzati, ad esempio se lei litiga con le utenti e dopo arrivo io, sono nervose, si lamentano e la posizione è difficile da tenere per me. E poi questa educatrice, forte del fatto che siamo in una struttura e lei ha i compiti educativi e del fatto che è li da molto + tempo di me, vorrebbe imporre anche a me il suo modo di vedere.... Per fortuna la coordinatrice è "con me" ma il peso di questi rapporti li sento tutti soprattutto all'interno dell'equipe....

ciao monica !

ma io ho notato che solo con una persona *Tom* ho avuto questa reazione..

ho avuto un utente di 31 anni, il quale si avvicinava molto alla mia età e non ho avuto immedesimazioni o che altro..

Tom ha quasi 40 anni e la sua storia e la sua situazione mi ha ferito il cuore..

riguardo le altre figure professionali hai ragione.. ad esempio nel caso di Tom si parla molto della psicologa che è veramente incapace, ma noi nn possiamo fare più di tanto, mica possiamo schierarci dalla sua parte complottando insieme una richiesta di licenziamento..

anche questo mi ha fatto soffrire molto...

Topic trovato! :P

Ciao ragazze!

Sono daccordo con Monica "con un pò di maturità lavorativa si arriva anche a stemperare e non lasciar trasparire i sentimenti che gli utenti ci suscitano, positivi e negativi che siano.

Siamo umani ed è normale che sentiamo delle sensazioi, l'importante è che non condizionino il rapporto con l'utente o il processo di aiuto. Qualche volta capita di arrabbiarsi un pò, di commuoversi, di rattristarsi, ma sempre nei limiti, senza far trasparire troppo....."

Anhe noi abbiamo dei sentimenti e se tutto ci scivolasse addosso potremmo preoccuparci perchè potremmo essere degli "anafettivi" e it's no good..

Circa l'esperienze di Monica con la sua collega leggendola mi è sbucato un sorriso, perchè io ho operato circa sei mesi in una comunità come educatore e credo che il metodo della collega di Monica sia lo stesso che io ho osservato all'interno di quel contesto in cui mi sono ritrovata.. Gli educatori spesso intervenivano con urla (oltre che con punizioni ovviamente). Il coordinatore (he io ho stimato fin dal primo giorno) mi diceva "cris non ti ho ancora sentito urlare una volta.." Per me è stata una bella "palestra" e appreso molte cose.. Ecco dagli educatori ho cercato di prendere il meglio da ognuno"..e mi hanno aiutata a crescere anche migliorando le mie capacità relazionali.. Lavorare con gli schizofrenici gravi è parecchio interessante..e ti consente (paradossalmente) a mio avviso di potenziare la tua capacità di comunicazione.. Della serie: se non sai comunicare lo scopri proprio in queste realtà. Ho fatto l'esperienza (un pò arrivata casualmente) con la consapevolezza che mi sarebbe servita a superare la paura verso il "folle"..Era per me una dura prova.

com'è finita v lo dico se vi interessa nella prox "puntata" ..

Cmq tutti gli educatori lì utilizzavano lo stesso metodo..

Per fortuna, Monica, che hai gli alleati..altrimenti non vorrei essere proprio in quei panni..! :|

Idem per Chiaretta! :|

Ciao!

brava kristal ! ti aspettavamo ! :lol:

ogni settore ti fa crescere.. io ho un amico che soffre di depressione bipolare e posso immaginare quanto sia difficile lavorare con certe persone...

a me l'uepe mi aiuta a levarmi pregiudizi vero una categoria di persone..

com'è andata a finire ? ? ? :D

Cara Chiaretta,

"Come è andata a finire mi chiedi? " mi hanno proposto di fare l'educatore (anche coordinatore volendo..per una struttura prossima all'apertura..) io rifiutai perchè non volevo fare l'educatore.. Sono troppo "fissata" con la nostra professione.. Ho cercato di trovare gli aspetti positivi nel "fare l'educatore" e gli avevo anche trovati! Però nessuno può darmi quella vibrazione che sento quando le mie mani battono sulla tastiera e i miei pensieri viaggiano per una progettualità più ad "ampio raggio"..! Mi sono messa la mano sulla coscienza e ho detto NO! Poi l'ambito psichiatrico, è davvero dura..! Io alle volte non so come fanno gli educatori..VERAMENTE! Lo stesso peso (mi pare di aver capito) non cade sulle spalle degli psicologi, degli a.s., e degli altri professionisti coinvolti nel settore..

Finii per accettare una proposta occasionale di lavoro.. (che dopo vari rinnovi) mi rimette di nuovo fuori gioco.. :|

La cosa bella (vedi quanto sono "resiliente"..) è che oggi continuo a dire: "Cri, non fa niente, hai fatto bene!" :|

Sarà vero? In molti pensano che ho fatto una caxatx micidiale..!!

Vabeh oh..PAZIENZA.. ANDIAMO AVANTI! :mrgreen:

no, perchè ! se la tua è una vocazione ! ! certo, al giorno d'oggi uno si deve accontentare, ma pensa solo a cosa provi tu :wink:

sono rientrata in crisi..

oggi durante le visite domiciliari affiancata al mio supervisore, mi sono messa a parlare del famoso Tom.. credevo mi fosse passata in parte, ma in realtà non è così..

ad esempio, io ero convinta che gli avessero dato 20 anni, quando in realtà sono 30 ! mi sono sentita morire per questa notizia..

poi invece ad un altro affidato arrestato per pedofilia gli hanno dato pochissimo, nemmeno 1/3 della pena di Tom, per poi aggiungere, che quest'ultimo signore nemmeno si è fatto 2 anni di carcere che è stato messo subito alle domiciliari.. questo mentre Tom sta in una sezione di Rebibbia bruttissima.. ma questo perchè ? perchè Tom non aveva i soldip er un buon avvocato ! è terribile, non tanto la giustizia, il tribunale e il magistrato, ma perchè non si può fare nulla per lui.. è diverso dagli altri, ma situazione era particolare e lui è quello che è..

sono avvelenata, ma allo stesso tempo mi rendo conto che non è normale.. al mio supervisore non ha toccato tanto questa storia degli anni di pena, mentre a me tantissimo.. io quando le dico che mi dispiace per Tom, lei ogni volta mi ribadisce che ha commesso un reato pesante ! io chiedo sempre se oltre alla liberazione anticipata non si può fare altro per farlo uscire da quella fogna che gli fa solo male, lei mi risponde di no, ma è sempre distaccata a livello professionale dalla sua situazione.

ho paura anche perchè la prossima settimana torno a trovarlo.. da un lato sono la persona più felice del mondo, dall'altro sono disperata perchè sò che non dovrei essere così..

cosa posso fare ? ero convinta che fosse quasi tutto finito ! ! !

Cara Chiara,

ti dico solo due cose:

1) La prima in rapporto alle parole del tuo supervisore: considera sempre che lui/lei è il tuo supervisore e se io fossi in lui, se avessi dinanzi a me uno studente "in crisi", lo ascolterei sottolineando che è cmq """giusto""" (un reo deve sempre poter essere messo nella condizione di poter espiare la sua pena), senza alimentare "maldicenze" nei confronti del "sistema giustizia" perchè questa riflessione è fonte ulteriore di frustrazioni per l' "a.s. giudiziaria".

2) La seconda è una massima che qui (a Bari) i minori (di un certo ceto sociale..) respirano fin dalla culla:

"LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI, MA: ------> NON TUTTI SONO UGUALI DINANZI ALLA LEGGE!!!!"

Cosa significa???? Esattamente quello che hai "detto" tu.. se non hai un "buon" avvocato.. E' tutto un sistema...............

Quindi, l'unico consiglio che mi sento di darti è: cerca di concentrarti su ciò che puoi fare per Tom (così come per tutti gli altri) e non su ciò che tu NON PUOI FARE..(ridurgli la pena per poterla eventualmente convertire in altra misura..)

Un abbraccio virtuale. Cristina M.