ELEZIONI DEL NUOVO CNOAS

Sezione: Ordine professionale · Aperta il

BUONASERA.

QUALCUNO MI SA DIRE QUANDO SI TERRANNO LE ELEZIONI PER ELEGGERE IL NUOVO CNOAS?

QUALCUNO HA MAI VIST'O IL BILANCIO DEL CNOAS?

E IL BILANCIO DEL PROPRIO ORDINE DI APPARTENENZA?

CREDO CHE LE ULTIME DUE NON SIANO DOMANDE PEREGRINE CONSIDERATO CHE SONO I SOLDI DEGLI ASSISTENTI SOCIALI A TENERE IN PIEDI TUTTA LA STRUTTURA ORDINISTICA.

MI PIACEREBBE POI CHIEDERE A QUALCHE COLLEGA ISCRITTO DA PIU' ANNI ALL'ORDINE, COME ABBIA VISTO CAMBIARE IL SERVIZIO SOCIALE DA QUANDO E' STATO ISTITUITO L'ORDINE.

GRAZIE

LUIGIA PADALINO

NOVARA

Cara Luigia,

la data è generalmente stabilita dal Ministero della Giustizia. Se ha la pazienza di cercare nel sito dell'Ordine, la troverà. E' un'unica data in cui tutti i consigli regionali devono votare.

L'Ordine è un ente pubblico, quindi il bilancio è pubblico. Basta chiedere.

Certo che sono soldi degli aa.ss., ma non condivido il Suo tono. Nessuno frega niente e neanche i soldi vengono usati solo per la struttura. Ma sono cose che si capiscono leggendo il bilancio.

Criticare è giusto, però con misura. L'ordine ha per legge alcune funzioni, tipo la tenuta dell'albo, il controllo sugli iscritti. Il "di più" non è dovuto. Esistono nella realtà professionale, altre associazioni, pure un sindacato, oltre alle agenzie formative. Io, francamente, sono critico verso gli Ordini che vogliono fare tutto (e poi fanno poco), però critico anche chi, dall'esterno, spara a zero. INOLTRE: è lecito che ognuno critichi il suo ordine regionale, ma il miglior modo è impegnarsi direttamente e, per esempio, candidarsi.

Per l'ultima frase, sono daccordo con Lei: io ho visto un peggioramento negli ultimi anni. Ma dipende dai tempi, non dal fatto che c'è l'Ordine. Sono tempi di deregulation, ma pure di lobbies professionali, in cui ogni professione cerca di affermarsi a scapito degli altri. Lì si che il nostro Ordine è stato poco presente: basta vedere i risultati.

Ma dipende, in fin dei conti, da ognuno di noi. E' vero che l'Ordine molto può per la legittimazione della nostra professione, ma tanto può fare ognuno di noi, lavorando in scienza e coscienza, in maniera scientifica.

L'Ordine, vorrei ricordare, siamo noi. Il "consiglio dell'Ordine" non è l'ordine. Non so se capisce il senso di quel che dico...............

Ugo Albano

[quote="lpadalino"]QUALCUNO HA MAI VIST'O IL BILANCIO DEL CNOAS?

E IL BILANCIO DEL PROPRIO ORDINE DI APPARTENENZA?

CREDO CHE LE ULTIME DUE NON SIANO DOMANDE PEREGRINE CONSIDERATO CHE SONO I SOLDI DEGLI ASSISTENTI SOCIALI A TENERE IN PIEDI TUTTA LA STRUTTURA ORDINISTICA.
[/quote]
Bella domanda...
[quote="ugo.albano"]L'Ordine è un ente pubblico, quindi il bilancio è pubblico. Basta chiedere.
[/quote]
... e bella risposta.

Sarebbe interessante sapere quali e quanti assistenti sociali lo chiedono o lo conoscono o comunque si interessano di come vengono utilizzati i loro soldi...

pasquino

Mah..... se è pubblico, occorre chiedere. Date un'occhiata al sito dell'Ordine. Se non c'è, carta e penna e si chiede. Alcuni Ordini lo pubblicano pure sui Notiziari.

Dov'è il problema?

Si, hai ragione; sul sito c'è.

E' anche abbastanza rivelatore, anche ad un'occhiata sommaria.

Magari ci guardo meglio appena ho tempo.

Il lavoro in questi ultimi tempi è tiranno...

pasquino

Il CNOAS riceve dagli Ordini regionali una percentuale variabile in funzione del numero degli iscritti di ogni regione. Non ricordo le percentuali precise ma in pratica le regioni che hanno più iscritti mandano veramente tanti soldi al Nazionale. Appena avrò le quote le divulgherò. Intanto si può vedere il consuntivo 2009 nel file allegato dalla collega che riporta entrate per circa 1.160.000 €....... che altro dire ? Il Lazio campa (male) con 375.000 circa (da cui togliere quello che mandiamo al nazionale) .

Forse al nuovo CNOAS dovremo chiedere (viste anche le disponibilità finanziarie cospicue) di diminuire le percentuali da inviare al Cnoas per finanziare bene la FCO e servizi per gli iscritti.

Lorenzo Boccadamo

Sono lieta che si cominci a parlare di soldi, perchè l'obbligo della formazione continua ha messo in capo agli assistenti sociali nuovi obblighi spesso onerosi.

Bisognerebbe andarlo a chiedere agli assistenti sociali che lavorano con contratti vari o per cooperative che possono essere serie, come non esserlo.

Peraltro avere un bilancio scritto non significa sapere esattamente con quale logica siano stati spesi i soldi.

Inoltre ho la netta impressione vedendo i video in cui parlano gli ex consiglieri del Cnoas e la ex Presidente Franca Dente, che l'attenzione all'immagine e ai formalismi della professione siano molto prevalenti rispetto alla considerazione delle reali condizioni in cui si lavora sul campo.

Io personalmente ho l'impressione di una professione molto "governativa" e assai poco indipendente.

Inoltre a mio giudizio dentro gli Ordini c'è un grave problema di mancanza di democrazia.

Pagare e non essere ascoltati da chi si paga non mi pare per niente carino.

Luigia Padalino

Novara

[email rimossa]

Sicuramente l'esagerata quota gestita dall'ON a fronte di OO.RR. che fanno fatica a pagare l'ordinario è un problema politico. In quest'epoca di federalismo anche io rivedrei la questione. Ma se ne parla da anni, il problema è arrivare alla modifica della Norma, ma di spinte in questo senso non ce ne sono, mi pare. L'ultima, come sapete, è l'eliminazione dei collegi dei revisori.

Il problema, a mio modesto avviso, è un altro: un gruppo professionale poco attivo ed una minoranza iperattiva.

Ma c'è un metaproblema che nessuno considera: si pensa che l'Ordine sia la Comunità professionale. Ciò è sbagliato, e non poco. La comunità professionale è "altro", non basta "pagare la quota" per "essere comunità". Una comunità professionale è composta da tante realtà libere, parlo di associazioni, di movimenti, pure di un sindacato di categoria, a cui però si accede liberamente.

Quando non c'era l'Ordine erano le associazioni ed il Sindacato di categoria che tenevano unite su degli obiettivi i colleghi. Con la creazione degli Ordini le "forze migliori" ci sono andate, ma lì si sono bloccate. E sto parlando della "minoranza attiva".

Perchè il "popolo" (lamentone e passivo) ha fatto la scelta tipica di chi non è professionale: più che impegnarsi (come avveniva prima) delegano tutti i mali all'Ordine.

Ed eccoli gli Ordini che cadono nella trappola: essi fanno tutela, essi fanno lobbing, essi fanno sindacato, essi fanno cultura, essi fanno formazione.............. ma ci riescono? A me non sembra.

La questione è di "democrazia sostanziale": i problemi non si risolvono "delegando", ma "agendo dal basso". Chi ha una certa età come me mi capisce, ma i colleghi giovani fanno fatica a capire, e quindi richiedono e pretendono tutto dall'Ordine.

Bisogna quindi ritornare al "fare comunità". Già sul posto di lavoro, perchè i veri problemi oggi quelli sono. Molti problemi sono sindacali, vogliamo capirla o no che l'Ordine non c'entra niente? Come la formazione: è una possibilità di crescita culturale e profesionale, in cui noi siamo chiamati ad essere attori e non solo fruitori: possibile mai che vediamo solo l'"onere dei crediti"??

Io credo che una comunità "viva", fatta di un sindacato che funziona, di associazioni che funzionano, di agenzie formative fatte da colleghi, sia la fucina dell'Ordine. All'Ordine si arriva dopo un percorso, a portare idee ed istanze, a realizzare programmi, ma ciò NON E' un fatto personale, deriva bensì da una COMUNITA' VIVA alla base, da colleghi che si reputano tali ben oltre il "cartellino segnatempo smarcato".

Uh, mi sono perso, forse ho detto troppe cose.

Spero di aver espresso il mio pensiero.