Libri, studenti ed esame di stato: discussione aperta...

Sezione: Ordine professionale · Aperta il

"Aiuto e controllo nel servizio sociale. L'articolazione del processo di aiuto tra queste due dimensioni".

... Con nostro imbarazzo abbiamo letto nei temi che molti si sono basati sul testo di M. Luisa Raineri "Assistente sociale domani" ed. Erikson, che a pag. 162 scrive testualmente : "Controllo coperto. Il controllo a fin di bene esercitato in modo coperto, cioè <<alle spalle>> della persona, senza esplicitarglielo, può risultare fattibile (e utile) qualora sia sufficiente un livello blando .....".

Non so cosa ne pensiate voi, ma noi ritieniamo che occorra una presa di posizione dell'Ordine nazionale su tali affermazioni (ma forse in circolazione ci sono altri testi che andrebbero segnalati) , per un'analisi critica e rettifica allaa luce del codice deontologico.

Cordialmente

Raffaello Maggian

Mi pongo alcuni quesiti:

- L'autrice è assistente sociale? Se sì, ha tratto tali modalità di lavoro dalla sua esperienza o da altre fonti bibliografiche?

- Chi scrive un libro di servizio sociale può scrivere quello che vuole senza incorrere in nessuna conseguenza?

- Gli studenti sono in grado di discernere tra le tante informazioni che leggono o ripetono a pappagallo quello che trovano nell'unico libro che studiano?

se avete il testo, forse vale pena leggere nel dettaglio da pag. 161 a 163, a partire dal titolo

“la funzione di controllo nel servizio sociale”. questo viene concepito sia come verifica che “marcatura stretta”. in effetti stupisce il fatto che “molti interventi di controllo si distinguono per una non piena collaborazione, che l’a.s. agisce senza condividere con le persone le finalità/strategie d’intervento, che nel gergo professionale il termine “controllo” viene usato prevalentemente per connotare ambiti caratterizzati da carenza di relazionalità”. viene anche riconosciuto, però, all’inizio del paragrafo, che questo tipo di funzione che considera l’utente più come oggetto che una persona è sempre problematica, specie sul piano etico, “quand’anche il controllo venga attuato per il bene della persona o quello superiore della collettività”.

poi vengono elencate alcune tipologie di controllo e ho pensato che da un lato é necessario, dall’altro può essere interpretato, nelle forme più discutibili, come eccezione e non la regola unicamente nell’interesse e bene della persona, dunque ammissibili in linea teorica se l’a.s lo ritiene opportuno. per esempio quello “consensuale” è fondato su una base minima di fiducia

e la stessa persona si presta talvolta spontaneamente a forme di controllo. quello “coercitivo”, che porta nel peggiore dei casi alla carcerazione, risulta inevitabile nell’interesse di persona, congiunti e collettività. quello per “accesso a prestazioni” viene effettuato per garantite equità nell’erogazione di provvidenze e dunque in primis in nome dell’interesse collettivo.

venendo al “controllo coperto”, ricordo che suonò strano pure a me ma sono andato oltre.

dico piuttosto che questo paragrafo andrebbe corretto perché emerge una contraddizione

(oppure é scritto male, fate voi): si evince che il controllo coperto a fin di bene, senza che la persona lo sappia in anticipo, può essere fattibile/utile risolvendosi nella semplice premura di cogliere tempestivamente eventuali crisi e di esserci subito, qualora la persona esprima richieste/bisogno di aiuto. per esempio un a.s. che si accorda con parenti e amici di un anziano solo e non in salute perché si organizzino in modo da fargli visita regolarmente per controllare che vada tutto bene, anche se l’anziano dice di non voler alcuno aiuto.

ma insomma, ha bisogno o no di aiuto??? altrimenti dobbiamo interpretarlo né più né meno come controllo premuroso in qualche modo imposto all’anziano anche contro la sua volontà. ma in fin dei conti non ci vedo granché di male, resta secondo me una cosa fatta per il bene della persona, a maggior ragione in un caso di fragilità.

volevo aggiungere che ho trovato questi 2 volumi validi e la questione sollevata non può screditare secondo me la professionalità e buona fede dell’autrice (assistente sociale, docente e ricercatrice). rivedere e correggere, però, mi pare necessario.

Concordo pienamente con march, anche io leggendo quel testo sn andata oltre non assegnando grande importanza a quelle frasi. Le ho interpretate come la possibilità di essere d'aiuto anche a chi l'aiuto lo rifiuta (come il caso dell'anziano) semplicemente ricorrendo alla "complicità" positiva dei familiari o dei vicini di casa in modo da poter immediatamente tamponare una eventuale situazione di crisi.

Da studentessa che tra un po' di mesi sosterrà l'esame di stato, mi sono spesso posta il problema relativo alla preparazione sui testi "preconfezionati". Il corso di tuttologia, benchè anche io pensi che non sia possibile, è allettante per uno studente perchè ti fa credere che si possa affrontare la preparazione in modo un po' più semplice. Ma so fin troppo bene che le cose , in questa maniera, si complicano ancora di più, e non credo di esserne consapevole solo io.

Molti studenti sono zucche vuote, ma ci sono anche delle teste pensanti per fortuna.

Come diono Ida86, Monica B e March, è essenziale che uno studente non si fermi a ciò che viene scritto, ma dovrebbe essere abituato ormai a farlo dati i tre anni di studio; purtroppo in molti casi non è così.

Studiare solamente quei manuali preparati è come farsi un corso accellerato di storia-filosofia ecc. tramite il tanto sospirato Bignami. Ognuno di noi l'avrà visto e magari anche usato, ma è utopistico pensare che dia la preparazione adeguata, e personalmente credo che lo studiare unicamente su testi del genere infonda confusione ed insicurezza molto grandi.

Lasciando per un attimo perdere la capacità degli studenti di discernere le informazioni utili da quelle che utili non sono, bisognerebbe davvero interrogarsi su quanto dice Nazg nel primo punto del messaggio.

Anche se è vero che sono necessarie rielaborazione e capacità critica, alcune affermazioni che si leggono nei libri sono davvero allucinanti e prive di senso logico.

Mi vengono in mente anche le domande di autoverifica pubblicate da un sito per la preparazione del test di ingresso nel corso di servizio sociale in una regione italiana. 30 domande per sondare la tua capacità.

Alcune di esse non erano neanche formulate in italiano, altre erano totalmente prive di senso logico e mancava addirittura una connessione tra la domanda e la risposta; in altre ancora la risposta indicata come corretta era PALESEMENTE sbagliata (ad es. la data di promulgazione della Costituzione, i nomi delle Regioni a Statuto Speciale).

Ammettendo pure che sia un'eccezione, come è possibile che esista?

Una domanda poi si basava sull'interpretazione del tutto personale e fantasiosa del concetto di democrazia; era cioè una domanda che presupponeva l'essere nella testa di chi l'aveva posta.

Delle cose allucinanti.

Ci deve essere un controllo. Non so come, ma ci sono troppe cose che non vanno, e alcuni testi di preparazione all'esame di stato contengono errori o affermazioni grossolane date tanto per riassumere un concetto.

Gli studenti sono spesso degli allocchi perchè non mettono in discussione le cose che leggono, e questo è grave arrivati ad un punto in cui dovresti avere la maturità sufficiente per intraprendere questa professione.

Però certe cose non possono proprio esistere, sia nei libri di studio, sia in questi manuali di preparazione, rispetto ai quali mi chiedo se la loro esistenza faccia male o bene, nonostante tutto.

[quote="Mac"]
Ci deve essere un controllo. Non so come, ma ci sono troppe cose che non vanno, e alcuni testi di preparazione all'esame di stato contengono errori o affermazioni grossolane date tanto per riassumere un concetto.[/quote]

forse i testi fatti a più mani (magari con un comitato scientifico alle spalle) possono essere considerati più "sicuri"?

Sicuramente il comitato scientifico aiuterebbe, purchè sia formato da assistenti sociali.

Mi è sembrato di capire però che alcuni di voi ritengano che non si debba "infangare" la reputazione dei professionisti che scrivono in questi libri, cosa giusta se li si legge superficialmente.

Ma la mia domanda è: fino a che punto le affermazioni dei "grandi" sono insindacabili?

E soprattutto, ci sono o no delle questioni sulle quali tutti dovrebbero essere d'accordo indipendentemente dalle osservazioni personali? (vedi ad esempio la frase citata da Nazg ad inizio post : "Il controllo a fin di bene esercitato in modo coperto, cioè <<alle spalle>> della persona, senza esplicitarglielo, può risultare fattibile (e utile) qualora sia sufficiente un livello blando .....").

Non si accusa la persona che scrive, ma si dubita del contenuto di ciò che ha scritto.

Per questo una delle mie domande iniziali era "L'autrice è assistente sociale? Se sì, ha tratto tali modalità di lavoro dalla sua esperienza o da altre fonti bibliografiche?"

Perchè se io desumo dal mio lavoro o riporto cose di altri c'è differenza, anche se comunque sono tenuto a confutare la mia "ipotesi".

Un testo di preparazione all'esame di stato deve essere una sintesi, ma anche essere chiaro, e parlare di controllo coperto è confusivo per chi non ha mai lavorato.

Riprendo la mia domanda di prima. Proprio per evitare che vi siano fraintendimenti (e anche e soprattutto per evitare che gli studenti e in generale i professionisti imparino cose che vengono contraddette dalla pratica o dalla deontologia), nell'ambito della teoria del servizio sociale, ci sono o meglio, ci dovrebbero essere delle questioni sulle quali tutti dovrebbero essere d'accordo indipendentemente dalle osservazioni e convincimenti personali?

E se sì, quali?

Ciao a tutti, ho letto che ci sono molti consigli sui libri di testo da adottare per preparare l'esame di stato sez B, ma per la sezione A ho trovato ben poco anche in internet. Avete qualche testo da consigliarmi?

Grazie

Il prof. Maggian la sa lunga.....a volte mi ha indisposta con i suoi atteggiamenti, a lezione, ma col tempo mi accorgo sempre di più di quanta ragione aveva/ha!

Questa lunga discussione è, per me, uno stimolo a prepararmi con sempre maggiore umiltà, onestà e impegno al prossimo esame di stato, ma anche ai concorsi!

La nostra professione è importante, e dobbiamo impegnarci noi per primi per dimostrarlo a tutti!

Perdonate il mio momento di fanatismo, a mò di Presidente USA che parla alla nazione, prima di un attacco alieno! :D