Domanda provocatoria

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

Cari colleghi,

scusate se intervengo a questa simpatica diatriba. La domanda è corretta ma il paragone proposto, direi, è dei più infelici. Avete provato a vedere quanti articoli sul servizio sociale presso le riviste scientifiche sono scritti con rilevazioni empiriche o metodi sperimentali? Molto spesso, infatti - e lo dico per esperienza - emerge da parte nostra ''quell'effetto pigmalione'' che nasce dalla paura di ''essere osservati'', nonché studiati, e col rischio, quindi, che possano emergere le proprie magagne, da ciò si evincono le relative resistenze dei servizi a qualsiasi ricerca. La scientificità della professione è dunque a portata di mano, ma non riusciamo mai ad afferrarla serenamente perchè siamo troppo intenti a ''pararci il *ulo''.

Italo

ho letto con interesse gli interventi di questo post. e vorrei a tal proposito dichiarare che il costante processo di definizione della professione, pone delle sfide assolutamente da cogliere. questa è una di quelle.

Prof. Luigi Gui ha risposto alla domanda con un libro intitolato "Le sfide Teoriche del Servizio Sociale i fondamenti scientifici di una disciplina"

CArocci Faber. un libro importantissimo.

L'utilizzo di paradigmi scientifici come positivismo in un epoca definita post-moderna e liquida sono un tantino anacronistici.

Il servizio sociale in Italia oggi è caratterizzato dalla sua tipica tridimensionalità, individuo, comunità e soggetto istituzionale.

La nostra è una professione che ha un corpus teorico-metodologico preciso e contingente, basato sul concetto della riflessività in azione.

Gli studi sulla riflessività uniti alla tridimensionalità sono un cammino di ricerca non solo tra quelli che pensano (accademia e centri di ricerca) ma devono esserlo anche per coloro che agiscono quotidianamente e che purtroppo sembrano scordare, troppo persi nella relazione incentrata sul paziente, o troppo persi all'interno della burocrazia dell'ente.

a questo proposito suggerirei anche il testo di Silvia Fargion

"Il servizio sociale. Storia,temi dibattiti." Editori Laterza. Una rivisitazione in chiave critica della professione nella storia fino ad oggi.

Abbiamo una responsabilità immensa, quella di coniugare e porci esattamente al centro dei processi di cambiamento della società, al centro tra individui il loro benessere e la loro psiche,e al contempo immersi in un contesto di comunità, territorio e reti senza però mai tralasciare le istituzioni, la politica sociale e i dettami legislativi.

non è davvero sperabile, approcciare una problematica di disoccupazione e le sue conseguenze psico-emotive se non si capisce cosa sta dietro le dinamiche di sviluppo dei sistemi di mercato, perdendo quello che è una funzione base dell'assistente sociale, l'advocacy.