cococo

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Ma ricordo male o l'Ordine aveva anche fatto un tariffario? Comunque il co.co.co. che nel privato non esiste più grazie alla riforma Biagi dove ha cambiato magicamente nome diventando contratto a progetto ma rimanendo fregatura per il lavoratore, c'è ancora nel pubblico. Non hai ferie, non hai malattia, devi pagarti la ritenuta d'acconto e la gestione separata INPS (circa il 30% dello stipendio lordo). ll vantaggio è che non hai vincoli, non timbri il cartellino, ti gestisci tu il monte ore, nssuno può dirti assolutamente nulla se tu ti prendi tutti gli appuntamenti in una giornata e il giorno dopo stai a casa. Sei "QUASI" un libero professionista. Dico quasi perché se formalmente e fiscalmente lo sei, per l'ente molte volte sei un dipendente come gli altri e così ti tratta. Il mio consiglio è leggere bene il contratto che ti propongono e farti un paio di conti sulla cifra che ti propongono. Anche se è un primo impiego svendersi e accettare di lavorare per cifre assurde (so di colleghi che hanno accettato ? 10 all'ora) non è una buona presentazione. Sii invece intransigente su cifre eque. Io ho lavorato anche a ? 40 lordi all'ora e l'ente ha accettato.

In bocca al lupo e ricorda che lavorare troppo vicino a casa è anche uno svantaggio: pensa se ti capita come utente una persona che conosci....

Monica

[quote="MonicaB"]Ma ricordo male o l'Ordine aveva anche fatto un tariffario? [/quote]

Il tariffario è per la libera professione.

Aggiungo: a quei prezzi molti enti, secondo me, non ti vogliono...:cry:

ll vantaggio è che non hai vincoli, non timbri il cartellino, ti gestisci tu il monte ore, nssuno può dirti assolutamente nulla se tu ti prendi tutti gli appuntamenti in una giornata e il giorno dopo stai a casa. Sei "QUASI" un libero professionista.

Nonostante il contratto a progetto credo che ci siano comunque dei vincoli di orario determinati dall'ente...anche se non dovrebbero esserci...

Ecco, questo è uno dei motivi per cui ho deciso di non sottoscrivere la petizione per la tutela dell'immagine. Mi spiego meglio. Il problema è che quando siamo a scuola ci imbottiscono al testa con tante belle parole sulla tutela della professionalità, sulla sua unicità, sullo specifico professionale, ecc ecc. Quando poi andiamo a lavorare, e ci andiamo spesso con una preparazione più teorica che pratica, senza conoscenze specifiche su aspetti per esempio amministrativi, guardiamo i colleghi che nell'ente lavorano in altri settori come se fossero su altri pianeti rispetto alla nostra grandezza. Facciamo concorsi o selezioni e siamo convinti di non passarli solo perché li vince il raccomandato di turno. Ci lamentiamo dei bassi stipendi dimenticando che quando lavoriamo come dipendenti percepiamo lo stesso identico stipendio degli altri laureati a pari qualifica e quando lavoriamo a contratto..... bé allora siamo disposti a dimenticare tutti i bei ragionamenti fatti prima e accettiamo anche ? 10 lordi all'ora. Ma la mia domanda è, quale immagine diamo all'ente quando accettiamo di essere sottopagati quando lo stesso ente versa ? 13 all'ora alla cooperativa che si occupa delle pulizie? Potrai obiettare "Io devo mangiare" o "l'ente non accetta di darmi di più" Okey, lo accetto, però poi sii coerente, non firmare la petizione. E comunque io sono dell'idea che non è facendosi umiliare professionalmente che si acquista rispetto, ma è con la preparazione che quando diventa indiscutibile è il nostro miglior biglietto da visita. Pertanto mi permetto di fare un invito: dimentichiamo il nostro atteggiamento un po' snob, sterilmente lamentoso e corporativista, e studiamo di più, prepariamoci davvero su tutto, diventiamo competitivi e meritevoli di rispetto perché assolutamente in gamba e preparati, non accontentiamoci di una preparazione mediocre, sia per i concorsi che per le selezioni. Così difenderemo in modo sicuramente più costruttivo la nostra immagine e non vergognamoci di non sapere ma andiamo a cercarci le risposte che ci mancano. Ecco adesso aspetto di venire massacrata, eh eh eh :twisted:

Monica

[quote="MonicaB"]Quando poi andiamo a lavorare, e ci andiamo spesso con una preparazione più teorica che pratica, senza conoscenze specifiche su aspetti per esempio amministrativi, guardiamo i colleghi che nell'ente lavorano in altri settori come se fossero su altri pianeti rispetto alla nostra grandezza. [/quote]

ma se la preparazione è teorica chi dobbiamo "incolpare"? se gli studenti escono dall'uni credendosi padri eterni i problemi sono due: o i prof. non hanno fatto capire la parte pratica del lavoro di a.s. o i neolaureati hanno manie di grandezza per motivi loro...

forse il tirocinio non basta... cosa insegnano i supervisori agli studenti? (polemica voluta per suscitare un dibattito! ;) )

Sono d'accordo mia cara, non penso che lo studente esca dall'università con manie di grandezza gratuite, penso che la preparazione che gli viene data sia incompleta. Io ricordo che a Principi e Fondamenti del Servizio Sociale studiavamo la Poor Law, poi io sono andata a lavorare e al mio primo impiego in un Comune (in cooperativa, dal lunedì al sabato, 38 ore settimanali più tutti gli straordinari a Lire 1.000.000 al mese, era il 99) e la collega uscente mi fece il passaggio di consegne e mi disse "I contributi economici li fai con delibera e i pasti con determina", lo ricorderò tutta la vita, io la guardai, forte della mia sapienza in materia di Poor Law e sentendomi di difendere il mio specifico professsionale e le dissi "Okey, ma cos'è una delibera e cos'è una determina?". Da quella volta ho deciso che non mi sarei più trovata in una situazione di ignoranza così abissale e ho cominciato ad approfondire tutto e a cercare risposte a tutte le mie domande. E' chiaro, non sarai mai preparata su tutto quanto, però la preparazione ti dà sicurezza e torno a dire che è il miglior biglietto da visita quando c'è da difendere la propria immagine.

Monica

[quote="MonicaB"]Da quella volta ho deciso che non mi sarei più trovata in una situazione di ignoranza così abissale e ho cominciato ad approfondire tutto e a cercare risposte a tutte le mie domande. E' chiaro, non sarai mai preparata su tutto quanto, però la preparazione ti dà sicurezza e torno a dire che è il miglior biglietto da visita quando c'è da difendere la propria immagine.[/quote]

secondo me completare il ciclo di studi universitari è solo l'inizio dell' "apprendimento professionale" perchè ci sono un'infinità di cose che si imparano sul campo e che spesso non si sono sui libri.

Lo spirito che dobbiamo conservare è quello della CURIOSITA' verso le novità, i nuovi bisogni, espressioni professionali, ecc...

Dobbiamo ricordarci anche che ci vuole tempo per maturare come persone e come professionisti per questo secondo me è fondamentale il confronto con gli altri membri della comunità professionale... e speriamo che anche questo forum aiuti :wink:

carissime..bello vedere che da una semplice domanda è uscito un' acceso dibattito... vi aggiorno sulla situaiozne ...ho avuto modo di parlare con la colega del comune nel quale mi avevano fatto la proposta...

era disperata...stanca di 10 anni di servizio in cui era costretta a fare di tutto.... in un comune nel quale i "politici" se ne fregano dei risultati e ovviamente tutto deve essere raggiunto al minor costo....

io credo che la nostra professione abbia perso di valore e di significato....siamo dei tutto fare del sociale...e poco importa se dobbaimo fare tutto..in poche ore!

è da sei anni che lavoro con gli anziani....credo che non smettero mai di imparare....ma proprio questo mi fa riflettere sui miei limiti e capacità....

ci sono dei settori per i quali risuciamo a lavorare e altri per i quali la nostra tensione a non sbagliare è così forte che il danno è smepre in agguato!

concordo sull'idea di doversi aggiornare...gli assistenti sociali neo laureati sono molto più avanti rispetto a noi....teniamo conto che spesso sono già professionisti ...

pochi giorni fa ho incotnrato una ragazza che si laurea il prossimo anno, lei è già infermiera..... conosce l'aspetto sociale e sanitario a 360 gradi...sa dove sonoi limiti ,...la sua riflesisone sul servizio sociale di base? che le assistenti sociali siano sottomesse che dovrebbero conoscere di più il loro potere e farsi rispettare.....

l'assistente sociale può avre carisma sulla popolazione ...potrebbe ottenere moltodi più ...ma fino a quando ci rinchiudiamo a fare le amministrative per pochi euro al mese ....irrigidendoci sui nostri orari d'ufficio e accettando tutto anche oltre ai nostri pricipi etici...bhe questo è un gran bel problema!

buone giornata a tutte...

[quote="stefania"]
l'assistente sociale può avre carisma sulla popolazione ...potrebbe ottenere moltodi più ...ma fino a quando ci rinchiudiamo a fare le amministrative per pochi euro al mese ....irrigidendoci sui nostri orari d'ufficio e accettando tutto anche oltre ai nostri pricipi etici...bhe questo è un gran bel problema!
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ogni a.s. deve interrogarsi sul suo ruolo all'interno del contesto in cui opera quotidianamente.

penso che ci siano 2 grandi rischi opposti: l'essere troppo sottomessi ed accondiscendenti da un lato e troppo polemici e saputelli dall'altro.

Intendo dire che ogni a.s. si manifesta per com'è al di là dei valori delle professione e si modifica nel tempo in base agli eventi che si susseguono.

se si perde lo spirito di ricerca e di cambiamento allora nascono i guai che mettono a rischio il professionista stesso (burn-out, depressioni, esaurimenti,ecc.) e anche l'utente (che poi si fa un'immagine personale di quanto gli a.s. possono essere meschini e crudeli).

che sia necessaria più supervisione?

che sia necessaria più formazione?

che sia necessario un maggio confronto tra a.s. ma anche con l'utenza?

forse un po' di tutto questo e un po' di molto altro...

l'importante però è non perdere la speranza e la passione per il lavoro che stiamo facendo :)