civilmente obbligati non più obbligati

Sezione: Anziani · Aperta il

Cari colleghi,

mi date qualche informazione rispetto a "recenti" (quali e quando) sentenze che hanno stabilito che il civilmente obbligato non è più obbligato ad integrare la retta della casa di risposo, ad esempio del genitore, qualora la rendita dell'anziano non sia sufficiente a coprirla.

Grazie 1000

l'interessato può chiedere il supporto al familiare per l'integrazione della retta (o per lui il suo amministratore di sostegno), non può farlo invece il comune.

Scusa ma non ho capito la tua risposta.. oppure mi sono spiegata male nel chiedervi informazioni.

Ho sentito questo fatto: anziana in Cdr, retta pagata quasi interamente con la sua pensione, la restante parte pagavano i figli. Un giorno uno dei figli viene a conoscenza di sentenze che hanno annullato per il civilmente obbligato l'obbligo di "integrare" la retta.

E così una parte di retta continua ad esser pagata con la pensione, la restante parte non la paga nessuno...

Ti risulta?

non ho sentito questa notizia. ne sai di più?

difficile che la casa di riposo vada in perdita: chiederà al comune di integrare la retta.

il comune non può opporsi e dovrà versare la quota mancante.

per quanto ne so io il comune può decidere di avviare la procedura per la nomina di un amministratore di sostegno che a sua volta può chiedere a nome dell'anziano al figlio di integrare la retta.

spero che altri colleghi dicano la loro: è un tema scottante!

La situazione descritta in effetti è interessante.. cercherò altre informazioni per poi condividerle.

Grazie Nazg e, vista l'ora, buona notte a tutti, domani è un nuovo giorno di lavoro

Ciao Nazg,

come promesso ho recuperato alcune informazioni rispetto alla domanda che avevo posto.

Nel link indicato qui sotto, c'è un interessante articolo con un elenco di sentenze del TAR Milano e Brescia che rimette in discussione il fatto che i civilmente obbligati devano sostenere una compartecipazione alla retta.

http://www.personaedanno.it/cms/data/articoli/013505.aspx

Mi hanno dato, ma cartacei, un paio di articoli del 2009 tratti da quotidiani di due città venete (L'Arena e la Voce di Rovigo) che riprendono le sentenze del TAR sopra indicate. Nel primo hanno scritto che i giudici del Consiglio di stato hanno respinto l'appello proposto da una municipalità lombarda contro la sentenza di primo grado emessa dal Tar.

Nel secondo fanno riferimento al Difensore civico regionale, Roberto Maria Merlo de Fornasari, che ha risposto ai quesiti posti dall'Adave (associazione difesa anziani veneti) tramite l'avvocato Maria Luisa Tezza circa i contratti delle case di risposo. Lui ha affermato che "i contratti sono illegali e si può chiedere il recesso".

Concordo quando scrivi che il tema è scottante. Aggiungerei che in parte è sommerso, tanti AS non ne sono al corrente, o meglio in secondo piano. E lo è anche perchè la normativa vigente non aiuta poichè sembra non tener in considerazione le problematiche che sono emerse. Ma di fatto le sentenze dei TAR sono sempre più numerose.

Cosa potrebbe succedere quindi se venissero meno le integrazioni sulle rette dei parenti? Lasciamo spazio alla fantasia per dare una risposta, di questi tempi credo ci sia bisogno di uscire da "vecchi" schemi per trovare soluzioni possibili o quanto meno alternative percorribili.

commento con delle riflessioni, forse anche polemiche:

1- gli enti locali hanno le mani legate e quindi andrebbero a sfacelo se i civilmente obbligati non pagassero più le rette per i propri congiunti ricoverati

2- gli enti locali potrebbero bloccare l'accesso alle case di riposo lasciando gli anziani a casa con i parenti, decidendo di inserire solo gli eventuali anziani soli?

3- cosa dobbiamo pensare di quei figli che si fanno intestare tutte le cose prima della morte del genitore così il genitore risulta percipiente solo della pensione o al massimo dell'indennità di accompagnamento?

4- se l'ente locale non può chiedere il supporto dei figli, può farlo l'interessato (anche tramite il suo amministratore di sostegno)? Negli alimenti si può includere il pagamento della retta di una struttura?

Fermo restando che poi ogni magistrato ha facoltà di interpretare le norme, il punto da analizzare credo sia nelle fonti del diritto e nella gerarchia di queste.

vedi http://www.superando.it/index.php?option=content&task=view&id=7537

E' un articolo dell'avvocato Trebeschi che aggiorna sulla questione della compartecipazione alla spesa socio sanitaria delle persone disabili gravi e anziani non autosufficienti.

La persona ricoverata deve contribuire con il suo solo reddito (mantenendo anche il 50 % del minimo vitale). Se il suo reddito non è sufficiente, deve integrare la retta il comune di residenza.

Io stessa ho scritto in proposito già nel 2009 citando le leggi e le sentenze rilevanti nel libretto CHI PAGA LA RETTA?. Ora la giurisprudenza è concorde. Autorevole una recente sentenza del Consiglio di Stato, che viene ripresa da pronunce del TAR di questi giorni (depositata l'8 giugno quella emessa dal TAR di Venezia)

Ora devono essere informati i cittadini, affinché i Comuni non continuino a chiamare i civilmente obbligati agli alimenti e affinché non paghino solo gli sprovveduti!

Ringrazio Luana per l'intervento, anche perchè mi sono resa conto che è un argomento sconosciuto a molte colleghe.

Conosco la recente sentenza del Consiglio di Stato, si può trovare un altro interessante articolo sul sito Persona e Danno scritto ad aprile di quest'anno. E conosco il libro Chi paga la retta.

Mi rendo conto che i cittadini devono esser informati e che i comuni non possono non vedere e sentire gli indirizzi legislativi ed attrezzarsi di conseguenza.

Aggiungo però un pezzo al mosaico: mentre i comuni prendono i dovuti provvedimenti con i tempi (biblici) necessari, come si devono comportare le strutture quando gli viene comunicato che la famiglia non integrerà più la retta? Si invia "semplicemente" la famiglia al servizio sociale a chiedere un contributo??

E per esser concreti, cosa accade ad una struttura se le famiglie una ad una non integrano più la retta e si crea di conseguenza un debito verso la casa di riposo che cresce mese dopo mese???