Ciao Nazg,
come promesso ho recuperato alcune informazioni rispetto alla domanda che avevo posto.
Nel link indicato qui sotto, c'è un interessante articolo con un elenco di sentenze del TAR Milano e Brescia che rimette in discussione il fatto che i civilmente obbligati devano sostenere una compartecipazione alla retta.
http://www.personaedanno.it/cms/data/articoli/013505.aspx
Mi hanno dato, ma cartacei, un paio di articoli del 2009 tratti da quotidiani di due città venete (L'Arena e la Voce di Rovigo) che riprendono le sentenze del TAR sopra indicate. Nel primo hanno scritto che i giudici del Consiglio di stato hanno respinto l'appello proposto da una municipalità lombarda contro la sentenza di primo grado emessa dal Tar.
Nel secondo fanno riferimento al Difensore civico regionale, Roberto Maria Merlo de Fornasari, che ha risposto ai quesiti posti dall'Adave (associazione difesa anziani veneti) tramite l'avvocato Maria Luisa Tezza circa i contratti delle case di risposo. Lui ha affermato che "i contratti sono illegali e si può chiedere il recesso".
Concordo quando scrivi che il tema è scottante. Aggiungerei che in parte è sommerso, tanti AS non ne sono al corrente, o meglio in secondo piano. E lo è anche perchè la normativa vigente non aiuta poichè sembra non tener in considerazione le problematiche che sono emerse. Ma di fatto le sentenze dei TAR sono sempre più numerose.
Cosa potrebbe succedere quindi se venissero meno le integrazioni sulle rette dei parenti? Lasciamo spazio alla fantasia per dare una risposta, di questi tempi credo ci sia bisogno di uscire da "vecchi" schemi per trovare soluzioni possibili o quanto meno alternative percorribili.