civilmente obbligati non più obbligati

Sezione: Anziani · Aperta il

La struttura dovrà ricevere l'integrazione dal Comune.

La lettera di revoca dell'impegno assunto al momento dell'ingresso nella RSA dovrà essere inviata alla struttura e al Comune. I rapporti economici continueranno solo tra gli stessi.

Questo in teoria, perché probabilmente la struttura continuerà a chiamare i parenti dell'assistito o il suo amministratore di sostegno e insisterà per il pagamento, pena la dimissione. E le famiglie si sentono perse e a volte soccombono. Per questo è bene che le varie associazioni e istituzioni divulghino le sentenze e facciano applicare la legge. Non si possono lasciare le famiglie sole di fronte a questo abuso! Non tutte sono coraggiose e si rivolgono alla magistratura.

Io lavoro in un comune e tra qualche giorni mi trasferirò con mobilità presso una struttura protetta..comprendo bene pertanto le problematiche legate all'integrazione della retta di ricovero...problematiche di ospiti, famiglie e casse comunali .. e il continuo penoso rimpallo causato dalla non piena e corretta informazione

leggendo i vostri interventi ho sentito "parlare" di rischio di dimissione..

E' una questione che non avevo ancora considerato.. e che sicuramente dovrò affrontare tra una decina di giorni

Gradirei alcune vostre considerazioni, esperienze...racconti sulla delicata questione delle dimissioni.

Mi immagino un ospite che non riesce a garantire più il regolare pagamento della retta: se va bene, ci si rivolge al comune di provenienza (prima del ricovero) oppure l'ospite riceve un primo sostegno dalla famiglia..Ma se questo fronte a rifiuti o posizioni rigide..da parte di comune, tenuti agli alimenti, struttura il nostro Sig X rischia davvero di essere dimesso.. :shock:

Vengono minacciate le dimissioni, ma di solito non attuate, perché le strutture e i comuni possono essere denunciati per omessa assistenza e non prestazione delle cure sanitarie cui l'assistito ha diritto! In questi giorni una struttura ha approfittato del fatto che un'anziana (il cui figlio aveva smesso di pagare) doveva fare alcvuni controlli all'ospedale per non riammetterla. Il figlio ha denunciato il fatto e il comune ha assicurato il pagamento. La signora è stata riammessa.

Dimissioni dell'ospite: anche io ho sentito nominare da qualche collega l'ipotesi di utilizzare il ricovero in ospedale per non riammettere l'ospite. Personalmente non ho ancora sentito casi in cui è accaduto, ma ciò non significa che non accada. Concordo nel rischio di farsi denunciare per abbandono di incapace, se si dimette l'anziano che è in struttura a causa della mora. E' anche vero che nei regolamenti delle strutture spesso tra le poche voci che prevedono la dimissione c'è proprio il mancato pagamento della retta.

Nonostante questo, dubito che una struttura prederà mai l'iniziativa di dimettere un anziano, ma se è vero che c'è un proverbio che dice "mai dire mai" potrebbe capitare che qualcuno decida di intraprendere un'azione così forte. Ci terranno aggiornati gli articoli dei quotidiani.

C'è chi pensa di evitare il presentarsi del problema assicurandosi che l'anziano possa davvero sostenere l'importo della retta. Ma è davvero possibile farlo? attraverso una dichiarazione? e se così non fosse qual'è l'alternativa, non accoglierlo?

Aggiungiamo al mosaico un altro tassello di cui avrete sentito parlare: sentenza del TAR in un comune del Veneto che conferma che il comune deve integrare la retta. Colleghe dei comuni cosa ne pensano le vostre amministrazioni? e come vivete voi questa situazione?