Salve, sono un assistente sociale di Roma, volevo propormi e proporvi un quesito, che mi è venuto lavorando e seguendo la mailing list ASIT, in particolare avendo del colloqui con il prof. Colaianni:
" Come dimostrare la scientificità del mio lavoro di assistente sociale nel quaotidiano? In particolare un esempio:
lavoro come assistente sociale in un centro di riabilitazione e per ogni utente che seguo ho delle riunioni con altri professionisti ( fisioterapista, psicologo, neurologo, fisiatra, logopedista) con i quali sono chiamato a concordare un progetto di riabilitazione globale, e quindi ad integrare gli obbiettivi del servizio sociale con quelli degli altri professionisti concordandoli con il paziente /utente. Periodicamente abbiamo equipe di verifica sugli obbiettivi per ciascun professionista e alla fine verbalizziamo
Come dimostrare ai colleghi di altre professionalità appunto ( fisioterapista, psicologo, fisiatra ecc.) che il mio lavoro di servizio sociale in questo centro ha caratteristiche di scientificità? Perchè è scientifico? Qualcuno potrebbe obbiettarmi che lavoro solo con il buon senso, come dimostrargli il carattere di scientificità su "caso" concreto che sto seguendo? ( es. seguo un signore di 53 anni che ha avuto un ictus e viene al centro per fare fisioterapia. Il responsabile medico ha chiesto il mio inserimento nel progetto perchè individua dei problemi di tipo sociale nel nucleo del paziente, cosa che riscontro anche io nella visita domiciliare e nei primi colloqui di conoscenza ecc. - ognuno sviluppi il seguito con fantasia e creatività...) Se si vuole fare un esempio di un "caso" ( eliminando dati sensibili veri e fare riferimento al modello teorico e applicativo del proprio lavoro ecc.
aspetto vostre grazie
ciao
furio
( [email rimossa])