Cara Mara,
la tua contrapposizione servizio sociale - elettronica mi ricorda che io, prima di essere un assistente sociale, sono stato un tecnico elettronico.
In tutta verità: l'essere stato nel campo "tecnico" mi aiuta ancor oggi nel servizio sociale. Insomma, 1+1=2 vale pure nel servizio sociale, credimi.
Anzi, la debolezza scientifica del servizio sociale è stato proprio questa: 1+1 poteva essere pure 3 o 5, ....il problema è che spesso dopo il segno uguale gli assistenti sociali non scrivevano mai niente (al di là delle chiacchiere).
Cosa voglio dire? La scientificità non è la "teoria" ed il servizio sociale non è la "pratica". Nè può essere il servizio sociale (come mi pare che tu sostenga) una fantasia, un'arte, un esercizio dell'intuito (per quanti alcuni ricercatori pure lo sostengano......).
Aiutare significa farlo con metodo, occorre conoscere i fenomeni su cui si interviene, .......gli stessi nostri interventi hanno senso se sono efficaci rispetto a quanto prima posto,......ma se prima non pongo alcunchè, è un "fare per fare". Alla lunga lavorare così vi manda in burn-out.
Il servizio sociale è scientifico, se cioè realizza quanto prima ipotizzato, nè più e nè meno come l'elettronica.
Certo che però il nostro campo è più complesso dell'elettronica. Complesso però non vuol dire "nebuloso": a maggior ragione, nel nostro campo, contenuti e metodi devono essere ben chiari ed orientati all'obiettivo.
Se -concludo- un tecnico elettronico è bravo se alla fine le macchine funzionano, allo stesso modo un assistente sociale è bravo se le persone per cui lavora stanno meglio. Questa è la scientificità.
Se manca ciò, manca non solo scientificità, ma "senso", l'aiuto diventa un gioco, un modo per "mantenere la disuguaglianza sociale", qualcosa che è bene che sparisca, a mio parere.
Ugo