Buongiorno Roberto Emilio, io non credo che esista una risposta univoca ma che ognuno debba trovare la SUA soluzione. Se io avessi ascoltato, a suo tempo, tutta una serie di affermazioni circa la professione, non avrei seguito questa strada. Devo dire che non solo la totalitá delle persone comuni, ma anche una quasi totalitá di a.s. mi sconsigliavano. Ma a 20 anni si vuole fare di testa propria e soprattutto si é mossi da una serie di motivazioni particolari; ad esempio, per me non rappresentava un problema la scarsa tutela professionale. lo scarso stipendio, le alte responsabilitá. A 37 anni invece nel mio caso hanno avuto un grosso peso. Quello che posso dirti é che gestire i problemi altrui senza farsi sopraffare non é facile, anche perché nel servizio sociale arrivano a bomba, uno dopo l'altro, e quasi sempre nell'isolamento del professionista, senza equipe e senza supporto. Ma non é quello secondo me il problema principale perché si puó affinare questa nostra capacitá. Perché no, ben venga una terapia. Io nel corso degli anni ho maturato l'idea che l'a.s., come lo psicologo, non dovrebbe aiutare gli altri senza prima aver fatto un percorso personale serio. Anche perché l'a.s. italiano si trova spesso in un contesto assolutamente scisso mentalmente, dove un giorno gli chiedono di organizazare il trasloco dell'ufficio, il giorno dopo di gestire da solo una madre affetta da sindrome di Münchausen. Non esiste (quasi mai) un ruolo di tutorship che di solito esiste nelle professioni piú protette (addirittura fra gli educatori), relativo al fatto che l'ultimo arrivato (magari 24 enne appena laureato e con nessuna esperienza) sia affiancato almeno in parte da un collega piú esperto che "gli insegni". Insomma, nella medicina c'e' il primario, l'aiuto primario, e lo specializzando é vero che tiene a bada il reparto da solo, peró sa che il capo é reperibile e arriva, non si mette certo a fare da solo la prima operazione a cuore aperto... Ecco, invece nel nostro settore, almeno per quella che é stata la mia esperienza di 12 anni in un Comune, ai colleghi piú esperti scatta uno strano meccanismo per cui ti dicono che "hai la patente" e chi ha la patente "puó fare il giro dell'isolato ma anche guidare da Roma a Milano da solo". Con tutto il rispetto, tutti sanno che questo non é vero, che, a parte alcune persone dotate nella guida, tutti abbiamo chiesto a nostro padre, fratello o amico di accompagnarci almeno la prima volta che abbiamo guidato da Roma a Milano (e magari anche qualche altra volta dopo...). Questo é anche legittimo se si considera che non esiste questa graduazione di ruoli con relative responsabilitá (es. dopo 10 anni puoi diventare coordinatore e guadagnare un tantino di piú...). insomma tante volte questi colleghi hanno detto: avete ragione voi giovani che avete bisogno, ma io per insegnarvi non guadagno nulla di piú,anzi devo fare lo stesso lavoro e in piú aiutare voi, diverso sarebbe se avessi un'indennitá da coordinatore e/o uno sgravio del carico di lavoro. Insomma, il problema fondamentale é che, in fondo, sono gli enti e soprattutto il nostro inquadramento professionale a essere del tutto disfunzionale.
La domanda alla fine é (e credo che sia velatamente anche la tua). Ma ne vale la pena? vale la pena pagarmi una terapia (che non costa poco) per lo stipendio che prendo e tutti gli annessi e connessi?
Questa é una valutazione che ognuno deve fare personalmente. E per mia esperienza la valutazione cambia a seconda dell'etá e della condizione familiare. Nel tuo caso, ad esempio, mi verrebbe da chiederti se hai giá un lavoro, se ti piace o meno... Tentare la strada del servizio sociale puoi tentarla, forse quello che potresti fare é un'analisi delle tue competenze in relazione all'attuale mercato del lavoro per capire dove é meglio buttarsi (oggettivamente ci sono contesti un pó piú tutelanti, un pizzichino meno schizzati... io a cuore aperto ti direi di tenerti alla larga dal settore enti locali, ma questa é la mia idea!!).
In ogni caso, se vuoi scambiare due chiacchiere senza impegno e senza che io ti dia "consigli", puoi scrivermi: [email rimossa]