Cari colleghi, lavoro ormai da 10 anni come assistente sociale nei Comuni, e da anni cerco di combattere l' ingerenza politica nel nostro lavoro...Ma non è facile..In particolar modo, parlo del' ingerenza degli amministratori rispetto a quelli che, in alcune realtà vengono definiti " inserimenti lavorativi, in altre "attività di utilità sociale", in altre ancora " attività volontarie", ovvero inserimenti di persone in situazione di disagio in attività appunto socialmente utili, dietro la corresponsione di un contributo economico. Per queste persone dovrebbero essere fatti dei " progetti individualizzati" di recupero, di reinserimento sociale, dove il fine è quello di portarli ad un percorso di autonomia e non ad una dipendenza dall' ente; il fatto è che, invece, gli amministratori vedono spesso questi inserimenti come "tappabuchi" di carenza nel personale, che sia per far pulire le strade o per pitturare le pareti della scuola, o per tagliare le erbacce nei giardini e nei parchi....con la pretese che gli utenti svolgano un certo numero di ore di lavoro al giorno, giustifichino e recuperino eventuali assenze...e con il fatto che spesso gli inserimenti vengono fatti spesso ad hoc...Insomma, mi chiedo dove vada a finire la nostra professionalità, tutte le belle parole come progetto personalizzato..e la nostra autonomia tecnico professionale...
Cosa ne pensate?