abolizione dell'ordine???

Sezione: Riforma degli Ordini Professionali · Aperta il

Ho letto anche io questo documento e quello che mi inquieta è la sorte di quelli che hanno studiato per la triennale convinti di potersi iscrivere all'ordine dopo aver superato l'esame di stato e che non potranno più farlo. Il documento è chiaro a riguardo: chi è dentro è dentro e tutti gli AS (albo B) e ASS (ALBO A) saranno iscritti all'albo unico degli AS.

Ma per chi è fuori non ci sarà altra possibilità di iscriversi all'albo (e quindi esercitare come AS) se non completando i due anni mancanti... Praticamente questa sessione dell'esame di stato e forse le due del prossimo anno potrebbero essere le ultime ad accogliere i triennalisti.

La riforma degli ordini dovrà avvenire entro 12 mesi quindi entro il prossimo autunno. Staremo a vedere, ma nel dubbio consiglierei a tutti i triennalisti che ancora non hanno fatto l'esame di stato di sbrigarsi (me compresa, lo darò la prossima settimana e speriamo bene!).

uno dei tanti motivi cui la ns. professione è così tanto sottovalutata e non capita è anche questo fatto dei tre anni x l'abilitazione. tutte le professioni soggette ad abilitazione prevedono un passaggio universitario completo, quindi quinquennale o addirittura dopo il tirocinio, e non vedo perchè noi dobbiamo avere l'abilitazione dopo i tre anni. Per carità non voglio sputare sul piatto dove mangio (visto che mi sono abilitata a 22 anni ed ho subito iniziato a lavorare e di questo posso solo essere grata al sistema vigente), ma sono comunque d'accordo ad una maggiore professionalizzazione ed acquisizione di competenze x esercitare la professione, tale da giustificare i 5 anni di studio, al pari di tutte le altre professioni.

E speriamo che qualcuno inizi a considerarci come reali PROFESSIONISTI, e non come Assistenti geriatrici, assistenti familiari, previdenza sociale, l' assistenza in senso lato e quant'altro ho sentito appellarmi in questi ultimi anni. :lol:

Siamo d'accordo sul fatto che due anni in più di studio sono comunque utili a garantire maggiore professionalità, ma credo che questo da solo non farà cambiare agli altri l'opinione sulla professione se per primi gli AS non la smettono di considerarsi meno degli altri. In fondo ci sono molte lauree triennali che formano professionisti (nel campo sanitario ad esempio) e non credo che siano meno preparati degli altri che hanno studiato più anni, ma solo che abbiano competenze e funzioni diverse, tutto qui.

In sé il numero di anni di università conta solo parzialmente sulla professionalità, secondo me. Quello che può fare la differenza è la qualità dell'insegnamento impartito.

Magari mi sbaglio, ma mi pare che l'attuale laurea magistrale in servizio sociale non sia molto professionalizzante, ma serva da "parcheggio" in attesa di trovare lavoro o da titolo per fare carriera o accedere a un dottorato. E sempre meno persone la fanno e piuttosto scelgono una magistrale in scienze politiche, sociologia e educazione. Un motivo ci sarà.

Spero che con la riforma dell'ordine e che con la nuova laurea in servizio sociale a ciclo unico quinquiennale la formazione sarà organizzata meglio, mettendo al centro il professionista da formare e non le necessità dell'università, come mi capita spesso di vedere.

salve.sono un nuovo utente,la proposta di riordino della professione e sconvolgente,come ho sottolineato nel post(primi messaggi)andrà a scapito di quei laureandi e laureati triennali che convinti dopo anni di studio di poter poi(dopo esame di stato)esercitare la professione si troveranno invece con una laurea che non servirà a niente,tutta colpa di un consiglio nazionale che allunga i tempi di studio(che non tutti si possono permettere)alimentando solo disoccupazione tra i giovani perchè entreranno molto più tardi nel mercato del lavoro,andando contro direttive europee circa l'omogeneizzazione dell'istruzione superiore etc!!!!

per ben capire il mio pensiero basta appunto leggere il post LAUREA QUINQUENNALE A CICLO UNICO!

Un'ulteriore domanda per chi di voi ha letto la proposta di legge ed ha capito bene il meccanismo: chi si è abilitato per l'albo B, e si è poi laureato anche nella specialistica, se passa questa riforma, dovrà sostenere un altro esame di stato per l'albo A (come si fa ora), oppure ha già tutti i requisiti per lavorare come assistente sociale?

La situazione mi riguarda da vicino: sto sostenendo in questi giorni l'esame di stato albo B e mi sono già iscritta alla specialistica. Se passasse la riforma, una volta laureata alla specialistica, che dovrei fare?

se passasse questa assurda riforma, non ci sarebbe più alcuna distizione tra laureati triennali e magistrali,che tu sia abilitato nelle sez b o nella sez a non fa differenza,si verrebbe iscritti nell'albo unico,cio(altro punto dolente della riforma)andrebbe a scapito di coloro che han studiato 2 anni in più!!!

la proposta di riordino della professione fatta dal consiglio nazionale degli A S,tra i diversi punti vi è anche quello di istituire la laurea quinquennale a ciclo unico che sarà l'unico titolo per sostenere l'esame di stato ed esercitare! tutto questo si ripercuoterà su coloro che studian o hanno studiato nella triennale(pensando che subito dopo avrebbero potuto lavorare)ma non sarà così!

come ho già detto,mobilitiamoci scrivendo mail di protesta sia al consiglio nazionale che a quelli regionali.

è abbastanza chiaro..chi è dentro rimane dentro quindi se tu ti iscrivi ora all'albo b qunado prenderai la laurea completa rimarrai nell'albo unico... :lol:

[quote="Mac"]Un'ulteriore domanda per chi di voi ha letto la proposta di legge ed ha capito bene il meccanismo: chi si è abilitato per l'albo B, e si è poi laureato anche nella specialistica, se passa questa riforma, dovrà sostenere un altro esame di stato per l'albo A (come si fa ora), oppure ha già tutti i requisiti per lavorare come assistente sociale?
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Succederebbe che (volendolo) potresti anche terminare qui i tuoi studi, nel senso che l'abilitazione per l'albo B sarebbe sufficiente per essere immessa poi nell'albo unico eventuale e probabile.