Scusate se mi intrometto tra voi studenti……
Io credo che l’interesse sia legittimo da parte dello studente che vuol fare la tesi sul tema. Consiglierei però di sottoporre al relatore un indice ed un’ipotesi. E' pure una questione di metodo!
Francamente non capisco la diatriba “psicologico-sociale”. Che vuol dire?
Io, per esempio, ho fatto la tesi di laurea in psicologia per diventare dottore magistrale in servizio sociale. Che problema c’è a fare una tesi in psicologia?
Ne’ capisco questa separatezza: gli studenti in psicologia fatto le tesi in psicologia e quelli in servizio sociale in servizio sociale? Mi sembra un vomitarsi addosso le parole. Non siamo più nel medioevo!
La questione è poi capire, nella pedopornografia, quanto è sociale e quanto è psicologico. Scusate, io non capisco. Che vuol dire?
Inviterei ad andare nei contenuti della ricerca, è lì che si capisce cosa indagare, e non “se spetta o meno allo studente indagare”.
In ciò il relatore non è di aiuto, pare, inviterei quindi a cambiarlo: se non dà lui chiarezze, siamo fritti.
Dietro tutto, mi pare, aleggia il solito complesso di inferiorità dell’assistente sociale nei confronti dello psicologo.
Siccome la psicologia è roba per psicologi, siamo noi che definiamo cosa è l’aiuto nella prevenzione della pedopornografia. Siamo noi che ci definiamo sulle competenze, non sono gli psicologi che ci devono dire cosa è il “sociale”. Secondo loro il "sociale" è quello che "non è psicologico" ....
Forse il problema è che il relatore è psicologo (scommettiamo?)….. tutto qua!
La tesi è uno sforzo non da poco, in cui l'attore è lo studente. Se egli ha un interesse, è su questo che si procede, non su quello del professore....