Ciao, io voglio ancora intervenire perché anche se il problema non mi riguarda piuú da vicino, peró credo che per la figura dell'assistente sociale ci siano delle chances che non vengono colte appieno. Allora, per quanto riguarda la progettazione, esistono fondi europei piuttosto ricchi previa presentazione di progetti. Il problema é che imaparare a fare questi progetti non é facile. Non é, per intendersi, come presentare i progetti per la Regione. Adesso non so quanti di voi ne sanno qualcosa, ma io, lavorando in Comune, ho collaborato alla stesura dei progetti per chiedere finanziamenti alla Regione ed erano abbastanza una farsa. Per me, lo dico, fu molto interessante ed ebbi occasione di imparare cose nuove e diverse dal "casework"; non si tratta di burocrazia ma di presentare contenuti tecnici che giustifichino l'erogazione dei soldi da parte della Regione. Peró, é tutto abbastanza automatico e il contenuto di questi progetti é abbastanza standard e diciamo non viene tanto "guardato". INvece, i fondi europei non vengono erogati se non si presenta un progetto coi fiocchi. Ci sono soldi europei che non vengono erogati perché nessuno presenta i progetti, e a me dissero che ci vorrebbe quasi una persona che si dedica solo a quello in un Comune di medie dimensioni. Dunque, esistono corsi per imparare a fare questi progetti (e poi penso che sia imprescindibile una buon livello di inglese almeno scritto, diciamo un B2 del marco europeo). Se un giovane a.s. vuole imparare qualcosa di interessante e diverso, potrebbe vedere se nel Comune o nelle cooperative della zona puó fare uno stage finalizzato alla progettazione. Potrebbe anche nascere l'opportunitá di lavorare, dopo, previa frequenza di un corso sulla progettazione europea. Una collega che fa formazione anche in questo senso é Sabrina Banzato di Pesaro, che credo gestisca l'agenzia Socialnet (perché una volta pensammo di farle inserire un modulo sui progetti europei in un corso che ci tenne, ma proprio lei mi disse che era molto complesso da buttare lá a un gruppo eterogeneo di a.s.). Poi, esistono interessanti master in fund-raising ovvero come raccattare fondi (in generale). Sembrerá strano ma non lo é nemmeno tanto: oggi si cercano "cacciatori di soldi" e servono delle competenze tecniche non da poco. Una mia amica psicologa sta facendo uno di questi corsi alla bella etá di circa 60 anni, credo. Si occupa di psicologia di comunitá ma non solo, visto che ci fece anche delle supervisioni su un progetto di supporto alla genitorialitá. Una agenzia che offre corsi buoni in questo senso é la "Martini Associati" di Lucca, sono psicologi di comunitá e sono abituati a interagire con il servizio sociale. Fanno corsi in giro per l'Italia.
Per vostra info, l'indirizzo di psicologia di comunitá sta andando a morire. Nel vecchio ordinamento c'era "psicologia clinica e di comunitá", quando mi iscrissi io a Firenze c'era psicologia clinica (e poi generale e sperimentale; educazione; sociale). In Spagna dove studio io, c'e' clinica, sociale, lavoro ed educazione. Lo dico perché quando mi iscrissi ero solleticata dallo scegliere l'indirizzo di comunitá, essendomi sempre occupata anche di lavoro di rete e comunitá. Ma non c'era.... Quando chiesi perché, mi risposero che in realtá é una cosa tipica degli assistenti sociali.... dunque perché lasciare anche questo agli psicologi???
Altre cose: alcuni Comuni hanno progetti specifici (io seguivo un Progetto Nomadi, molti a.s. storcevano la bocca al pensiero ma é stata una delle cose piú gratificanti che ho fatto nella mia carriera: non seguivo solo i casi, ma coordinavo gli educatori e facevo counseling alle scuole). Fare il servizio civile dentro uno di questi progetti potrebbe farci conoscere e magari inserirsi come operatore domiciliare. Nell'ambito di certe problematiche, quali nomadi, stranieri... non si cerca tanto il "titolo" quanto la capacitá dell'operatore di essere empatico, non giudicare, saper stringere un buon rapporto con le famiglie ma saper anche mantenere le distanze senza farsi invischiare. E queste capacitá ce l'ha anche l'a.s....