Monica mi si è stretto il cuore. queste situazioni che hai riportato ci sono utilissime per conoscere il sociale sopratutto a noi che iniziamo. hai tutta la mia solidarietà ed è purtroppo una situazione comunissima, ho conosciuto medici, psicologi, educatori che veramente sono entrati in serio burnout.
ho delle bruttissime esperienze a riguardo.
io sono molto in linea con il tuo discorso" ...il lavoro nel pubblico non deve essere una condanna a morte, cambiare si può!
questo sfascio completo del welfare italiano e la rabbia e la delusione forte che queste generazioni stanno sentendo sono la testimonianza più concreta che non ne possiamo più. io uso una metafora per dare ottimismo.
è come quell'adolescente che incazzato coi suoi genitori, senza sapere nè come nè il perchè semplicemente però si stufa e mette in discussione tutto: ci serve questa fase per diventare degli adulti.
ci serve questa fase per diventare consapevoli e adulti.
fase rischiosa certo, il disorientamento può dar luogo ad un totale e permamente smarrimento, ma questo è necessario per ritrovarsi.
il berlusconismo è stato ed è semplicemente lo specchio di un collettivo e di una popolazione immatura. il nostro collettivo in realtà agisce il berlusconismo o l'ipocrisia del dalemismo cattocomunista che c'è invece dal 1950 quotidianamente, considerato che entrambi in realtà hanno sostenuto o sostengono il sistema politica italiano, che è in crisi. e non è un caso se vengono da fuori a governarci.
anche qui a parer mio comunque è tutto necessario. quando prendiamo coscienza individualmente che noi abbiamo creato certi mostri sociali e del fatto che forse è ora di cambiare la nostra quotidianietà, il riflesso che produrremo sarà automatico. non è un caso se oggi c'è rabbia e delusione, e le persone stanno sempre più male e crescono voci politiche che usano questo malessere, con slogan e concerti. davvero la commedia politica preelettorale è un insulto quotidiano all'individuo.
io punterei il dito anche contro gli ordini comunque. anche loro specchio di una professione al lastrico perchè non è questione di lamentarsi, è questione che bisogna rimboccarsi le maniche tutti, in primis noi richiamando chi governa la professione.
poi sono d'accordo con te perchè dico che si dovrebbe anche imparare a leggere cosa il pubblico può fare, e con questo intendo comprendere la dinamica l lavoro coi progetti e finanziamenti che dovrebbe crescere crescere crescere come competenza di base.
tutti gli assistenti sociali per staccarsi dal pubblico ma al contempo utilizzando il suo carattere di democraticità a parer mio insostituibile( che il servizio sociale privato non può offrire da solo) occorre sposare una via di mezzo.
lavorare sul territorio.
il welfare locale è il welfare dei progetti. non è il welfare del comune. guardate questo progetto.
http://www.catch-22.org.uk/About-Us
prende un tema: microcriminalità giovanile. prepara un megaprogetto e una serie di piccoli progetti,e comincia a mettere radici sul territorio conivolgendo insegnanti, scuole, educativa di strada, psicologi, giudici tribubali polizia politici locali associazioni.
c'è tanto da studiare una laurea è solo il primo passo.io se tornerò un giorno in italia magari, lavorerò per costruire uno studio associato multidisciplinare con focus sullo sviluppo locale.bisogna unirsi fra di noi lavorare anche gratis ma investire su nuove strade.
il nostro ruolo e che siamo noi a dover usare la politica e i fondi per i nostri utenti, non la politica e lo stato ad usare noi per i porci comodi del suo rullo compressore.
poi volevo solo dire anche a coloro che hanno esperienze di sofferenza professionale...ci sono tanti percorsi di sviluppo personale che si possono intraprendere. percorsi di crescita personale/spirituale anche terapie sono strade che in quest'epoca ci aiutano davvero a potenziare la consapevolezza del nostro potenziale e creare opportunità umane/professionali. ma anche ad intraprendere il proprio percorso personale. non si può pensare sempre e solo di agire all'esterno. bisogna agire con noi stessi e vi assicuro che sono esperienze che ci insegnano davvero ad imparare dalle esperienze.