Certo, la comunicazione persuasiva è studiata nel marketing, e serve per "vendere". Ma noi, in fin dei conti, non cerchiamo di "comprare"? Cosa compriamo? L'attenzione dell'altro, il suo assenso, la sua collaborazione, la sua condivisione di una nostra lettura del suo problema.
Restiamo nel marketing: c'è il venditore che "recita la parte" solo per vendere, c'è però quello "genuino", che lo fa perchè è così. Dove sta la differenza? L'interlocutore lo capisce, se noi siamo genuini o se facciamo finta.
Quindi si tratta di un'arte, o la si sa praticare, o è meglio astenersi.
Però è un'arma strategica: non avete idee di quante barriere (emotive) ho abbattuto facendo ridere la gente. A me viene facile: è che la battuta va contestualizzata, va calibrata sul soggetto, va pensata sull'efficacia, ....insomma dev'essere azzeccata.
Poi dipende: se l'interlocutore è permnaloso, è meglio astenersi. Però pure fare ironia su noi stessi con l'utente ci presenta come "esseri umani".....