mah, io credo che si stiano facendo delle approssimazioni..tornerei all’abc. Termini come categorizzazioni approccio scientifico, vogliono dire tutto e niente.
secondo me occorre fare delle distinzioni.
Una cosa è la teoria una cosa è la ricerca con cui si ritorna o si crea un nuova teoria.
Il termine teoria, è usato in tantissimi contesti, ma in realtà si riferisce sempre ed unicamente ad una spiegazione di una percezione operata con metodi quantitativi o qualitativi, di regolarità, percepite, in un tempo e in uno spazio, cioè secondo le categorie kantiane in cui si muove l’intelletto e le facoltà percettive.
all'interno della teoria distinguamo grandi teorie, che si riferiscono a sistemi e medie o piccole teorie, (teorie a medio raggio di Merton) che operano ad un livello di astrazione totalmente differente.
Per alcune realtà il livello di osservazione delle regolarità è talmente elevato per cui è difficile operare delle astrazioni o spiegazioni di regolarità in quanto si parla di sistemi o regolarità complesse (è il caso della sociologia quando si parla per esempio di marxismo o socialdemocrazia, ma anche in parte del servizio sociale o anche le teorie della personalità se vogliamo.
Ci sono teorie a medio o piccolo raggio, inquadrate all’interno delle grandi teorie e che operano su livelli di ricerca minori. Questo è il primo punto di separazione importante.
Altra cosa quando si studia e che bisogna fare considerazioni epistemologiche. Cioè la natura della conoscenza e qui che si dibattono questioni come credenza, teoria, approccio, verità/falsità.
Per capire da dove tutto nasce occore una preparazione filosofica in logica e filosofia della scienza, perchè la psicologia, la sociologia e il moderno servizio sociale, sono tutte aree sviluppate successivamente dalla divisione tra scienze naturali e scienze sociali.
Un errore che leggo su è pensare che le teorie delle scienze sociali che non si muovono sull’epistemologia positivista, non sono scientifiche.
è un errore abbastanza macroscopico, con tutto rispetto, trattare il positivismo come sinonimo di scienza e scientifico.
I filosofi della scienza si sono mossi già dagli anni 60 da chi tratta la scienza solo in termini positivisti, proprio perchè il positivismo non spiega la complessità della realtà e di questo la psicologia ne è conscia.
Il realismo per esempio, è un altra posizione filosofica che pone problematiche sulla realtà e su come lo scienziato la costruisce.
Poi si inserisce anche l’intepretazionismo contrapponendosi al positivismo che separa lo studio degli individui umani che studiano individui gruppi e strutture da coloro che operano con approccio positivista. La complessità dell’azione degli individui e della societa ha fatto nascere una varietà di ulteriori approcci scientifici antipopperiani, che rientrano nella "fenomologia" ambito scientifico aperto alla percezione della realtà antipositivista.
Poi c’è un altro livello che è quello ontologico. Cioè la realtà che studio è esterna all’occhio del ricercatore professionista o l’occhio del professionista/scienziato la costruisce a sua volta?
Cioè io faccio ricerca e osservo fatti in maniera oggettiva o osservo partecipo e costruisco (costruzionismo in sociologia per esempio) la realtà? Qui l’ulteriore salto nella filosofia della scienza, è il postmodernismo per cui la conoscenza è indeterminazione della realtà e quindi richiede nuove sensibilità nuovi occhi diciamo, per cui oggi si fanno "letture" non osservazioni o interpretazioni..e oggi le scienze sociali sono scientifiche in quando agiscono su materiale indefinibile.
Chi fa studiare scienze sociali dovrebbe quantomeno chiarire che studiare in modo positista non è l'unica via.
Da qui arriva la crisi del paradigma medico che spessp opera su un approccio vecchio, cioè positivista popperiano e spiega la grande problematicità della professione pratica dello psicologo/psicoterapeuta dallo psicologo ricercatore per esempio.
Cosi come dal medico professionista, dal medico che fa ricerca in laboratorio. Contesti spaziotemporali diversi per cui uno ha la pretesa di essere oggettivo l’altro soggettivo ma entrambi sono dichiaratamente scientifici.
Le scienze cosidette del servizio sociale lavorano su un campo ulteriormente di sintesi perchè partono o anche no da teorie sistemiche e le applicano ad una progettualità pratica soggettiva.. unisce la psiche al sociale e costruisce e allo stesso tempo osserva..indaga e mette in pratico..
il motivo per cui si soffre di schizofrenia e se questo “disturbo” avviene in un certa area del territorio o all’interno di una particolare classe sociale.. e come intervenire...tutto ciò rende ulteriormente complicato o forse l’esatto opposto perchè c’è un’azione contestuale pratica che cozza o favorisce una valutazione della teoria..più pratica si può dire..