BISOGNI FORMATIVI EMERGENTI

Sezione: Formazione professionale permanente · Aperta il

A mio avviso un ambito in cui essere presenti con più incisività è quello dela bioetica.

Un tema complesso, dalla IVG, alle staminali, ai PACS, al testamento biologico, all'eutanasia.

Per muoversi con agio in queste tematiche bisogna visitare e rafforzare le proprie competenze, o eventualmente acquisirne, di servizio sociale innanzitutto, poi di diritto, politiche sociali, antropologia, filosofia, medicina, teologia.

Si tratta di tutelare i diritti di persone, in particolari momenti della vita, deboli e quindi poco tutelati.

francamente mi trovo in difficoltà a rispondere a questo quesito..ho finito gli esami di servizio e di questa roba non se n'è mai parlato!!!!figurarsi che fino all'anno scorso non si parlava in nessun corso neanche di 328/00 (infatti è grazie all'as del I tirocinio se so cos'è), ora invece la inseriscono in tutte le salse, con dispense volanti che spesso si contraddicono l'un l'altra e che non hanno nè capo nè coda perchè sono estratti di un libro, di un capitolo, di una rivista!!

questo per dire che all'università, almeno la mia, c'è la sociologizzazione dei corsi di servizio ma d'altra parte c'è pochissimo diritto (distribuito peraltro malissimo) e oltretutto non si parla assolutamente dei servizi, delle risorse, e neanche di tutta quell'interessantissima lista!!

spero vivamente che i programmi siano cambiati e che cambino perchè non sapere cos'è un sert o non sapere dove sta di casa la mediazione (a meno che non ne fai esperienza con il tirocinio perchè la tua as è fissata) beh, è abbastanza grave.

e cmq rimane sempre una formazione molto generica, poco orientata al lato pratico, che non prepara neanche al momento del tirocinio (figurarsi per il dopo) dal quale usciamo comunque con un esperienza x così dire settoriale, specifica del servizio presso cui si fa!!

e così non vaa!!

quindi io avrei selezionato tutte le opzioni, perchè ho bisogno di approfondirle tutte (alcune prorpio di consocerle..)..peccato si possa fare un'unica scelta :wink:

oltre i punti indicati da Hunter ed Ugo io credo che la nostra formazione dovrebbe anche tenere in considerazione le innovazioni della nostra professione, esempio la libera professione, argomento del tutto tabù all'interno dei corsi di laurea..oltre anche alla generalità con cui vengono affrontati tutti gli argomenti inerenti alla nostra professione, e chi è veramente interessato deve informarsi da sè. viene data troppa importanta alle materie di contorno (sociologia e diritti), per carità importanti. ho fatto da poco gli esami per l'abilitazione professionale e devo dire che ho dovuto far riferimento a testi mai utilizzati nel corso dei tre anni di università! ci sarebbe proprio da modificare questi corsi di laurea che sono più orientati a sistemare le cattedre che a dare maggior importanza a materie che sono poi più inerenti alla professione!

Giustissimo Carmen!!!!

Io direi di approfondire materie cliniche......anche perchè ci si ritrova a lavorare con la disabilità, malattie mentali, disturbi dell'apprendimento....per cui è necessario conoscere quest'aspetto per orientare l'intervento.....non sapere assolutamente nulla di ciò equivale a danneggiare il cliente!!!!

...e poi....anche un pò di procedura.....cioè come si scrive una relazione...le cose importanti contenute nella stessa.....come si utilizzano questionari...cartelle sociale e quant'altro!!!!

insomma non si possono passare i tre anni e gli altri 2 a sentirsi ripetere le solite cose sulla 328 dette in maniera diversa per renderle appetibili!!!!!!

Sono molto contenta che si sia rispolverato questo post!

Nel corso dell'università sarebbe utile, secondo me, fare dei laboratori (magari invitando degli esperti nel settore a presenziare) per affrontare/studiare/sviscerare con metodo i casi pratici.

Questo sarebbe utile anche per affrontare l'esame di stato.

D'accordo con Carmen quando dice che i programmi sono fatti più per sitemare le cattedre che per formare AS ( ho avuto negli anni molte volte questa impressione)

Nella mia Uni si faceva moltissima sociologia e poche materie professionalizzanti.

Abbiamo svolto molto bene il lavoro di rete e di comunità ( sui quali sono preparatissima) poichè alcuni ricercatori e professori sociologhi del nostro ateneo sono molto preparati sulle reti sociali.

Per carità, le reti sono importantissime, ma mi manca,e sono abilitata da luglio, il lavoro sul caso, che abbiamo trattato nell'unico esame di metodi e tecniche, dove però ci siamo per altro incentrati sulla tutela minorile e tralasciato altri ambiti quali adulti, malattia mentale, tossicodipendenze, anziani ( e le maggiori possiiblità di lavoro sono almeno qui in toscana nel settore anziani).

Altro tema che abbiamo fatto molto bene è quello dell'esclusione sociale, ma sempre dal punto di vista sociologico: cause, motivazioni, problemi, diffusione nella nostra società e MAI interventi da attuarsi nei casi di esclusione sociale.

Per fortuna ho fatto un ottimo tirocinio ben organizzato dove eravamo in costante supervisione dell'università e il responsabile dei servizi e i nostri tutor ci hanno insegnato ( a noi tirocinanti)molte cose.

MI spiace non aver potuto leggere tutti i contributi..sicuramente tutti meritevoli di attenzione.. Bel sondaggio Marianna!

Io mi trovo perfettamente in linea con le idee di Ugo..(pari pari direi..!!) ! Comunque secondo me sarebbero urgenti approfondimenti su: deontologia professionale (soprattutto per quanto attiene all'autonomia tecnico-professionale).

:evil: Ma prima di fare tutte queste belle cosine per evitare di sfornare laureati che poi non saranno in grado di supere gli esami di stato e i grandi "esami" da affrontare con i cittadini.. urge l'istituzione del settore scientifico tecnico-disciplinare..! Perchè non è possibile che nel 2010 le materie di servizio sociale siano inserite ancora nel settore "SOCIOLOGIA"..! Per andare avanti quindi bisogna, a mio avviso, fare un passo indietro..! Altrimenti he facciamo?? Ci illudiamo di progredire.. Si certo sulla carta..! E poi? Questa è la necessità primaria secondo me..! Devono "dare a Cesare quel che è di Cesare": nelle università non abbiamo bisogno di Sociologi che insegninole nostre discipline..ABBIAMO BISOGNO DI ASSISTENTI SOCIALI..!!! Solo così si può evitare di fare le "stragi" bocciando agli esami di stato (come ho letto in qualche post prima)..!

Grazie per l'attenzione! :mrgreen:

C.M.

[quote="Kristal"]nelle università non abbiamo bisogno di Sociologi che insegninole nostre discipline..ABBIAMO BISOGNO DI ASSISTENTI SOCIALI..!!! Solo così si può evitare di fare le "stragi" bocciando agli esami di stato [/quote]

Forse abbiamo bisogno sia degli ass.soc., sia dei sociologi, come abbiamo bisogno dei giuristi e degli altri docenti, per acquisire una professionalità completa.

Sarebbe bellissimo se riuscissimo a valorizzare la professione nel contesto formativo dell'università perchè potremmo creare un migliore rapporto tra teoria e prassi.

...ovvero sarebbe bene che i docenti di servizio sociale fossero anche assistenti sociali in prima linea con l'utenza per non perdere quello che di importante ci viene trasmesso dalla pratica professionale...

Marianna ma io non volevo assolutamente intendere che non servono i sociologi.. CI MANCHEREBBE..! Ho scritto solo che è deleterio per la professione che la conoscenza rispetto al NOSTRO settore tecnico-disciplinare venga impartita dai sociologi..(ma non perchè ce l'ho con i sociologi..mi sto pure laureando in sociolgia.. :mrgreen: ! Dico i sociologi perchè alla fine sono loro che insegnano le nostre materie alla fine.. Avrei citato gli avvocati se fossero loro ad avere questo "responsabilità"..!) A ognugno il SUO!

Certo che abbiamo bisogno di tante professionalità..! Ci distinguiamo da altre professione proprio in ragione della nostra "completezza"..perchè "trattiamo" l'individuo nella sua GLOBALITA'.. E ciò non sarebbe possibile senza lo studio di tutte quelle discipline..che in seguito ci danno la possibilità di operare secondo una logica di "interventi non parcelizzati" come scrisse qualcuno..

Per il resto, sono daccordo che insegni chi sia attivo lavoratiamente parlando..ma per "attivo" intendo ANCHE aa.ss. che non sono legati ai servizi pubblici.. Io vorrei poter vedere nelle aule universitarie gli a.s. che portano innovazioni..anche a seguito di attività di lavoro volontaria..! Si dovrebbero insegnare COSE NUOVE..approcci nuovi..che possano dare nelle mani dei giovani la possibilità di riempire i "vuoti" che oggi giorno il Servizio Sociale (non per colpa sua naturalmente..) lascia alle coscienze.. e non relegare l'innovazione a qualche giovane "pazzo" (in senso positivo) o anziano in pensione che magari non ha voglia neanche di insegnare..ma che alla fine di un percorso si è accorto che la realtà sta cambiando..) Il giovane "scienziato pazzo", ad es., deve anche pagare il prezzo per non riuscire ad inserirsi in un tessuto di servizio sociale che NON GLI APPARTIENE.. Cmq è un discorso lungo..potrei scrivere per delle ore..Fortuna che non ho pù spazio.. :mrgreen:

C.M.

Vedo che tra i temi più votati c'è la deontologia professionale.

Il nuovo regolamento professionale sulla formazione continua mette il vincolo dei 5 crediti annui sulla deontologia: mi pare un'ottima occasione per dare voce ai numerosi dilemmi eitici che emergono nel lavoro quotidiano.

Il mio augurio per il 2011 è che gli ordini regionali partano dalla prassi per offrire eventi formativi veramente a supporto degli ass.soc. :D