(Spero di non andare off topic... :oops: )
Allacciandomi al discorso di Nazg relativo alla necessità che gli insegnanti di s.s. siano assistenti sociali in prima linea con l'utenza, mi viene da dire che è davvero importante questo aspetto.
Ho avuto come insegnanti sia assistenti sociali "attivi" (vedi sopra), sia assistenti sociali "passivi", e per passivi intendo che non esercitano la professione da anni ormai, e si dedicano ad un livello più burocratico-gestionale. La differenza si sente.
O meglio, tutto naturalmente dipende dalla persona: la mia attuale docente di tirocinio, anche se non esercita da tempo, ha in sè una vitalità e una passione per questo lavoro incredibili, e ricorda in modo nitido tantissime circostanze relative all'agire professionale, riuscendo a trasmetterle con la stessa intensità che ha provato lei nel gestirle.
Ma in generale posso dire di notare che gli assistenti sociali che non sono a contatto con l'utenza spesso si concentrano sulle dimensioni teoriche e generaliste nelle lezioni, non sottolineando il legame con la pratica e limitandosi a riportare quello che dicono gli autori dei libri in programma.
Gli studenti si aspettano che lui porti dei contributi veri, vivi, sentiti, proprio perchè vissuti, ma le speranze vengono disattese e tutto si appiattisce. Ed è un vero peccato.