BISOGNI FORMATIVI EMERGENTI

Sezione: Formazione professionale permanente · Aperta il

(Spero di non andare off topic... :oops: )

Allacciandomi al discorso di Nazg relativo alla necessità che gli insegnanti di s.s. siano assistenti sociali in prima linea con l'utenza, mi viene da dire che è davvero importante questo aspetto.

Ho avuto come insegnanti sia assistenti sociali "attivi" (vedi sopra), sia assistenti sociali "passivi", e per passivi intendo che non esercitano la professione da anni ormai, e si dedicano ad un livello più burocratico-gestionale. La differenza si sente.

O meglio, tutto naturalmente dipende dalla persona: la mia attuale docente di tirocinio, anche se non esercita da tempo, ha in sè una vitalità e una passione per questo lavoro incredibili, e ricorda in modo nitido tantissime circostanze relative all'agire professionale, riuscendo a trasmetterle con la stessa intensità che ha provato lei nel gestirle.

Ma in generale posso dire di notare che gli assistenti sociali che non sono a contatto con l'utenza spesso si concentrano sulle dimensioni teoriche e generaliste nelle lezioni, non sottolineando il legame con la pratica e limitandosi a riportare quello che dicono gli autori dei libri in programma.

Gli studenti si aspettano che lui porti dei contributi veri, vivi, sentiti, proprio perchè vissuti, ma le speranze vengono disattese e tutto si appiattisce. Ed è un vero peccato.

[quote="Mac"]Ma in generale posso dire di notare che gli assistenti sociali che non sono a contatto con l'utenza spesso si concentrano sulle dimensioni teoriche e generaliste nelle lezioni, non sottolineando il legame con la pratica e limitandosi a riportare quello che dicono gli autori dei libri in programma.

Gli studenti si aspettano che lui porti dei contributi veri, vivi, sentiti, proprio perchè vissuti, ma le speranze vengono disattese e tutto si appiattisce. Ed è un vero peccato.[/quote]

Credo questo commento di Mac sia ricollegabile anche al fatto che gli studenti apprendono all'università teorie generali proprio a causa dell'impostazione stessa dell'università che deve essere generale/generica per dare a tutti gli strumenti sufficienti (o minimi) per collocarsi poi in qualsiasi posto di lavoro.

Questo comporta l'uscita dall'università di laureati intelligenti e studiati, ma che non hanno alba della quotidianità del lavoro.

Mi par di capire che la parte "pratica" venga quindi delegata pesantemente all'esperienza di tirocinio e quindi al supervisore, con il rischio che se non va bene allora lo studente/neolaureato vaghi in una nebbia fitta.

Solo da lavoratori gli exstudenti possono rendersi conto delle proprie carenze formative perchè si scontrano contro esse ogni giorno e devono fare i conti con la propria competenza o ignoranza.

Salve a tutti!

Io ho da poco concluso un'esperienza di supervisione che non è stata affatto semplice e la cosa sconvolgente è che tutte le voci che giravano durante il mio ultimo anno di corso sono diventate dati di fatto.

I docenti Assistenti Sociali sono stati mandati a casa (ne hanno lasciati solo due per qualche laboratorio) e le loro cattedre sono state assegnate ai sociologi dottorandi.

Ora, senza nulla togliere ai sociologi e con il massimo rispetto verso i loro studi e la loro professione, come possono insegnare la pratica delle professioni sociali, i loro metodi e le loro tecniche, ecc...?

Mi sono ritrovata una studentessa che alla sua seconda esperienza di tirocinio non conosceva nulla circa il processo d'aiuto e tutto ciò che lo riguarda!

I primi giorni sono stati davvero duri, vedevo che la tirocinante faceva fatica a seguirmi anche nelle cose più banali allora ho dovuto rivedere tutto il percorso programmato e mettermi lì a spiegare e verificare la comprensione degli argomenti.

Fortunatamente la tirocinante aveva dalla sua parte impegno, serietà e consapevolezza delle sue limitate conoscenze, quindi ha lavorato molto e sono stati comunque raggiunti i risultati prefissati.

:twisted: In parole povere, cosa succede in quell'università? I programmi vengono pubblicati così come dovrebbero essere ma le lezioni e gli esami vertono su tutt'altro (come ad esempio l'ultima pubblicazione del dottorando), quelle poche volte che si tratta di servizio sociale lo si fa in maniera suoperficiale e spesso gli studenti non ricevono risposte alle loro domande (come ad esempio quelle sulla relazione tra l'assistente sociale e l'utente)! :twisted:

Ora mi chiedo, quanti colleghi hanno la voglia ed il tempo di stare lì a fare ciò che dovrebbe garantire l'università? Quanti studenti hanno la stessa serietà e capacità di apprendimento da garantire il raggiungimento di risultati almeno accetabili? :?:

Cari Colleghi,

Nell’ambito del mio lavoro di tesi di laurea specialistica, mi sto occupando dell’analisi dei fabbisogni formativi degli Assistenti Sociali ed Assistenti Sociali Specialisti.

Lo studio, avverrà attraverso la somministrazione di un questionario di indagine, compilabile esclusivamente via internet all’indirizzo web http://www.foas.eu/ ; lo stesso è articolato su domande chiuse, aperte e semi-aperte così che i dati possano essere rapidamente elaborati.

L'indagine vuole essere un passo per:

- effettuare una analisi sullo stato della formazione per la categoria professionale;

- individuare problematiche ed inefficienze;

- ottenere un quadro per meglio programmare le attività formative future.

Vi chiedo di compilarlo in ogni sua parte entro il 29 aprile 2012.

Le informazioni richieste non registrano in alcun modo dati sensibili e il compilatore non è assolutamente rintracciabile da parte del sottoscritto, pertanto è garantito il massimo anonimato.

Ringrazio tutti per la disponibilità!

[quote="CiscoTEDE"]Lo studio, avverrà attraverso la somministrazione di un questionario di indagine, compilabile esclusivamente via internet all’indirizzo web http://www.foas.eu/ ; lo stesso è articolato su domande chiuse, aperte e semi-aperte così che i dati possano essere rapidamente elaborati.[/quote]

Io ho dato il mio supporto alla causa!

E' un questionario rapido che consiglio a tutti di fare perchè aiuta a riflettere sulla propria attuale situazione formativa e potrebbe stimolare i colleghi a fare delle richieste specifiche agli enti di appartenenza per migliorare il rendimento della formazione permanente.

sono contento dei risultati che stanno emergendo... Continuate continuateeee