PEC

Sezione: Ordine professionale · Aperta il

Cosa fare?

Beh, non faccio nulla. La PEC ce l'ho ed aspetto che il mio Ordine me la contesti. D'altra parte la PEC che ho, in quanto cittadino, per scrivere alle pubbliche amministrazioni, mi basta.

Il problema dell'Ordine è più generale. Mi spiego: se io lavorassi in partita IVA (e potessi scaricarmi i costi dell'Ordine, e pure della PEC e tanta altra roba) andrebbe bene. E la PEC in questo caso sarebbe uno strumento comunicativo necessario (p.e. per inviare fatture, ma pure per ricevere comunicazioni dal fisco).

Il problema è che la nostra categoria, in quanto in maggioranza dipendente, non ha scarico di costi, col paradosso di doversi dotare di strumenti (inutili) come la PEC.

Saluti.

Meno male Ugo che dici che é inutile. Sono sollevata, l'ho sempre pensato anche io e mi sono sempre sentita la solita mosca bianca :mrgreen:

La PEC per l'assistente sociale dipendente è di fatto inutile nella sua attività professionale quotidiana, in quanto ogni comunicazione effettuata per attività dell'ente deve utilizzare la PEC dell'ente di appartenenza.

L'obbligo però è sancito da una legge (non dall'Ordine). In ogni caso il COAS e alcuni ordini regionali tra cui l'Ordine FVG, per facilitare e incentivare gli iscritti a rispettare questo obbligo di legge e sperando così poi di risparmiare i costi postali (soprattutto raccomandate) nelle comunicazioni con gli iscritti, ha pagato la PEC a tutti per un paio d'anni. In FVG il risultato è stato che a fronte di circa 800 PEC pagate all'ente fornitore neppure un terzo degli iscritti hanno di fatto attivato il servizio. Considerato che le PEC sono state pagate con "i denari" di tutti e di fatto per due terzi "buttati al vento" e in considerazione della conclusione della convenzione del CNOAS l'Ordine ha ritenuto di investire tale denaro in qualcosa di più proficuo (es.corsi di formazione continua gratuiti e di fatto molto partecipati). Il costo di attivazione della PEC è minimo (se non sbaglio sui 10 Euro) è più un fastidio fare qualcosa di cui non si coglie l'utilità e quindi ci si arrabbia con l'Ordine.....

La legge ha previsto un obbligo, ma non una sanzione e non ha indicato neppure chi debba verificare.

Per chiara79 e parlando sempre di "soldini" e di cose inutili, tu dici di non lavorare neppure in Italia e allora perchè rimani iscritta all'Albo con relativi costi? Ti dico questo perchè se ti cancelli dall'Albo non paghi la quota annuale, ma potrai comunque reiscriverti alle stesse condizioni qualora tu decidessi di rientrare in Italia. Se hai dei dubbi contatta l'Ordine e chiedi conferma. In questo modo risparmi ben di più di 10 Euro!

Ciao

Ciao Nuvoletta, grazie per il tuo intervento. Ora mi è più chara la motivazione per cui l'Ordine FVG ha interrotto la convenzione per la PEC. Io però mi permetto di dire che da quando sono iscritta (2012), nessuna comunicazione dell'ordine mi ha mai avvisato dell'obbligatorietà dello strumento richiedendomi le credenziali della mi PEC e del fatto che avessi la possibilità di utilizzare una PEC convenzionata. Forse più colleghi l'avrebbero utilizzata se solo lo avessero saputo...

Ma quindi c'è un obbligo, ma concretamente non ci sono nè controlli nè sanzioni. Quindi di fatto posso stare tranquilla se non adempio a tale obbligo?

Mantenere l'iscrizione all'ordine è per me una scelta un po' obbligata. Sono ben consapevole del costo, ma lo faccio unicamente per poter partecipare a concorsi pubblici per poter un giorno ritornare, eventualmente, in Italia. E quindi... "io pago!", almeno per il momento. Vedremo tra l'altro se la riforma passa, vorrei avere la garanzia di poter riscrivermi all'albo con la sola triennale. Nel dubbio, se il progetto di poter rientrare un giorno in Italia sarà ancora lì, manterro' l'iscrizione.

Per fortuna che per esercitare qui l'iscrizione è assolutamente gratuita (peraltro non esiste nessun albo ma solo un registro pubblico a cui si accede dopo il superamento dell'esame di stato). E un po' assurdo, ma nel paese in cui esercito non sborso un solo euro, in Italia, non esercitando, pago per l'iscrizione... e dovrei pure pagare la PEC! :lol:

Già e per fortuna l'Italia viene chiamato il "Ben Paese" ! :P

Ma quindi c'è un obbligo, ma concretamente non ci sono nè controlli nè sanzioni.

Non mi risulta che la legge abbia previsto sanzioni, nè un organo che dovrebbe comminarle. Considerato che il professionista dovrebbe comunicare il proprio indirizzo di PEC all'Ordine potrebbe "nelle righe" essere inteso che sia quest'ultimo a comminare sanzioni disciplinari, ma la legge non lo dice e neppure nessun codice deontologico e quindi buh........ e chi lo sa!

Sempre parlando di "soldini" la PEC potrebbe servirti a risparmiare il costo delle raccomandate che invii per i concorsi facendo anche bella figura come professionista tecnogica e ligia alle leggi :wink:

Sí, peró ragazzi, considerate questo. L'Italia é indietrissimo dal punto di vista della informatizzazione. IN Spagna, che non é certo messa tanto meglio dell'Italia, si fa TUTTO online: pratiche della pubblica amministrazione, certificati, ecc. Quando devi relazionarti con un ente pubblico, la strada privilegiata é quella telematica; se devi fare un pagamento, o lo fai online, o lo fai direttamente all'ufficio con carta di credito. Le tasse universitarie, per esempio... non esiste quella specie di dinosauro chiamato bollettino di conto corrente postale a quattro facciate e la PEC non sanno nemmeno cosa é.

Se si cambiasse mentalitá amministrativa, molti ammennicoli che in Europa sono esclusivo appannaggio italiano decadrebbero per inutilitá....

Ma infatti mi sa che la PEC esiste solo in Italia. Io lavoro nella Pubblica Amministrazione in Francia e qui non esiste nulla di equivalente. Le persone fanno un sacco di pratiche on-line, ma non c'è bisogno di PEC e gli enti non se ne dotano. Mi sa che l'Italia, come al solito, quando vuole recuperare il suo "ritardo" ingarbuglia così tanto le cose che poi tutto diventa ancora più complicato di prima.

Io la PEC non la voglio fare (anche se posso permettermi 10 € di spesa, figuriamoci) perché non ne ho bisogno per lavoro visto che non esercito in Italia. E' una questione di principio, un po' come la questione dell'assicurazione professionale. Poi per fortuna si è capito che era obbligatoria solo per i liberi professionisti... Sarà lo stesso per la PEC?

Poi che nella vita personale possa rivelarsi utile, può essere vero, ma si tratta di una scelta e non di un'imposizione. E per ora non ne sento il bisogno.

Io sono molto pragmatica e penso: puó servire, ma se serve a un assistente sociale in quanto dipendente pubblico.... perché non gliela dovrebbe attivare il suo ente, considerando che (almeno quando lavoravo io) nessuna comunicazione ufficiale poteva partire da me personalmente ma sempre doveva passare dal funzionario?

E anche per l'a.s. libero professionista, ho i miei dubbi... forse se fai il consulente dei tribunali, ma anche lí, tutto é cartaceo e va depositato a mano, no?

Sono quelle classiche italianate per le quali si discute 10 anni e poi improvvisamente svaniscono nell'oblio... intanto in altri lidi si é andati avanti con altre questioni ben piú fondanti... :|