Non so... io sono molto piú terra terra, Indeciso, non ho le tue conoscenze giuridiche... solo mi colpisce che alla parola "dottore" in Italia si dia tanta importanza. Io mi iscrissi alla specialistica forse solo per poter definirmi "dott.ssa" perché avevo il complesso da mancanza di laurea... Dimmi te se questo é normale.... Francamente ora, che mi chiamino dottore o no, non mi interessa proprio nulla... Ma "ai miei tempi", non venivamo considerati "veri" laureati e molti di noi ne soffrivano! Adesso il titolo é l'ultimo dei miei pensieri :mrgreen: Amici italiani mi dicono anche che in Spagna "la laurea non ha valore legale": questo che vorrebbe dire? :shock:
questione di... nome (?)
Beh, se era solo per la parola "dottore" (che è una qualifica accademica correlata al titolo di studio, non un titolo di studio in sé) avresti potuto convertire il tuo titolo finale di scuola diretta a fini speciali in diploma universitario (fu consentito, se non ricordo male, dall'anno accademico 1991-1992 per i tre o quattro anni successivi). Si pagavano solo le tasse e i contributi, senza dover sostenere alcun esame. Poi, una volta varata la riforma universitaria, ti saresti potuta iscrivere in uno di quegli atenei che convalidano tutto (ad esempio Cassino o Bologna) e ti saresti presa la laurea senza sostenere esami (ma avresti dovuto discutere la tesi e, se non presenti nelle carriere precedenti, svolgere le idoneità linguistiche e informatiche, comunque normalmente esonerabili con degli atestati esterne).
Il valore legale è la capacità, la proprietà per cui il titolo di studio produce effetti giuridici in capo al suo titolare (cioè colui che lo ha conseguito ovvero la persona a cui è stato rilasciato honoris causā). Esiste in tutti i paesi di tradizione giuridica romanistica (diritto positivo, ovvero civil law, per dirla con gli anglo-americani) e che mi risulti la Spagna in questo non fa eccezione.
Infatti non capisco... me lo disse un'amica giurista che vive anche lei in Spagna, riferito al fatto che qui (a differenza che in Italia) é permesso iscriversi a piú di un corso universitario alla volta. Lei quindi mi disse: "É perché in Spagna la laurea non ha valore legale". La prossima volta le chiederó che voleva dire...
Riguardo all'altro discorso, é difficile ragionare sul "se". Se fossi stata furba, in realtá mi sarei iscritta dritta filata a psicologia, a quest'ora sarei giá anche psicoterapeuta e avrei il mio studio libero professionale. Non avrei mai pensato a quello che sarebbe successo "dopo", con tutto il discorso delle convalide etc. (in realtá pensavo di entrare in qualche dottorato per scappare dal lavoro in Comune e quindi l'anno integrativo di Trieste mi sembrava una strategia veloce.... veloce sí, facile per niente :shock: ) :mrgreen:
[quote="pallaspina"]Infatti non capisco... me lo disse un'amica giurista che vive anche lei in Spagna, riferito al fatto che qui (a differenza che in Italia) é permesso iscriversi a piú di un corso universitario alla volta. Lei quindi mi disse: "É perché in Spagna la laurea non ha valore legale".[/quote]
Francamente non vedo alcuna relazione tra le due cose.
La normativa italiana ultimamente ha aperto alla frequenza contemporanea di più corsi (nello specifico, è stata regolamentata quella di conservatorio e università insieme – prima si poteva fare, ma il conservatorio oggi ha status di istituto di istruzione superiore e i titoli che rilascia sono equiparati a lauree, quindi in teoria non si poteva più fare – e quella di corso di specializzazione di area medica e dottorato); questo non vuol dire che i titoli relativi non abbiano più valore legale. Il valore legale e il divieto di iscrizione contemporanea sono riconducibili a normative distinte e separate. Certo che in assenza di valore legale non avrebbe senso vietare l'iscrizione contemporanea a più corsi pur in assenza di obbligo di frequenza, ma dal momento che il valore legale esiste non è per questo che l'iscrizione contemporanea è fuorilegge, in assenza di una disciplina specifica, posto che tutto ciò che non è espressamente vietato è sempre lecito.