Mi pare che il tema presenti aspetti di grande complessità, ma anche fatti molto semplici ed inequivocabili.
In quanto professionista, all'assistente sociale è richiesto di essere professionale.
L'utenza si attende certamente professionalità ma troppo spesso lamenta di non averne trovata.
Mi pare un dato di cui occorre semplicemente prendere atto.
Poi, se la categoria ritiene (e personalmente lo condivido in toto) di essere pienamente "qualificata" per svolgere il proprio ruolo in modo professionale, forse dovrebbe meglio riflettere sul fatto che anche un professionista qualificatissimo ottiene scarsi risultati quando lavora di fretta o peggio con superficialità.
Nessuno si aspetta angeli, ma porte -e orecchie -aperte e vetri trasparenti.
Se invece si trova un muro di cemento...
Norme precise, una specifica metodologia e un quadro di riferimento teorico.
Sì, ma quali? Ce le vogliao dire? Perché tra la indispensabile "discrezionalità" e la necessità di una attenzione sartoriale e la molteplicità di figure coinvolte, e le pressioni dirigenziali e l'errore umano e ogni caso fa storia a se, etc.. tutto pare esservi tranne che certezze nel modus operandi dei Servizi.
Norme precise, una specifica metodologia e un quadro di riferimento teorico sono ciò che l'utenza vorrebbe con tutto il cuore riscontrare nel "professionista dell'ascolto" con cui si trova ad interloquire. Magari associate alla assoluta trasparenza , base della richiesta fiducia che i Servizi chiedono all'utenza..talvolta sorprendentemente dimentichi o incuranti del fatto che, anche se muniti di mandato dell'Autorità Giudiziaria, sono loro l'elemento estraneo che entra all'interno di un nucleo familiare. potenzialmente o fattivamente mutandone anche in maniera drastica gli assetti, gli equilibri.
Però poi, guardandosi in giro, si riscontrano centinaia, migliaia di voci che lamentano una forte difficoltà - se non un grave danno - nell'essere entrati in contatto, per qualsivoglia motivo legato ai minori, con i Servizi Sociali.
Cioè, il non operatore, l'utente che viene a conoscere i Servizi Sociali minorili, pressoché invariabilmente se ne lamenta o peggio tace per non lamentarsi.
Anch'esso è un fatto, un dato di cui semplicemente prendere atto.
Chi non condivide la veridicità di questa statistica, può consultare Google alla ricerca di quei pochi, sparuti (se esistenti) pareri elogiativi, maturati dopo esperienze positive, postate dall'utenza entusiasta per il servizio ricevuto.
Magari postarne qualche esempio, anche solo per mia utilità, dato che per quanto cerchi, non riesco a trovarne di voci positive da parte di utenti, anche oggetto di solo iniziale interessamento dei Servizi, magari finiti sotto osservazione per via di una segnalazione in malafede e poi del tutto "prosciolti"..dopo qualche anno di osservazione.
Chi cerca si imbatte invece immediatamente in un coro, un lungo fiume poderoso di lamentele, di sofferenze, talvolta di denunce proprio contro l'operato dei Servizi.
Cioè, si vedono decisamente più mostri più che paladini.
L'operatore onesto vorrà e dovrà considerare queste voci.
O veramente si pensa che possano essere solo gli operatori stessi ad autovalutare il proprio operato e le modalità con cui esso viene realizzato?
Non pensate che oggi i Servizi raccolgano, in termini di popolarità, solo i frutti che discendono direttamente dal loro modo di operare concretamente?
Qualcuno ci vede veramente la "deliberata scorrettezza" informativa?
L'audience???