Formazione continua -News

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Editoriale della Presidente Mordeglia del 27 luglio 2015

http://www.cnoas.it/files/000002/00000272.pdf

Il documento di monitoraggio realizzato ai sensi art. 16 comma f) Regolamento, periodo: febbraio 2014 – febbraio 2015.

http://www.cnoas.it/cgi-bin/cnoas/out.pdf?i=FFIFNFWFCIYFXFLFJWKXUF&e=.pdf&t=notizie

Molto interessante il documento di monitoraggio sulla formazione continua.

Mi pare faccia una fotografia sulla professione, con i suoi pregi, ma anche limiti.

A me, ad esempio, ha colpito il fatto che molti colleghi non si siano registrati al sistema informativo del Cnoas per inserire i propri crediti nonostante il regolamento preveda l'obbilgo.

Mi vengono quindi molte domande:

chi sono questi colleghi? sono solo menefreghisi? polemici contro il sistema che si complessifica?oppure fanno un altro lavoro? sanno che esiste il regolamento sulla formazione continua?

Cosa ne pensate?

Io credo che il vizio di fondo sia la "formazione come obbligo". Chi fa formazione sa che è difficile formare in maniera coatta.

Io ho erogato formazioni sia prima, sia dopo l'entrata in vigore dell'obbligo. Tra il prima ed il dopo mi trovo gente demotivata, che sta li solo per i crediti. Prima invece la gente veniva per un proprio (sano) bisogno formativo.

Io sono iscritto a due ordini, quello degli assistenti sociali e quello dei giornalisti, posso fare un bel distinguo.

Presso i giornalisti la formazione è stata venduta come un' occasione di professionalità. Hanno quindi creato un sistema nazionale a cui accedere a tante formazioni. L'Ordine paga questo sistema.

Presso gli assistenti sociali la questione è partita assai male, ricordo il regolamento, le linee-guida, quindi un nuovo regolamento. Ricordo la fatica per i colleghi a sapere "dove si fanno le formazioni". Pure le comunicazioni degli Ordini hanno sempre sottolineato l'obbligo (e meno il piacere). Sul sito del mio Ordine Regionale, per esempio, hanno appena deliberato di multare con 50 euro gli inadempienti......

Insomma, premesso che è normale avere un gruppo che non si iscrive al sistema (chi è in pensione, chi non sa usare il pc, chi fa un altro lavoro,...), è importante il TONO con cui si comunica agli iscritti. Bisogna FAVORIRE la motivazione a formarsi. Si tratta di un processo lungo, non facile. Occorre continuare ad offrire occasioni di formazione, ma pure facilitare i colleghi-docenti. Si tratta inoltre di ORIENTARE la formazione verso una SPENDIBILITA' DI MERCATO. Io molte formazioni per aa.ss. le trovo, se non inutili, noiose, ripetitive, autoreferenziali, comunque non connesse allo sviluppo di competenze. Capisco e comprendo il malumore dei colleghi nel vedersi costretti a "raccogliere crediti".

Ciò solo per discutere.....

Posso immaginare una fase iniziale di disorientamento di fronte a nuovi obblighi e anche una "caccia ai crediti", ma dopo alcuni anni dall'avvio della formazione continua penso che gli animi dovrebbero essersi calmati.

Personalmente credo che 20 crediti all'anno sia fattibili e si può anche segliere quello che si ritiene utile per la propria quotidianità lavorativa.

Chi credeva nella formazione prima dell'obbligo, ci crederà anche ora e continuerà a cercare eventi formativi interessanti.

[quote="ugo.albano"]
Sul sito del mio Ordine Regionale, per esempio, hanno appena deliberato di multare con 50 euro gli inadempienti..[/quote]
Ecco questo mi fa sorridere perchè chi si lamenta di non poter andare ai corsi sono spesso i neo-laureati e disoccupati che non hanno possibilità di investire nella formazioni...figurati pagare una multa...

[quote="ugo.albano"]Insomma, premesso che è normale avere un gruppo che non si iscrive al sistema (chi è in pensione, chi non sa usare il pc, chi fa un altro lavoro,...), è importante il TONO con cui si comunica agli iscritti. Bisogna FAVORIRE la motivazione a formarsi. Si tratta di un processo lungo, non facile. Occorre continuare ad offrire occasioni di formazione, ma pure facilitare i colleghi-docenti. [/quote]
Penso che il monitoraggio appena fatto possa aiutare a riflettere su quello che manca, sul chi sono tanti colleghi e cosa fanno nella loro vita.

Secondo me molti che non lavorano come ass.soc. saranno costretti a uscire dall'ordine per non incorrere in penali.

Si può prevedere quindi una riduzione degli ass.soc. iscritti all'albo in Italia, con riduzione anche delle quote e conseguente riduzione del budget disponibile per la formazione continua?

[quote="ugo.albano"]Si tratta inoltre di ORIENTARE la formazione verso una SPENDIBILITA' DI MERCATO. Io molte formazioni per aa.ss. le trovo, se non inutili, noiose, ripetitive, autoreferenziali, comunque non connesse allo sviluppo di competenze. .[/quote]
Anch'io ho notato che a volte vengono accreditati i corsi più strani e inutili, a volte autoreferenziali, in questo hanno un ruolo gli ordini... ci sono dei criteri condivisi per l'accreditamento?

Siamo in grado di valutare la spendibilità sul mercato?

Nel corso del mio lavoro di Tesi (indagine sulla sperimentazione della formazione continua) del 2012, emerse quanto vi allego nella immagine relativa alla penultima slide secondo me emblematica della visione della formazione continua.

Allegati

La formazione è necessaria ma crediti presi qua e là mi pare un circo equestre... Un modo per fare andare gente in quei raduni autocelebrativi... e non dico altro... per carità... i crediti che li gestisca l'ordine direttamente,

delega qualche corso formativo... e chiede una quota per le spese... punto. Senza tanti giri e interessi vari...

Innanzitutto grazie per gli spunti.

Solo una precisazione in merito ai disoccupati, ma non solo. La circolare numero 2 Del 23 gennaio 2015 (vado a memoria, spero sia corretto) riporta quali sono le condizioni di richiesta di esonero Per I disoccupati, per coloro che svolgono altra attività professionale ed altro. Rispetto all'argomento poi penso sia anche importante l'editoriale del Presidente della fine di luglio.

http://www.cnoas.it/files/000002/00000272.pdf

Grazie ancora dei Contributi torno a leggervi.

Federico Basigli

Salve a tutte/i.

Mi chiamo Vita Gaetani, sono Assistente sociale specialista e dirigo la Segreteria della Regione Calabria dell'Associazione Nazionale Assistenti Sociali. Un'Associazione che, tra le altre cose, organizza corsi di formazione.

Mi trovo in gran parte d'accordo con quanto scritto dalla nostra Presidente Nazionale.

Qua in Calabria vi è un forte bisogno di formazione. E su temi semplici e quotidiani in quanto gli studi universitari sono poco improntati alla praticità e i tirocini sono poco formativi.

Tuttavia, come da tutte le parti, ci si oppone alla formazione a pagamento seppur si tratti di cifre minime.

È una questione culturale: l'atteggiamento verso la formazione molto dipende dalla qualità degli studi effettuati e da come sono stati affrontati.

Saluti.

Concordo, Vita: si tratta di un atteggiamento culturale vero e proprio che è carente già dall'università.

Premesso che la formazione di base è assai carente, dovremmo evitare di mantenere basso il livello. In ciò l'Ordine ha il GRANDE POTERE - con l'accreditamento - di favorire il livello di qualità e bloccare la "para-formazione".

Mi vengono in mente dei criteri semplici:

1) se il docente è assistente sociale o altro non è la stessa cosa;

2) il convegno o il corso strutturato non sono la stessa cosa;

3) se l'evento formativo si basa su mega-temi generalgenerici o se prevede una chiara attestazione di competenze non è la stessa cosa.

La formazione è un investimento. Solo che è necessaria un'offerta che io non vedo: per esempio i master.

Io sono convinto per esperienza sul fatto che il collega paga volentieri se una formazione gli crea opportunità lavorative o occasioni di vera specializzazione.

Io sono ottimista: occorre far cultura, come dici tu. Lo stiamo già facendo ora parlando su questo forum. L'Ordine, in buona sostanza, siamo noi tutti, non i consiglieri, che pure hanno il potere di orientare la spesa e di offrire servizi. Basta farsi un giro tra i siti degli OO.RR. per notare l'assenza o al presenza di un'azione propulsiva sulla formazione, oltre che sanzionare o ribadire l'obbligo.

Quando ho deciso di iniziare la magistrale di Progest (spacciata come specialistica per aass) dopo un paio di anni dall'inizio lavorativo, ho pensato che ciò potesse servire a contribuire a formarmi professionalmente, ma i corsi universitari affrontati si sono rivelati abbastanza distanti dal mondo lavorativo. Inoltre l'Ordine non ne riconosce mezzo credito.

Il mio contratto di lavoro non prevede la possibilità di partecipare ai corsi di formazione (come anche ferie, malattia, infortuni etc...) quindi la decisione di partecipare ai corsi (che dalle mie parti sono almeno numerosi e gratuiti) ha per me un costo passivo di assenza dal lavoro come fossi in vacanza.

Tutto questo per dire che mi illudo volentieri quando mi iscrivo ai corsi, ma mi è capitato molto spesso che gli interventi siano ripetitivi e generici ed è anche questo che secondo me contribuisce a trasmettere ai colleghi la poca attenzione verso la caccia ai crediti.

Secondo il mio parere, vi sono tre nodi critici sui quali è necessario porre la nostra attenzione per migliorare, o provare a farlo, il Sistema Formazione-Aggiornamento: 1. E' innegabilmente emersa una evidente, scarsa capacità di utilizzo del sistema informatico che da risorsa diventa ostacolo insormontabile. 2. Vi è una mancata chiarezza percepita da tanti sul tema degli esoneri. le domande che ci poniamo sono sempre identiche e cioè: Chi può accedere all'esonero? Come? Quanti crediti può decurtare? Quali documenti servono? 3. Vi è un enorme, eccessivo, numero di Agenzie Formative che confondono nell'offerta formativa invece che semplificarne l'accesso. Quindi viene da sè che, potenziando il nostro sapere informatico con operatori qualificati del settore che forniscano strumenti corretti per gestire le nuove tecnologie al passo dei tempi moderni. Rivedendo le modalità di accesso agli esoneri e, ricordo, abbiamo ottenuto a livello amministrativo la tanta agognata autocertificazione .. perchè non usarla anche noi? Ed infine con una sola Agenzia formativa suddivisa in enti specializzati per settori o aree tematiche. In questa maniera mi pare che ho sintetizzato il sentire di molti colleghi e il mio personale, concedetemi, dato che incorrerò certamente nel consiglio di Disciplina perchè non sono a posto con i crediti...ed essendo emigrata in Belgio per lavorare, dubito che potrò sottrarmi alla scure che mio malgrado, mi allontanerà dalla tanto cara comunità professionale che resta sempre l'unica in cui mi riconoscerò mai. Auspico tempi migliori per tutti noi colleghi e vi seguo anche dalla lontana Bruxelles. Con questo piccolo contributo spero di essere riuscita a partecipare seppur indirettamente al confronto sempre gradito.