Formazione continua -News

Sezione: Ordine professionale · Aperta il

Ciao, megattera.

Mi puoi scrivere in privato?

Grazie!

Ciao ugo.albano purtroppo non riesco a mandare il messaggio in quanto non mi inserisce il nick nei destinatari. A questo punto prova a mandarmi una mail lascio il mio indirizzo [email rimossa]

Cordialità.

Per chi come me non esercita la professione, la formazione continua diventa una imprescindibile occasione d’appartenenza alla comunità professionale. Forse è più corretto dire ‘per chi come me si guadagna da vivere facendo altro ’ perché è difficile pensare che non si è assistente sociale sempre, anche se in circostanze altre.Personalmente la laura in Scienze Sociali ,ha cambiato il mio approccio agli ambiti e alle persone .A tal punto che nella relazione con gli altri ,la consapevolezza di alcune dinamiche comportamentali e di pensiero, è diventata un ‘peso’ di coscienza.Ne ho parlato con la mia tutor di tirocinio e da qui, è ripresa la mia personale formazione sui banchi virtuali di AssistentiSociali.Org che mi ha portato prima all’abilitazione e poi ad approfondire aspetti e prassi operative dei servizi .Per me formazione è sentirmi parte del tessuto professionale con una valenza di socializzazione importante.Vuol dire, per molti colleghi che non hanno dimestichezza d’accesso alla rete ,rompere l’assedio e l’isolamento al quale sono relegati.Partecipare a un evento formativo, consente di attraversare un ponte temporale che avvicina diverse generazioni professionali ,facendole dialogare.La formazione consente di rendere fisica la rete e da questo contatto, tutti vivono momenti arricchenti.Il senso di contenimento di cui ci si lamenta a causa dall’obbligatorietà , è ampiamente superato dai benefici indotti che ne traiamo come persone e come professionisti.Buon Ferragosto colleghi.

Francesco

Il problema a mio avviso è quello di AMPLIARE LE OFFERTE ai colleghi.

C'è infatti chi vive all'estero, chi può o non può spostarsi, chi ha soldi da investire e chi no, chi cerca aggiornamenti in campi in cui già opera, chi invece cerca competenze altrimenti spendibili, chi la cerca online e chi di presenza, chi ha tempo (perchè disoccupato/casalingo) e chi invece ne ha poco.

Se ci fosse un "catalogo" i colleghi potrebbero meglio orientarsi e scegliere. Secondo me il vero problema è che non c'è un sistema coordinato tra gli Ordini. Forse questo potrebbe essere un obiettivo, che qui propongo.

Faccio l'esempio per il mio "obbligo" (che per me è un piacere, credetemi) che ho in quanto giornalista. L'Ordine Nazionale (e solo lui) ha creato un portale: https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/

Io lì con le mie credenziali trovo un sacco di corsi, da Catania a Bolzano, dai master ai corsi gratuiti, dai corsi online a quelli in presenza.....per me, più che l'imbarazzo della scelta, ho l'OPPORTUNITA' DI COSTRUIRE LA MIA PROFESSIONALIZZAZIONE in base alle tante offerte.

Per gli assistenti sociali io vedo poca offerta, e spesso di scarsissima qualità. Per esempio equiparare un semplice convegno blablabla ad un corso strutturato di formazione è segno di debolezza della categoria.

Siccome gli Ordini funzionano con colleghi che già lavorano, non si può fare la formazione come volontariato. OCCORRE FARE UNA SCELTA (ECONOMICA) di investimento su di un ente che faccia solo formazione, che sia pagato, gestito, diretto da assistenti sociali e che FACILITI GLI ASSISTENTI SOCIALI a fare i docenti (evitando gli "esterni).

Ad oggi manca una "scelta culturale" dell'ON di questo tipo. Non abbiamo neanche un centro di documentazione sul servizio sociale.....

Speriamo.....