Condivido, Ugo, solo in relazione al tema specifico del mobbing la non rilevanza della terapia (non dello psicologo... per quanto mi riguarda non credo molto nella figura dello psicologo d'amblé, credo semmai nello psicoterapeuta o terapeuta, che solo in Italia é sempre anche psicologo, mentre all'estero puó ben essere un assistente sociale con una specializzazione specifica e un lavoro personale). Non la condivido in relazione al tema piú generale della necessitá di "lavorarsi" per lavorare con gli altri, ma questa é una mia opinione personale ed esperienziale, avendo visto un "prima" e un "dopo" in me stessa.
Restando nel tema mobbing tout court, é evidente secondo me una serie di questioni:
1. la carenza di contenuti etici nella formazione in servizio sociale;
2. la mancanza di approfondimento della motivazione alla professione;
3. il sottolineare nella formazione e nel lavoro (pubblico) le capacitá tecnico-burocratiche (basti guardare a quello che chiedono nei concorsi: saper redigere atti... e a quello che chiedono nel privato: saper relazionarsi) piuttosto che, appunto, le capacitá relazionali, il "saper essere";
4. il fatto che per anni la professione é stata considerata il "fanalino di coda" delle varie professioni. Io stessa quando feci la selezione ero circondata da persone che "facevano quello per ripiego e perché era facile";
5. la prevalenza femminile non assicura eticitá. Una donna é solidale con altre donne nella misura in cui é cresciuta come donna, ha analizzato il suo essere donna, si é interrogata sul suo ruolo sociale e sulle questioni connesse al genere. Ricordo che le colleghe con figli sono state le piñu agguerrite torturatrici, nel mio ente, delle colleghe neo-madri accusandole di essere pigre e improduttive.
La carenza di contenuti etici del resto io la vedo lampante nel fatto incredibile di molti giovani assistenti sociali razzisti, che apertamente pubblicano sulle reti sociali proteste contro immigrati, per esempio, usando toni assolutamente banali da comare di quartiere con livello di istruzione bassissimo che guarda le telenovelas e La ruota della fortuna. Non so, a me sembra pazzesco da parte non solo di laureati, ma di professionisti che dovrebbero avere un'impostazione etico-sociale che, in mia opinione, deve trascendere anche il campo professionale e investire la persona intera.
Non so se sono stata troppo "cattiva", peró io ho voluto dire la mia...