Se un utente è violento e manifesta tale aggressività indirettamente con atteggiamenti spavaldi, frasi che fanno mal pensare e poco rispetto nei vostri confronti, come vi comportate?
la mia è pura curiosità :roll:
Se un utente è violento e manifesta tale aggressività indirettamente con atteggiamenti spavaldi, frasi che fanno mal pensare e poco rispetto nei vostri confronti, come vi comportate?
la mia è pura curiosità :roll:
Se sono ipotesi di reato, bisogna chiamare la polizia....
non sono daccordo, siamo una professione di aiuto.
L.B.
[quote="laurabianchi"]non sono daccordo, siamo una professione di aiuto.
L.B.[/quote]
ok professione d'aiuto ... ma questo astenersi dalla denuncia non potrebbe portare a sottovalutare una situazione che rischia di divenire evento di grave violenza?
Nessuno "è/non è" violento.
Qualcuno mette in atto comportamenti violenti, in certe circostanze, in certe relazioni.
Mi concentrerei sulle circostanze e sulle relazioni.
Possiamo fare molto per prevenire la violenza, almeno nei nostri confronti.
Se poi dovesse esserci, anche sotto forma di minaccia, ok al ricorso delle forze dell'ordine.
D dove nasce questa curiosità, Valery?
[quote="Federica72"]Nessuno "è/non è" violento.
Qualcuno mette in atto comportamenti violenti, in certe circostanze, in certe relazioni.
Mi concentrerei sulle circostanze e sulle relazioni.
Possiamo fare molto per prevenire la violenza, almeno nei nostri confronti.
Se poi dovesse esserci, anche sotto forma di minaccia, ok al ricorso delle forze dell'ordine.
D dove nasce questa curiosità, Valery?[/quote]
beh da alcuni fatti di "cronaca" che vedono coinvolti gli assistenti sociali in veri e propri atti di violenza esterna; mi chiedo a livello formativo quante competenze possiede un assistente sociale per "trattare" utenti abbastanza "aggressivi"
Ripeto, siamo una professione di aiuto.
Non non trattiamo la violenza, ma i problemi delle persone.
Non ci sono violenti o non violenti: ci sono situazioni che, causando frustrazione, producono violenza.
Sta a noi nell'aiuto mantenere una buona empatia. Se abbiamo agiti violenti probabilmente non abbiamo indotto all'empatia.
L'assistente sociale è formato all'aiuto. Se però lo pratica male, è possibile che l'utente sia aggressivo.
Valery, secondo me tu confondi causa ed effetto.
L.B.
[quote="laurabianchi"]Ripeto, siamo una professione di aiuto.
Non non trattiamo la violenza, ma i problemi delle persone.
Non ci sono violenti o non violenti: ci sono situazioni che, causando frustrazione, producono violenza.
Sta a noi nell'aiuto mantenere una buona empatia. Se abbiamo agiti violenti probabilmente non abbiamo indotto all'empatia.
L'assistente sociale è formato all'aiuto. Se però lo pratica male, è possibile che l'utente sia aggressivo.
Valery, secondo me tu confondi causa ed effetto.
L.B.[/quote]
quindi si può definire sempre un problema (o fallimento) a livello relazionale? siamo sicuri?
Domanda per gli assistenti sociale che svolgono la professione ... nella relazione d'aiuto impostate una "tolleranza zero" per comportamenti violenti?
Per me tolleranza zero.
Nel chiamare le forze dell'ordine bisogna però ben configurere il reato.
Richiamo però alla prudenza: non è che una persona all'improvviso esplode. L'esplosione deriva spesso da una "dissonanza" tra i fatti e gli interessi dell'astante.
Per esempio classico, se la persona si aspetta soldi ed io non glieli do, può scattare l'aggressività, e lì si chiamano i Carabinieri. Ora se i soldi gli spettano di diritto ed io non glieli do, il reato lo commetto io. Se invece i soldi non gli spettano e lui li pretende con ricatti e minacce, il reato lo commette lui. Se invece i soldi li ha promessi l'assessore o il sindaco, e ciò è dimostrabile, il reato lo commette qualcunaltro.
Non so se è chiaro: tolleranza zero si, ma estrema correttezza da parte nostra. Non possiamo provocare le persone e poi pretendere che stiano calme.....
Non bisogna però fare confusione sull'oggetto di questa discussione.
E' possibile che un utente per ragioni sue, per buone ragioni causate da nostre scelte o da scelte altrui, sia arrabbiato. Noi siamo dei professionisti in grado di gestire anche questa emozione negativa e solitamente lo facciamo.
La violenza, le minacce, le offese non sono espressione della rabbia, ma la sua azione. Questo non va mai tollerato perchè è pericoloso per noi e per le stesse persone che la agiscono.E questo vale per tutti anche e ancor di più per le "persone fragili".
Quando questo succede il rapporto va immediatamente interrotto, sia sottraendoci alla relazione, sia nei casi più gravi chiamando le forze dell'Ordine.
Ho più volte sperimentato che reagire ai primi atteggiamenti violenti
( maleducazione, tono della voce minaccioso ecc.) dicendo che se il colloquio continua così verrà immediatamente interrotto e non ci sarà ulteriore possibilità di incontro di solito funziona, in quanto la persona si rende conto che se non si controllerà perderà ogni possibilità di ottenere ciò di cui ha bisogno e che io non lo temo, ma lo fermo.
Ciao